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Seminario Internazionale

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Torino, Saint Vincent (AO) 16 - 19 Maggio 2007
L'Archivio privato Ardito Desio: storia, composizione e conservazione.


Maria Emanuela Desio*, Giovanna Pasquariello**

*Associazione “Ardito Desio”, Via dei Foraggi 86, 00186 Roma
** Istituto Nazionale per la Grafica, Via della Lungara 230, 00187 Roma

Introduzione

L’Archivio privato Ardito Desio risulta essere un archivio “sportivo” ma anche un archivio “scientifico” in quanto testimonia l’attività svolta da Ardito Desio, come scienziato, alpinista, geologo, geografo, topografo, attraverso studi, ricerche, esplorazioni e spedizioni (più di 15) in molti continenti e in particolare in Asia e in Africa. L’archivio, che va dai primi del ‘900 al 2000, è caratterizzato da un ricco patrimonio storico, molto eterogeneo, che comprende materiale cartaceo, fotografico e oggettistico. Rappresenta una testimonianza di un’epoca e pertanto uno strumento di grande interesse ed utilità per studiosi, ricercatori e studenti di varie discipline scientifiche e sportive. Nonostante le vicende storiche e politiche e i vari trasferimenti di sede, l’archivio risulta abbastanza integro. Un complesso lavoro di ricognizione, riordino e inventario dell’intero archivio è stato completato ed è quasi ultimata una prima catalogazione di base della documentazione cartacea e fotografica. Sono in corso indagini sullo stato di conservazione del notevole patrimonio fotografico da un punto di vista biologico ed ambientale, interventi di conservazione e restauro ed inoltre una oculata scelta ed impiego di materiali idonei per l’archiviazione dei molteplici documenti, per una salvaguardia a lungo termine. E’ in programma la realizzazione di vari progetti tra cui la digitalizzazione dell’intero archivio e la sua pubblicazione su un sito internet per la consultazione. Al fine di comprendere l’importanza e la struttura dell’Archivio Desio, le diverse tipologie di materiale che lo compongono e le problematiche conservative in corso di risoluzione, è necessario fare un accenno alla storia dell’archivio e al personaggio, Ardito Desio, che ha vissuto a cavallo di tre secoli e due millenni, accumulando durante la sua lunga vita un ingente patrimonio storico-documentale molto eterogeneo.

Storia dell’archivio

L’archivio si può dire che nasca all’inizio del secolo XX quando Ardito Desio partì volontario per la prima guerra mondiale. L’archivio si è andato formando e si è arricchito sempre più con le numerose scoperte, esplorazioni e spedizioni condotte da Desio, sistemato in parte nella sua abitazione di Milano e in parte nello studio, situato al Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio” dell’Università Statale di Milano (dipartimento da lui fondato e a lui intitolato nel 2003). Alla fine degli anni ‘90 l’archivio viene trasferito, in gran parte, alla Società Geografica Italiana (Villa Celimontana - Roma), dove è rimasto accatastato e trascurato per diverso tempo. Nel 1999 per la sua importanza storica l’Archivio privato Ardito Desio è stato vincolato dalla Soprintendenza Archivistica del Lazio. Nel 2003 l’archivio, sistemato in 250 scatoloni, è tornato in possesso della famiglia Desio, e da tale data si trova ospitato, a titolo gratuito, presso la sede del CAI - sezione di Roma, in attesa di una collocazione definitiva e consona alle sue particolari caratteristiche. La sezione personale di Desio, dopo la sua scomparsa, è conservata presso l’abitazione della figlia, Maria Emanuela Desio, dove si trova ancora oggi.

