GIUSEPPE RIVALTA AND
COMPANY

ULTIMA
TAPPA DAL MINNESOTA A NEW YORK
La
Rediscovering The Americas è arrivata alla fine del
percorso che, solo nell’ultima parte del Nord America,
ha toccato i 19.000 chilometri.
Il
12 Luglio siamo ancora in Minnesota e questa volta
…sottoterra. Infatti questo Stato è ricchissimo di
grotte, non ostante le sue pianure ondulate. La Mistery
Cave si apre in mezzo ad una grande foresta che nasconde
piccole doline e dove scorre un discreto torrente di
origine carsica.
La
cavità è sub orizzontale e lunga ben 13 miglia! Si
tratta di tante gallerie che si intersecano tra loro con
erosioni e concrezionamenti . Nel vicino campeggio un
Racoon (piccolo orsetto) ci viene a visitare in cerca di
cibo. Il giorno dopo attraversiamo zone dove vivono gli
Amisch, gente che rifiuta le moderne tecnologie e si
spostano su nere carrozzelle. Altra visita alla Niagara
Cave, nome derivato da una alta cascata che si incontra
in un rombante ramo laterale di questa cavità ancora una
volta sub orizzontale scavata in calcari antichissimi
dell’Era Primaria, mai sconvolti da movimenti tettonici.
La regione offre anche importanti testimonianze
preistoriche che si trovano a picco sul Mississippi
River. Si tratta di “Mounds”, ovvero di tombe a cupola
appena rilevate sul terreno con forme circolari e a
forma di orso, create da popolazioni antiche che
vivevano lungo questa fascia che arriva in Ohio. La
foresta e il letto del “Main River” rendono l’ambiente
altamente suggestivo, non ostante la lunga camminata.
Il 14 arriviamo a Chicago e
parcheggiamo il camper vicino all’aeroporto O’Hare. Da
lì, con un taxi guidato da un palestinese
simpaticissimo, ben contento di vivere qui, arriviamo
sotto la Sear Tower (alta quasi 500 metri) in pieno
centro. Visitiamo la città con un bus turistico che in
un’ora e mezza ci permette di apprezzare gli
innumerevoli grattacieli creati da grandi firme
dell’architettura. Veramente bella è questa città.
Mariela il 15 parte per l’Italia e noi, con un giorno di
galoppata, inanelliamo 600 km e arriviamo in Indiana e
poi in Ohio.
Il 16 luglio siamo a Pittsburg ad
ammirare l’esemplare originale del Diplodocus carnegiei
una delle cui copie è al Museo Capellini di Bologna. Ma
il Museo, nato dalla filantropia di Carnegie all’inizio
del ‘900, oltre a una enorme sezione dedicata ai
Dinosauri, offre sale con spettacolari minerali, insetti
e una parte dedicata alle culture del Nord America, il
tutto in un contesto museale all’avanguardia (come
sempre accade in questo fantastico Paese).
Da Pittsburgh passiamo per
Gettysburg dove venne combattuta la battaglia decisiva
tra Confederati e soldati dell’Unione con migliaia di
morti e feriti dalle due parti.
Finalmente il 19 luglio arriviamo a
Nework (New Jersey) dove parcheggiamo il nostro camper
accanto a quello di Dario, che ci aveva preceduto. Siamo
al SEAMEN’S CHURCH, un posto di accoglienza per gente di
mare e camionisti gestito da volontari cattolici che
come sempre ci offrono una ospitalità incredibile. In
questi giorni giriamo per New York, visitando subito
GROUND ZERO dove il vile attentato dell’11 Settembre
2001 aveva distrutto il World Trade Center con migliaia
di vittime innocenti!!
Venerdì carichiamo i camper sul
container all’Interglobo e il 26 volo per l’Italia.
La REDISCOVERING THE AMERICAS è
veramente arrivata al capolinea !!!
  
  
DALL’ALASKA AL MINNESOTA!
L’entrata in Alaska è
stata un’emozione! Poi, pochi chilometri dopo il mitico
confine, subito un incontro in un paese disabitato, con
un cercatore d’oro che ci ha mostrato una piccola
manciata del prezioso metallo. Lungo un torrentello
vicino alla strada abbiamo tentato la sorte…con scarso
successo, ma ci siamo resi conto della fatica e del
tempo necessario per arrivare a risultati soddisfacenti.
Dopo alcune centinaia di chilometri di monti coperti da
grandi foreste, il 20 Luglio ci siamo incontrati a
FAIRBANKS, con Michelle Roberts, organizzatrice della
grande festa , per i 100 anni della città ed i 50 anni
dello Stato dell’Alaska. La nostra conferenza sul
viaggio di Felix Pedro, che scoprì qui l’oro, e su
Ardito Desio, purtroppo salta perché nei giorni in cui
eravamo in città c’erano molte manifestazioni dedicate
al Solstizio ( qui il Sole non tramonta praticamente mai
in questo mese!).Bisognava restare fermi per una
settimana e ciò non era possibile. Siamo poi passati al
Parco Denali e da lì ad Anchorage, bella città che venne
colpita da un forte terremoto negli anni ’60.
Poi è iniziato il ritorno verso il
Canada ripassando da Watson Lake e Whitehorse.Abbiamo
percorso tutta l’Alaska Highway fino allo “0 mile”!
Ancora montagne e ghiacciai che
hanno raggiunto il massimo splendore nella lunga valle
(200 km.) da Jasper a Banff: fantastico!
A Calgary abbiamo preso la strada
per Drumheller, “il paese dei Dinosauri”: qui sotto le
colline fangose erose (Bad Lands) giacciono centinaia di
grandi dinosauri solo in parte estratti. Tutta l’area
costituisce il più esteso giacimento del Nord America.