Il personaggio, Ardito Desio, nato nel 1897 a Palmanova in provincia di Udine e scomparso nel 2001 a Roma, è stato professore universitario, scienziato ed esploratore e molto altro. E’ noto soprattutto per la spedizione del 1954 al K2 (seconda cima al mondo per altezza) impresa che ideò, progettò e diresse e che divenne con lui la “montagna degli Italiani”. E’ inoltre conosciuto per le sue ricerche in Libia che portarono alla scoperta del petrolio nel Sahara libico nel 1938 (la prima bottiglia di petrolio uscita dal Sahara Libico si trova nell’abitazione della figlia, conservata come una reliquia). A Milano ha fondato l’Istituto di Geologia che ha diretto e dove ha insegnato fino al 1972 (per raggiunti limiti di età) e fu nominato professore emerito. E’ stato membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, socio onorario di molte società scientifiche italiane e straniere. E’ stato il primo presidente dell’Associazione Nazionale dei Geologi e dell’Ordine dei Geologi Italiani e presidente del Comitato Geologico per sette anni. Ardito Desio è stato inoltre un grande divulgatore e giornalista, come lo testimoniano i suoi numerosi diari, appunti, corrispondenza, pubblicazioni ecc.. Ardito Desio, a partire dal 1922, ha condotto esplorazioni, spedizioni e ricerche; ricordiamo le principali: Egeo 1922-24, Libia 1926-40, spedizione al K2 1929, Persia 1933, Etiopia 1937, Albania 1940, spedizione al K2 1954, Antartide 1962, Tibet 1980, Everest 1987-1992 laboratorio scientifico “La Piramide”, ancora in funzione ecc. Ha accumulato da tutto il mondo documenti di vario tipo, fotografie, filmati, cartoline e cimeli, che costituiscono l’attuale archivio che è stato ereditato da sua figlia - Maria Emanuela Desio - la quale si è dedicata e si sta dedicando alla sistemazione dell’ingente patrimonio affinché non solo non vada perduto, ma venga accuratamente conservato e divulgato. A questo fine Maria Emanuela Desio, insieme alle sue figlie, ad un gruppo di amici, discepoli ed ammiratori, ha fondato nel 2002 l’Associazione “Ardito Desio”, con lo scopo di sistemare l’intero archivio oltre a dare continuità all’operato di Desio nei campi della ricerca scientifica, della ricerca applicata, dell’alpinismo e dell’esplorazione. A tutt’oggi l’archivio continua ad accrescersi della documentazione cartacea e fotografica a seguito delle varie attività che l’associazione ha condotto e che sta portando avanti; tra queste vi è una importante ricerca scientifica in Argentina (2004 a tutt’oggi). E’ iniziata nel 2004 con una spedizione alpinistica/scientifica correlata con la vittoria della conquista del K2; per la parte alpinistica sono state scalate alcune vette inviolate e una di queste si chiama ora Cerro Desio; per la parte scientifica, nella zona della Payunia (area di Mendoza) un esperto geologo/vulcanologo, allievo di Ardito Desio, (Prof. Giorgio Pasquarè - Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio” dell’Università Statale di Milano), ha scoperto la colata lavica lineare e visibile più lunga del nostro pianeta (quasi 200 km). La Nasa ne ha studiate di simili, anche se più lunghe, solo su altri pianeti (come Marte e Giove) e nel 2002 ha asserito che lunghe colate lineari non ne esistono sulla Terra.

Composizione e conservazione dell’archivio

L’archivio è caratterizzato da una notevole eterogeneità del patrimonio conservato, dalla sua ricchezza e dalle varie tematiche che contraddistinguono la documentazione raccolta nel corso di quasi un secolo. Il complesso lavoro di ricognizione, riordino e di una prima catalogazione informatica di base dell’intero archivio, ha condotto alla creazione di un catalogo generale che è stato successivamente ampliato sulla base dei contenuti del singolo oggetto”, “luogo” e “data”. E’ allo studio un programma di data base per consentire ricerche rapide e dettagliate, per argomento e chiave di ricerca. L’archivio è attualmente strutturato in aree tematiche le quali sono articolate in sezioni. Inoltre è stato organizzato strutturalmente creando, documentando ed applicando un adeguato sistema di numerazione della scaffalatura, denominata coordinate d’archivio”. Tale sistema permette di individuare rapidamente ed univocamente ciascuna area e ciascun oggetto collocato su ogni ripiano.

Le aree tematiche sono:

AREA PATRIMONIO CARTACEO

E’ costituta da tre sezioni:

  • Attività lavorativa che comprende: libretti di campagna manoscritti (descrizione dei campioni raccolti) n. 130; carte geologiche, geografiche, topografiche, poster, lucidi, in totale circa 800; relazioni tecniche, progetti di dighe, profili sismici, studi di ghiacciai, carteggio e organizzazione delle varie spedizioni, cartoline. La documentazione è raccolta in 450 faldoni.
  • Personale che comprende: carteggio personale (pratiche militari, università, libro protocollo dal 1946 al 1976; disegni autografi 10; diari manoscritti 80; agende con appunti dal 1929 al 1960 circa 150; corrispondenza, cartoline. La documentazione è collocata in  circa 60 faldoni.
  • Biblioteca che comprende: oltre 400 pubblicazioni scientifiche di Ardito Desio di cui circa 20 editoriali; circa 500 volumi di vari argomenti e autori; rassegne stampa e un elevato numero di ritagli di giornale di varie testate di argomenti vari e di epoche diverse raccolti in un circa 70 contenitori; circa 700 pubblicazioni scientifiche di autori vari e su diversi argomenti, circa 100 riviste sportive e scientifiche.

AREA IMMAGINI

E’ costituta da cinque sezioni:

  • Filmati: circa 40 di varie lunghezza ed epoche in bianco e nero e a colori (di 8 e 16 mm) a partire dagli anni ’30, recentemente riversati in Beta; circa 20 filmati di autori diversi.
  • Fotografie positive: circa 15.000 di dimensioni molto varie, la maggior parte  sono raccolte in album rilegati, di grandi e piccole dimensioni. Molte fotografie positive sono sciolte, attualmente collocate in scatole in attesa di essere catalogate e collocate in contenitori idonei.
  • Fotografie negative: circa 15.000 di varie dimensioni, sistemate in scatole e in attesa di essere catalogate e collocate in contenitori idonei.
  • Lastre fotografiche: circa 700 di varie dimensioni, catalogate, pulite ed archiviate in contenitori idonei.
  • Diapositive: circa 9.000, principalmente di 35 mm e una piccola parte di dimensioni diverse anche più grandi, in parte catalogate, pulite ed archiviate in contenitori idonei. 