Alla sera del 6 Luglio cena con grande T –bone (
fiorentina) in un locale western di Patricia (Stato
dell’Alberta). Entriamo in USA.
A Glasgow (Montana) vediamo in un
piccolo museo il prototipo dei camper dell’epoca dei
pionieri e ancora Dinosauri a Fort Peck. Dove lo
Yellowstone River si butta nel Missouri visitiamo il
Fort Union costruito dopo le esplorazioni di Lewis e
Clark all’inizio del 1800. A Fort Lincoln (North Dakota)
interessantissimo villaggio dei Mandan (ricostruzione),
etnia scomparsa per il vaiolo portato dagli europei. Qui
c’era anche un distaccamento della cavalleria comandato
da Custer (ucciso a Little Big Horn). La nostra
galoppata continua giorno dopo giorno con tappe di 400
km, in zone di estese coltivazioni, per arrivare a
Chicago entro il 15 Luglio data della partenza di
Mariela Desio per l’Italia.
La prossima tappa ci porterà da
Chicago a Pittsburg e poi a New York, ma questo farà
parte dell’ultimo report della nostra fantastica
“REDISCOVERING THE AMERICAS”!
  
  
  

II° REPORT QUARTO VIAGGIO
DA SAN FRANCISCO ALLE TERRE
DELL’ORO DEL CANADA E ALASKA
Dal Lago Salato, che è molto
grande e solo in parte, in questa stagione, è secco,
saliamo per la strada che sale al Passo Donner, nome che
evoca una tragedia dell’800 quando un gruppo di pionieri
qui rimase bloccato dall’inverno e che per sopravvivere
alcuni di essi si dovettero cibare dei loro compagni
morti di stenti! Il 28 Maggio siamo a Palo Alto in
California e lì andiamo a trovare Rocco un ragazzo di
Porretta Terme(Bo) che lavora qui da alcuni anni come
ristoratore nel suo locale: ilTootsie’s. E’ un ottimo
esempio della fantasia e capacità dei giovani italiani
di lavorare all’estero.
Dalla Sylicon Valley arriviamo
velocemente a San Francisco. Il Golden Gate ha i piloni
coperti a meta’ dalle nebbie del Pacifico. Da qui inizia
la lunga entusiasmante salita verso l’Alaska.
Seguendo una strada di campagna
arriviamo alla costa a picco con grandi spiagge senza
nessuno.
Visitiamo Fort Ross, antica
guarnigione Anglo-Russa. Si sale all’interno tra alti
alberi Red Vood.
Passiamo sotto il grande vulcano
Shasta (metri 3450).Il 31 Maggio si entra in Oregon tra
foreste di conifere, fiori coloratissimi ed altre
spiagge assolutamente solitarie, battute dal
vento.Arriviamo al Crater Lake, nella catena delle
Cascade con ancora molta neve sui bordi del cratere.
Dopo il paesino di Garibaldi (dedicato al nostro eroe
dei due mondi), visitiamo una spettacolare grotta marina
colonizzata da foche ed uccelli. Il 3 Giugno siamo ad
Astoria sulle foci del Columbia River, il luogo
raggiunto dalla spedizione di Lewis e Clark nel 1806. Il
4 giugno siamo a Seattle con Mariela Desio(figlia del
grande geologo italiano) con cui faremo il resto del
viaggio.
Entriamo in Canada a Vancuver.
Lungo la strada incontriamo Davide Giovagnoni, un
bolognese che lavora qui da anni!! Poi si iniziano ad
attraversare zone che hanno visto passare centinaia di
cercatori d’oro alla fine dell’’800. Una lunga
deviazione ci porta a Backerville piccolo storico paese
che ha visto passare anche il nostro cercatore Felice
Pedroni di Fanano ,all’inizio del ‘900. Arrivati a
Prince Gorge, lungo l’Alaska Highway, ci siamo diretti
ad Ovest e a Kitwanga e per la strada 37 North puntiamo
verso lo Yukon. Kitwanga è un piccolo centro che ha una
decina di antichi totem scolpiti dalla tribù che qui
ancora vive.
La strada si inoltra per centinaia
di chilometri in una enorme foresta di conifere e
betulle. Siamo fortunati perché, mentre stiamo
arrivando, la via viene riaperta per una frana che
giorni fa l’aveva bloccata (l’Alaska Hwy era chiusa a
Nord a causa di un grande incendio). Cassiar è una zona
di miniere di Giada con un bell’artigianato costoso (il
Canada ha prezzi piu’alti degli USA).Si entra nel mitico
Yukon letto tante volte nei romanzi di Jack London! Di
giorno la temperatura sta intorno ai 20°C. Il 14 giugno
siamo a Watson Lake località diventata famosa per la
“foresta dei cartelli”: oltre 62.000 targhe e cartelli
inchiodati dai viaggiatori di tutto il mondo. Anche noi
ne mettiamo uno con l’adesivo di Rediscovering the
Americas (l’unico italiano)! A Whitehorse c’e’ un
vecchio battello a ruote (il Klondyke) e scale di
risalita per i salmoni per superare una diga
idroelettrica. Purtroppo i salmoni arriveranno tra un
mese. Lungo la strada che sale a Dawson oltre alle
zanzare vediamo un grosso orso Grizzly vicino alla
foresta. Prima di Dawson non resistiamo alla tentazione
di imboccare la Demster Highway che in 700 km arriva
oltre il circolo polare a Inuvik. Ne percorriamo un
tratto di 100 km. Lassu’ il paesaggio cambia e le
montagne Tombsone sono con bassa vegetazione e nevai.
Arriviamo a 1400 mt, circondati da un paesaggio
selvaggio e desolato. Sotto di noi c’e’ il “Permafrost”
ovvero ghiaccio praticamente fossile.
Il 17 giugno eccoci nella
graziosissima e storica Dawson, che fu la base per
centinaia di cercatori d’oro e dove si fermo’ anche il
nostro Felice Pedroni . Lo Yukon River l’attraversiamo
su una chiatta che funziona solo in estate e poi
proseguiamo sulla “Top of the World Hyw”. Subito ci
rendiamo conto del perche’ di questo nome: la strada
sale lungo la zona di crinale tra montagne coperte di
foreste infinite. Verso sera ci fermiamo in uno spiazzo.
Appena scesi dal camper ci imbattiamo in una grossa
impronta di lupo e poco piu’ in la’ tracce
inequivocabili di feci coperte di pelo lasciate
dall’animale che si deve esser cibato di un coniglio
selvatico. Al mattino, dopo una notte “di sole” (visto
che qui non vien mai buio del tutto) raccolgo delle
splendide corna di Caribu’ rosicchiate dal nostro
invisibile lupo. Si sale a 1400 mt. e poi si scende e si
risale.Il 18 giugno siamo al posto di confine con
l’Alaska!!! Nessuna formalita’ e poco dopo in un
minuscolo centro disabitato incontriamo George, un
cercatore d’oro, che ci mostra una manciata del prezioso
metallo raccolta poco prima in un torrentello.
Scendiamo e ci troviamo a costeggiare un piccolo corso
d’acqua e subito ci fermiamo per vedere se troviamo
anche noi tracce dorate nelle sabbie. Con la padella
comprata a Backerville, notiamo in effetti qualche
pagliuzza luccicante, ma la cosa richiederebbe dei
giorni…comunque un’esperienza l’abbiamo fatta . Arrivati
a Tok sull’Alaska Hwy riprendiamo a salire verso Nord
Ovest. A Delta c’e’ la fine della Alaska Highway. Con
un’un’ultima tirata il 19 sera (anche se e’ sempre
giorno…) arriviamo alla tanto agognata FAIRBANKS!!!!
Più di un anno di viaggio dalla Terra del Fuoco. Dire
che siamo felici e’ dir poco!
Da qui inizierà la “discesa” verso New York che e’
ancora lontana migliaia di chilometri, ma
l’attraversamento da Nord a Sud delle Americhe e’
compiuto!
  

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GIUSEPPE RIVALTA -
DARIO BRIGNOLE
RIPARTE
LA REDISCOVERING THE AMERICAS
DA SAN DIEGO (California) A
WINNEMUCCA(Nevada)
Il 12 Maggio 2009 siamo di
nuovo in marcia, questa volta negli Stati Uniti.
Prima di rientrare in
Italia, in Aprile, avevamo visitato San Diego per
spostarci alla storica Prigione di Yuma, poi ai disegni
tipo Nazca sui terrazzamenti del Colorado a Blyte ed
infine un lungo giro sulla parte Sud del Gran Canyon,
che resta sempre spettacolare.
Da San Diego, dopo un
veloce controllo al camper siamo partiti verso Los
Angeles.
La nostra bassa velocità,
nella trafficatissima autostrada che va alla famosa
metropoli californiana, è stata inizialmente uno stress,
ma poi ci siamo adeguati alle regole che qui sono
rispettate al 100%, nonostante la gente creda a quanto
si vede nei telefilm.
A Los Angeles c’è un luogo
incredibile, proprio nel centro della città: Il Rancho
La Brea. Qui, migliaia di anni fa, un numero enorme di
animali finì inghiottito da un lago di bitume che li ha
preservati e che, oggi, si possono ammirare in un
modernissimo museo; visita anche al Cimitero di
Hollywood dove riposano famosi attori del passato.
Da Los Angeles ci siamo
diretti verso Las Vegas. Breve sosta alla Città Fantasma
di Calicò sorta nel 1881.
Las Vegas è un mondo per
certi versi assurdo, ma che merita di esser visto. Hanno
ricostruito tutti i più famosi monumenti del mondo tra
cui la Tour Eiffel, Piramidi egiziane, Palazzo dei Dogi
con relative gondole ecc. Dentro in questi Casinò
scorrono fiumi di dollari. Ognuno ha i suoi gusti…
Il 16 siamo sul bordo Nord
del Gran Canyon. Spettacolo indescrivibile si presenta
dal lodge che ha mantenuto lo stile e l’atmosfera degli
anni’20. Incontriamo una coppia di svizzeri conosciuti
l’anno scorso in Patagonia! Il mondo è piccolo! Point
Imperial, Point Royal sono solo alcune delle zone da cui
si può vedere la maestosità di questa enorme voragine
naturale.
A Page ci inoltriamo a
piedi nell’Antelope Canyon, altra meraviglia di questi
territori: si tratta di una frattura nelle arenarie, che
acqua e vento hanno intagliato mettendo in evidenza, nei
meandri angusti del percorso, colori e sedimentazioni.
Il 19 maggio siamo in un
altro luogo mitico: la Monument Valley.
Quanti films westerns sono
stati qui girati dal grande John Ford! Con i campers
scendiamo nella valle dove vivono ancora famiglie Navajo
nei loro hogan ora non più di fango. Per mezza giornata
ci aggiriamo tra una formazione rocciosa e l’altra. Ad
ogni curva si apre un mondo nuovo regalatoci
dall’erosione di questo altopiano antichissimo. Peccato
per un albergo che poteva esser costruito altrove!
Alla sera siamo accampati
davanti alla Newspaper Rock. Qui popoli antichi (perché
gli USA hanno una loro Storia antica!) hanno lasciato
tracce delle loro vita sociale su un grande masso
piatto.