AREA OGGETTISTICA: cimeli ed onorificenze

Comprende circa 350 oggetti che riguardano:

  • Spedizione al K2: scarponi, tute imbottite, gran pavese, guanti, occhiali, tende, ecc.
  • Spedizioni in vari continenti e viaggi: tubo di metallo porta carte (Etiopia), la prima bottiglia di petrolio uscito dal Sahara libico ecc.
  • Periodo militare: cappello di alpino, sciabola della prima guerra mondiale, ecc.
  • Onorificenze: medaglie, riconoscimenti su pergamena o carta, gagliardetti;
  • Macchine fotografiche e cinematografiche: macchina fotografica Zeiss della spedizione al K2 del 1929, macchina fotografica Leika della spedizione al k2 del 1954, macchine da presa, esposimetri ecc.
  • Macchine da scrivere: storica Olivetti portatile anni ’30 utilizzata per scrivere il Trattato di geologia, Olivetti portatile utilizzata durante la spedizione del 1954, ecc
  • Strumentazione tecnico-scientifica: bussole, martelli, piccozze, altimetri, monticoli, altimetri, ecc.
  • Quadri: dipinti e fotografie incorniciati circa 30.

Per una conservazione preventiva della cospicua documentazione cartacea e fotografica è stata effettuata una oculata scelta dei contenitori per l’archiviazione: scatole, buste, fogli, ecc.. Sono stati e sono impiegati materiali che rispondono alle garanzie di tutela e sono conformi alle normative sulla conservazione. Particolare attenzione è stata posta all’ingente patrimonio fotografico soprattutto alle numerose stampe fotografiche, diapositive e lastre fotografiche. Inoltre è stato avviato nel 2006 un progetto di ricerca dal titolo: “Analisi dello stato di conservazione dei documenti fotografici dell’Archivio Ardito Desio da un punto di vista biologico e ambientale per una corretta conservazione preventiva” collaborazione attivata tra l’Associazione Ardito Desio e l’Istituto Nazionale della Grafica, Ministero per i Beni e le Attività Culturali (settore Laboratorio di Biologia e Controlli Ambientali - referente Dott.ssa Giovanna Pasquariello). E’ prevista l’elaborazione di una scheda tecnica conservativa per laraccolta dei dati riguardanti la valutazione dello stato di conservazione dei documenti fotografici e una scheda tecnica ambientale
per la raccolta dei dati termoigrometrici del locale in cui si trova l’archivio. Tale ricerca ha come obiettivo la messa a punto di un modello di studio per pianificare l’azione di tutela del patrimonio fotografico, in particolare per gli archivi storici privati che sono allo stato attuale poco indagati.

Progetti futuri
L’archivio storico Ardito Desioè tutt’ora in continua crescita, come sopra detto, grazie all’attività portata avanti dall’Associazione Ardito Desio, la quale ha in programma i seguenti progetti:

  • Progetto n.1: scansione in alta risoluzione (600 dpi) dei  negativi, delle diapositive e delle lastre fotografiche.
  • Progetto n.2:  interventi di restauro conservativo su una parte del patrimonio fotografico che presenta segni di deterioramento già in fase avanzata soprattutto per quanto riguarda le immagini a colori, attraverso tecniche di foto ritocco digitale e di conservazione.
  • Progetto n. 3: scansione di n.80 diari.
  • Progetto n. 4: scansione e conversione con OCR dei documenti cartacei.
  • Progetto n. 5: foto e scansione di  tutti i cimeli.
  • Progetto n.6: scansione e conversione in formato PDF di tutte le pubblicazioni scientifiche non editoriali di Ardito Desio.
  • Progetto n.7:pubblicazione su un sito internet della documentazione cartacea e fotografica per la consultazione.

 

La realizzazione di tali progetti, che sono indispensabili sia per una idonea conservazione che per una futura fruizione di questo particolare e caratteristico archivio storico, necessita naturalmente di un contributo finanziario regolare. Si auspica che la presentazione dell’archivio privato Ardito Desio in questo seminario internazionale, abbia suscitato non solo interesse e curiosità, ma anche sia servito per sensibilizzare e sollecitare organismi pubblici o privati che ne abbiamo o meno il ruolo istituzionale a sostenere culturalmente e finanziariamente il complesso e faticoso lavoro di sistemazione e divulgazione dell’archivio che è stato ed è portato avanti con scarse risorse economiche ed umane.

 

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