Il 20 siamo al Arches
National Park dove gli eventi naturali hanno creato
circa 2000 archi di roccia. Con una lunga camminata di
un’ora in salita arriviamo di fronte al Delicate Arch,
un vero monumento della Natura che è oggi simbolo dello
Utah.
E che dire delle Windows,
dove un sole al tramonto accende di rosso le rocce di
arenaria mesozoica. Spettacolare è il Landscape Arch,
ancora il più lungo del pianeta.
Saliamo a Nord e dopo molte
centinaia di chilometri di mondi pressoché disabitati
arriviamo al Dinosaur National Monument dove all’inizio
del ‘900 fu scoperto un giacimento di ossa di dinosauri
oggi protetto da un grande edificio che purtroppo
troviamo chiuso per importanti lavori di restauro!
Peccato! Nella vicina Price visitiamo lo straordinario
Museo dei Dinosauri in cui troviamo anche un’ennesima
copia dell’esemplare esposto a Bologna al Museo
Capellini (in Settembre verrà festeggiato per il suo
arrivo cent’anni fa, con un congresso organizzato dal
Prof. Vai e dal Dr. Fanti).
Il tempo si fa temporalesco
e piove a tratti. Arriviamo verso Salt Lake City e il
24, con una camminata di 700 metri di dislivello,
andiamo a visitare la Timpanogos Cave, una grotta che si
apre in rocce antichissime e che l’acqua ha scavato
creando concrezionamenti particolari e rari, simili a
quelli delle grotte della Sardegna.
Dalla città dei Mormoni
imbocchiamo la “freeway” N°80 ed in breve siamo sulle
sponde dell’enorme lago salato secco che, per la
stagione, è in molti tratti coperto di acqua. A Wendover
sosta sulle rive del Lago Salato dove nel secolo scorso
si è raggiunto il record di velocità su terra: oltre 900
km/ora! Il fascino di queste zone “salate” è grande e ci
ricorda quelli visti in Cile e in Bolivia.
Da qui entreremo in Nevada
attraversando territori che videro le estenuanti fatiche
dei pionieri che tentavano di arrivare in California.
Dopo questo immancabile giro del Sud Ovest americano la
Spedizione, una volta a San Francisco punterà al Grande
Nord, verso il Canada e Alaska!
  

 




GIUSEPPE RIVALTA -
DARIO BRIGNOLE
REDISCOVERING THE AMERICAS:
DA
MEXICO A STATI UNITI
Il 3 Marzo 2009
entriamo in Mexico senza grandi problemi di frontiera e
iniziamo a risalire il Chiapas, regione che fino ad
alcuni anni fa ha creato seri problemi al governo per i
problemi di autonomie delle etnie Maya della zona.
Si arriva a San
Cristobal de Las Casa. La cittadina coloniale e’ molto
ben conservata e con mercati tipici coloratissimi. Ci
siamo poi diretti verso Palenque utilizzando una strada
che attraversa una zona montuosa con piccoli pueblos.
Visitiamo le rovine della citta’ maya di Tonina’, poco
battuta dal turismo e saliamo sulla grande piramide.
Verso il pomeriggio siamo ad Agua Azul dove ci troviamo
davanti ad una serie di cascate,non alte, ma distribuite
a semicerchio per altro molto fotogeniche. La strada
attraversa uno dei territori che ha visto la sanguinosa
guerriglia dei zapatisti e che ora sembra aver avuto una
certa autonomia.Il 6 marzo incrociamo una Range Rover di
Fabio e Paola targata Venezia: incredibile l’avevamo
gia’ incontrata l’anno scorso a Valdes!!Il mondo e’
davvero piccolo. Arriviamo a Palenque e visitiamo il
sito che resta sempre un capolavoro di architettura
Maya. Dalla foresta echeggiano i versi potenti delle
scimmie urlatrici che incontriamo in un giro tra le
rovine ancora da sradicare dalla selva. Due giorni dopo
siamo a Bonampak altra citta’ maya famosa per un tempio
ancora affrescato che fu dedicato ad un re che condusse
una guerra contro una vicina tribu’. Il 9 visitiamo il
sito olmeco di La Venta famoso per le grandi teste
scolpite nel basalto dai caratteri negroidi. Incontriamo
una coppia di italiani (famiglia Parietti) che hanno
impiantato una grande azienda agricola a Emiliano Zapata.
Bellissima poi la antica Puebla e poi puntiamo su
Teotihuacan in pieno altopiano del Mexico. La citta’ con
le Piramidi del Sole e della Luna resta sempre una
testimonianza impressionante di una cultura affascinante
che governo’ per alcuni secoli l’altopiano. Il giorno
dopo, con un autobus, scendiamo a Città del Mexico dove
nel Museo di Storia Naturale incontriamo una delle copie
del Diplodocus carnegiei analogo a quello del Museo
Capellini di Bologna e a quello visto a La Plata
(Argentina).
Lunga visita al Museo di Antropologia ancora migliorato
rispetto ad alcuni anni fa. Non poteva mancare una sosta
al santuario della miracolosa vergine di Guadalupe che
richiama migliaia di fedeli non solo dal Messico.
Si
sale verso Nord ed eccoci a Tula, antica capitale
Tolteca con i suoi guerrieri di pietra. Dopo esser
passati per la coloniale Queretaro (dove venne ucciso
Massimiliano d’Austria) ci siamo diretti a Guadalajara
altrettanto bella e interessante. Ora si va decisamente
ad Est verso il Mar di Cortez passando attraverso
coltivazioni di agavi da cui si ricava la Tequila. Il 18
siamo a Los Mochis dove traghettiamo, alla sera, i
campers in Bassa California. Da La Paz iniziamo a
risalire la lunga penisola. Siamo ormai sopra al Tropico
del Cancro.
Arriviamo a Baja Magdalena sul Pacifico. Incontriamo la
famiglia Campiani di Pianoro (Bologna) la cui figlia
lavora in Mexico e studia architetture pre-ispaniche.
Scopriamo di avere amici comuni!Altra combinazione
incredibile!
Trascorriamo il pomeriggio e la sera in una baia vicino
a Puerto Escondido in piena solitudine. Si passa per la
antica Loreto (dove lavora Alberto Besoni di Lugano) e
Mulege’ con l’estesa oasi di palme da dattero: ci sembra
di essere in Africa. Il 22 siamo a Guerriero Negro e
nella baia di Ojo de Lieve, con una barca facciamo il
primo incontro con le balene grigie che tra poco
partiranno con i loro “piccoli” per il Nord Pacifico.
Non ci sono parole per descrivere questi incontri: siamo
circondati da questi giganti del mare che ci seguono con
i loro soffi e le loro schiene gigantesche. Ogni tanto
escono in verticale con la testa per osservarci un
attimo e poi scompaiono…
Con una guida andiamo poi all’interno a visitare il
cuore della Sierra San Francisco dove uomini preistorici
hanno lasciato pitture nelle pareti dei grandi
sottoroccia. Il paesaggio e’ simile a quello del
Barranco del Cobre con profondi canyons. Continuiamo a
risalire la Baja California con paesaggi mozzafiato
caratterizzati da migliaia di cactacee tra cui i Cirius
alti e conici. Verso Ensenada c’e’ la Bufadora: soffio
potente di acque del mare tra le rocce.
Poi a Tecate lasciamo il Mexico ed entriamo, senza
troppe formalita’, negli Stati Uniti. Ci dirigiamo ad
Est a Yuma e poi a Phoenix e da qui saliamo ad oltre
2200 metri fino a Flagstaff (Arizona). Sara’ poi la
volta del Gran Canyon e poi…rientro in Italia il 7
Aprile.
La
Rediscovering The Americas in Maggio ripartira’ per
l’ultima tappa: l’Alaska.
  

 
II° TAPPA
Dall’ Ecuador all’interno della Colombia
Il 22 Gennaio, con un volo Iberia,
si atterra a Quito.Il giorno dopo, dopo esser stati
ospiti di Padre Giovanni Onore( biologo che oltre a
comprare pezzi di foresta per salvarla aiuta i ragazzi
di quelle zone), siamo ai campers lasciati accanto alla
Riserva di Toachi. Dopo i controlli di rito ci
dirigiamo verso la costa del Pacifico, perché da
informazioni avute, sembra che a Manta vi siano
possibilità di imbarcarsi per Panamà a prezzi contenuti.
Dopo varie ricerche anche con Internet ed incontri,
capiamo che qui i prezzi sono molto alti ed i tempi
lunghi. Manta è una città tipicamente della costa con un
bel mercato del pesce ricco di specie. Certo che una
pesca così intensiva e costante non credo faccia molto
bene all’ecosistema marino. Molto interessante è il
cantiere dove si costruiscono grandi pescherecci tutti
di legno. A vedere quelle carene che nascono da mastri
carpentieri, il pensiero va a quelli che ripararono le
navi di Magellano, tanto per ricordare uno dei più
grandi “esploratori “del mare.
Da Manta ci spostiamo a Guayaquil
per aver notizie dirette per i traghetti. Si
attraversano zone coltivate a riso e paludi dove vivono
persone in condizioni molto precarie, specialmente dal
punto di vista igienico. Visto che la nave che ci
dovrebbe trasportare a Panamà arriverà dal Cile dopo il
15 febbraio, a un costo elevatissimo, decidiamo di
ritornare a Quito e da qui attraversare la Colombia per
imbarcare a Cartagena.
Così il 31 siamo già nel Nord
dell’Ecuador oltre Ibarra, dopo aver girato per il
mercato tipico di Otavalo e fotografato un altro
monumento all’Equatore in un paesino.
Fatto un gran pieno di gasolio
(poiché in Colombia costa caro) l’1 Febbraio dopo due
ore di pratiche, entriamo nella Colombia del
narcotraffico e dei sequestri. Noi faremo solo la
Panamericana che a detta di tutte le persone contattate
è molto sorvegliata dall’esercito e polizia, in altre
parole è sicura. Alla sera siamo a Pasto (2800 m.),
parcheggiati presso un grosso distributore. Molta della
gente incontrata ci saluta con grande cordialità appena
legge la scritta Italia sui fianchi dei campers. Fin dai
primi chilometri ci rendiamo conto che l’ambiente è
molto interessante e bello: le Ande dominano con
altopiani e catene elevate. Il paesaggio si caratterizza
per grandi estensioni di coltivazioni (patate, mais
ecc.) fino a grandi altezze.
Il 2 febbraio da Pasto iniziamo a
dirigerci verso Popayan. La giornata scorre tra un
continuo salire e scendere attraverso le cordillere, con
paesaggi splendidi. La strada spesso scorre a picco su
valli profondissime e verdi. Tipici sono certi tipi di
autobus che trasportano persone e cose ammassate sia
dentro che sul tetto dell’automezzo. Per fare i primi
sessanta chilometri ci impieghiamo quasi tre ore per le
forti salite e per i numerosi posti di controllo
dell’esercito, cosa che ci rende tranquilli, pur
rendendoci conto che la situazione del narco traffico è
molto pesante.
A metà strada si scende fino a
seicento metri con un caldo notevole non ostante che si
sia circondati dalle montagne. Si risale poi decisamente
sulla Cordillera Occidental e verso le 18 siamo a
Popayan che superiamo per parcheggiarci presso
l’ennesima “gasolinera”.Il 3 febbraio siamo a Buga. Per
un lavoro di registrazione freni fatto male nell’Alfa,
siamo bloccati, con le 4 ruote, sulla panamericana. Dopo
5 ore, con l’intervento di un meccanico “ruspante” si
riparte, ma Dario intanto ha proseguito. Il mattino
dopo siamo in un’officina di Palmira dove mi sistemano
bene i freni e si riparte. Per tre giorni viaggiamo
soli in una Colombia per altro molto bella. Dario è
molto avanti e noi dietro per i problemi avuti. La Pan
am si snoda sempre più in alto a picco su una grande
vallata. Si entra e si esce dalle nubi e a volte
piove. Ma il problema sono i grandi camion con lunghi
trailer che sono difficili da sorpassare per via delle
curve e del traffico. In certi casi vediamo persone che
si lasciano trasportare con le loro biciclette,
attaccandosi dietro ai TIR ! Uno di questi finirà sotto
alle ruote.
Comunque la Colombia ci appare
molto organizzata e con uno stato di mantenimento del
paesaggio molto curato. Arriviamo a Medellin. E’ una
grande città tagliata in due dalla Panamericana. La si
attraversa rapidamente e poi si risale per l’ennesima
cordillera. Si arriva a 2400 metri circondati da foresta
con felci arboree che ricordano l’epoca dei Dinosauri.
Di nuovo una lunga discesa fino a costeggiare il Cauca,
un fiume impetuoso. La gente incontrata si e’ sempre
dimostrata molto gentile, non ostante l’attenzione che
occorre avere verso i “ladrones”.Si attraversano
altipiani con mandrie di bovini pascolo.
Lungo il corso del fiume vi sono
molte povere abitazioni con pareti e tetti ricoperti di
teli neri di plastica per proteggersi dalla pioggia. Il
7 ci ricongiungiamo con Dario alle prese con un
alternatore e che ci racconta della rottura di una
crociera dell’albero di trasmissione proprio nel tratto
impestato di montagna. Abbiamo incontrato in tutto oltre
20 posti di blocco dell’esercito e polizia. Ora si corre
lungo una strada pianeggiante tra leggere ondulazioni
collinari, ma con splendidi grandi alberi tropicali
fioriti. Ormai siamo a Cartagena da dove caricheremo su
un container i due camper per sbarcarli a Colon, in
Panamà….la storia della Rediscovering The Americas
continua!
Alcuni dati:
da BUENOS AIRES
a CARTAGENA : km 38.000
dalla TERRA DEL FUOCO a CARTAGENA
(Colombia) : km 27.300
da QUITO
(Ecuador) a CARTAGENA(Colombia) : km 3000
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REDISCOVERING THE
AMERICAS: DA SANTIAGO(Cile) a POTOSI’ (Bolivia)
Da Santiago,
dopo una visita alla MINIERA DI SEWELL dove in una dei
2500 km di gallerie abbiamo visto cristalli di Gesso
lunghi 80 metri, abbiamo iniziato la risalita verso Nord
sulla Panamericana. Effettuando deviazioni sull’oceano
Pacifico come ad esempio quella della Riserva del
Granito Orbicolare, raro esempio di cristallizzazione di
tale roccia, si è arrivati a La Serena. Il 21 Ottobre a
Taltal si sale verso l’interno. Passiamo dal Cerro
Paranal, gia’ in pieno Deserto di Atacama. A 2500 m vi
e’ uno dei maggiori osservatori astronomici del mondo:
il Paranal. Poco prima, un incontro inatteso con il
Parroco del villaggio Inkahuasi, Padre Picetti di
Brignano d’Adda che vive qui da 55 anni.. Alla sera
siamo parcheggiati sotto alla Mano del Desierto, un
monumento del 1994 che sembra uscire dal terreno. Il
Deserto di Atacama e’ proprio grande con zone salate e
villaggi minerari “fantasma” con relativi cimiteri del
1910 con tombe aperte e cadaveri mummificati dal clima.
Arriviamo a Calama (m 2250) e da qui passando per
l’antico pueblo di Chiu Chiu dalla bella chiesa
coloniale, cominciamo la pista che sale verso San Pedro
de Atacama. I camper sbuffano fumo nero e arrancano
mentre attraversano paesaggi d’alta quota con lama e
vulcani! Verso sera siamo nella zona geotermica di El
Tatio a 4390 m. Qualche accenno a “mal de altura”.
Rapide foto alla zona delle fumarole e anche, se ormai
e’ buio, decidiamo di scendere a San Pedro. Per fare 90
km. ci mettiamo oltre 3 ore su una pista dove spesso la
prima e’ appena sufficiente a rallentare la discesa!.Da
San Pedro de Atacama, il 25 ottobre partiamo per andare
a visitare la Riserva Faunistica dei Fenicotteri in
mezzo al Salar. Il posto è splendido e al tramonto
fotografiamo questi eleganti uccelli presenti in tre
specie (su 5) e dormiamo vicino al Centro Visita. Una
notte indimenticabile sotto le costellazioni australi e
le Nubi di Magellano.
Il giorno dopo
si riparte da San Pedro per la “Valle della Luna”. Mai
termine fu così appropriato: un paesaggio di monti
stratificati di sale sollevatesi 10.000 anni fa’.
Entriamo anche in una lunga grotta che ricorda le nostre
dei Gessi emiliano-romagnoli (Onferno,Rio Basino ecc.).
Il paesaggio e’ sempre vario e affascinante: da “Mundo
Perdido”. Da san Pedro, previa prenotazione, in bus
torniamo a Calama per visitare la miniera di Rame di
Chuquicamata, la maggiore del mondo a cielo aperto: una
voragine profonda 1000 metri e larga alcuni km con
camion su ruote alte oltre 4 metri!
Il 29 ottobre
con una Toyota, per risparmiare i mezzi, entriamo in
Sud Bolivia per visitare le lagune della zona a
quasi 5000 metri (Laguna Verde, Blanca, Colorada). El
Sol de la Magnana e’ un mondo infernale con bocche che
eruttano fanghi ad alte temperature con fumi acidi e
solforosi.
Finalmente
lasciamo San Pedro e ripassiamo per Calama e dopo vari
km, fatti seguendo delle errate indicazioni della carta
Freytag-Berndt, ripassiamo da Chiu Chiu e imbocchiamo la
pista per Ollague sul confine della Bolivia. Fondo non
dei migliori, ma paesaggi mozzafiato con vulcani fumanti
e Salar (S. de Ascotan) pieni di fascino. Da Ollague
(3750 m.) dove di notte si va sottozero si riparte con
poche formalita’ frontaliere e siamo in Bolivia. Ancora
centinaia di km di pista con tole ondul ee e punte sui
4300 m per scendere poi sui 3000. Stanchi, ma
soddisfatti arriviamo ad Uyuni tra le persone dai
classici costumi andini: donne in bombetta e gonne
multiple ecc. Il primo novembre ci fiondiamo dentro al
Salar de Uyuni, con il fondo perfetto (finalmente!) e
dal bianco accecante. Arriviamo dopo decine di km ad
un’”isola” in cui esistono grotte e cactus. Una di
queste cavita’ e’ caratterizzata da formazioni saline
stalattitiche che assomigliano a tele di ragno. Da lì si
punta verso l’Isla do Pescado dove arriviamo, dopo
un’ottantina di km, al tramonto. Difficile è descrivere
questo luogo conosciuto già dagli Inca con i suoi cactus
e con rocce di origine algale (stromatoliti). Notte
fredda e ventosa, ma all’alzata del sole il mondo si
rianima nei colori che da rossastri diventano poi
bianchissimi. Da Uyuni si parte con un bel pieno per
Challapata. La pista ha un fondo orrendo con tole e fesh
fesh. Alla sera siamo a 3800 m. dopo 230 km “de camino
malo” parcheggiati vicino ad un recinto di Lama che ci
guardano curiosi. Il 3 novembre finalmente incontriamo
l’asfalto che ci porteraà a Potosì, ma non subito perché
la pista ha lasciato i segni: rottura delle pale della
ventola di raffreddamento dell’Alfa Romeo e rottura
cuscinetto alla ruota destra posteriore del Saviem. Si
torna a Challapata dove troviamo una ventola ed un
meccanico che la sostituisce e il cuscinetto per Dario.
A Potosì finalmente arriviamo il 5 novembre, dopo oltre
130 km di salite a 4000 m.e discese a 3400, con almeno 5
passi da scavalcare.
Ora siamo a
Potosì, la citta’ piu’ alta del mondo ad oltre 4500 m,
dominata dal Cerro Rico da cui per secoli si e’ estratto
Argento, Oro e Stagno, ma questa e’ un'altra storia.
GIUSEPPE RIVALTA e DARIO
BRIGNOLE
  
  

 
  

13 Settembre 2008 - MONDO
NATURA - Fiera Rimini
REDISCOVERING THE AMERICAS
Dalla
terra del Fuoco all’ Alaska
Il 13 Settembre si apre a
MONDO NATURA, alla Fiera di Rimini, una mostra
dedicata alla prima parte della spedizione nelle
Americhe realizzata dal socio Giuseppe Rivalta. La
mostra verrà chiusa il 21 Settembre.
Le aree trattate,nei
sessanta posters, riguardano l’Argentina ed il Cile
visitate da Gennaio a Marzo 2008 con due camper
fuoristrada.
Vi saranno inoltre in
visione foto e film che raccontano i 19.000 chilometri
percorsi lungo le strade e piste dell’America Australe e
gli incontri e le
interviste effettuate con alcune comunità italiane che
vivono ad Ushuaia oltre ad una conferenza su Ardito
Desio realizzata a Buenos Aires (alla SEGEMAR) con
relativa mostra.
Nel mese di Agosto, presso
i locali del Quartiere Baraccano del Comune di Bologna,
oltre alla presentazione di un documentario dedicato
alla prima parte del viaggio, è stato presentato in
anteprima un filmato del 1948 dedicato alla
Spedizione Borsari che costruì un quartiere di
Ushuaia grazie al lavoro di oltre 1000 persone reclutate
in gran parte in Emilia-Romagna e Friuli. Il figlio
Franco Borsari ha commentato con passione
quell’evento che quest’anno compie 60 anni. La Signora
Marta Murotti della FILEF,associazione che
si dedica ai problemi dell’emigrazione,ha anticipato la
manifestazione che si terrà a Bologna in novembre per
commemorare l’evento del ’48.
Il 23 Settembre i
componenti della Spedizione Rediscovering The Americas
ripartiranno per Buenos Aires dove, risaliti sui campers,
si dirigeranno in cittadine dove incontreranno altri
emigranti italiani e poi in Cile a Santiago da cui
inizierà la salita verso Nord, deserto di Atacama,
Bolivia con il Salar de Ujuni e via via sempre in alta
quota (4 – 5000 metri) fino in Ecuador a Quito dove si
lasceranno i mezzi per rientrare il 20 Dicembre in
Italia. Si prevedono circa 11.000 chilometri di
percorrenza.
23 Settembre 2008 - GIUSEPPE
RIVALTA - DARIO BRIGNOLE
REDISCOVERING THE AMERICAS 2a PARTE
DA
BUENOS AIRES A SANTIAGO DEL CILE
Il 23 Settembre è
ripartita la spedizione di Rediscovering The Americas.
Arrivati a Buenos
Aires, ritirati i pannelli della mostra su Ardito Desio
rimasta esposta per due mesi alla SE GE MAR(Segreteria
Miniere Argentine) siamo arrivati a Zarate dove abbiamo
ritirato i campers alloggiati per questi sei mesi in
un’officina della VIGIA VIESA, ditta che si è mostrata
molto disponibile e di grande supporto alla spedizione.
Per alcuni giorni abbiamo effettuato lavori di
manutenzione e montaggio di nuove strumentazioni (Radio
Midland, riscaldatore Webasto ecc.).
Arrivati a San Nicolas
abbiamo subito preso contatto con la comunità di
emiliano romagnoli che qui vivono da ormai quattro
generazioni. La Signora Nanni di Persiceto ci ha
formalmente chiesto di aiutarla a creare un gemellaggio
tra San Nicolas e Persiceto visto il grande lavoro fatto
da questi italiani. Il Presidente Dr. Ruben Pini e altre
persone ci hanno parlato a lungo delle esperienze fatte
dai loro nonni e padri in queste sconfinate terre .
Abbiamo anche avuto
una intervista radiofonica a Radio Esmeralda,su invito
del dr.Carlo Franchi, giornalista che lavora per questa
emittente locale.
Alla sera del 29
settembre siamo parcheggiati nel paesino rurale di Santu
Espiritu. La nostra presenza nella piazza attira la
curiosità degli abitanti ed in breve ci troviamo al
ristorante insieme ad un nutrito gruppo di italiani che
qui lavorano e vivono. Sempre esperienze molto
interessanti e commoventi.
A Mendoza ci fermiamo
in una officina IVECO per predisporre i mozzi fissi al
camper Rivalta visto che ci attendono percorsi
impegnativi.
Si riparte e questa
volta si sale sulla cordillera verso Uspallata, ma
passando per il parco di Villavicencio. La strada è
sterrata, stretta e con decine di tornanti. Dai 700
metri di Mendoza saliamo ai 3000 metri del passo che
scende ai 2000 di Uspallata .Freddo, ma cielo limpido.
Risaliamo la valle
splendida del Rio Mendoza e verso Puente de l’Inca
visitiamo un piccolo, ma straordinario museo dal nome
che è tutto un programma: Mundo Perdido! Il direttore
che ha anche ideato questa esposizione ci accompagna in
un viaggio nel tempo: dalla spedizione del Generale San
Martin che nell’ ‘800 attraversò il passo dell’Aconcagua
con 3000 soldati e 7000 muli, si entra nella preistoria
e nella origine geologica delle Ande.
Il Puente de l’Inca è
coperto di concrezioni di ghiaccio e salendo ci troviamo
in mezzo a muri di neve.
Espletate le formalità
doganali in frontiera (molto accurate per i vegetali e
carni di cui è vietato il transito in Cile) eccoci lungo
un discesa a tornanti tipo Stelvio fino a Los Andes. Da
qui si riparte per Santiago del Cile.
GIUSEPPE
RIVALTA- DARIO BRIGNOLE
 
GIUSEPPE RIVALTA
GIUSEPPE RIVALTA -
Da Bariloche a Salta
Alla fine di Febbraio arriviamo a
Bariloche, una città che sembra essere nata nelle Alpi
tedesche, non solo per lo stile delle case, ma anche per
i boschi e le montagne che la circondano.
Si passa in Cile e scendiamo fino a
Puerto Montt, che si caratterizza per le piccole case
in legno spesso coloratissime. Qui i terremoti hanno
lasciato i segni. La cattedrale è stata infatti
ricostruita ed il resto degli edifici moderni seguono
le regole dell’anti-sismica .
Si risale lungo la Panamericana
fino a Valdivia una città che subì nel 1960 un’onda di
maremoto che risalì il fiume provocando con i suoi 12
metri di altezza danni enormi all’area portuale.
Oggi sul fiume c’è un
caratteristico mercato del pesce molto apprezzato da una
colonia di leoni marini che sono diventati stanziali,
vista la abbondanza di scarti di pesce prodotti dal
suddetto mercato. Sulla foce del Rio Valdivia, poco
lontano dalla omonima città, vi sono i resti di antichi
forti spagnoli.
Risaliamo verso l’interno lungo una
valle che ci porta al passo andino con l’Argentina:
Passo del Pino Achado.
Quassù a quasi 2000 metri
incontriamo una grande foresta di Araucarie,
particolarissime piante venute direttamente dal
Mesozoico, piante che da noi sono usate come ornamento
nei giardini, ma che qui raggiungono altezze superiori
ai 20 metri!
Scendiamo in Argentina a Las Lajas
ed il paesaggio ora diventa tipicamente vulcanico con
decine di coni di lave e ceneri nere. (Poco lontano,
nella Riserva Naturale della Payunia, nel 2004, 2005,
2006, la spedizione scientifica organizzata dalla
Associazione Ardito Desio presso la regione vulcanica
della Payunia, condotta dal Prof. Giorgio Pasquarè, ha
scoperto la colata lavica più lunga del pianeta (184
km). A Bardas Blancas
visitiamo la Cueva de Las Bruijas, una cavità che
credenze popolari raccontano storie di streghe. L’area
carsica calcarea è molto affascinante.
Dopo esser passati da Malargue ed
aver incontrato il Prof.Carlos Benedetto, presidente
dell’Associazione Speleologica del Sud America e del
Caribe, saliamo a Nord verso Mendoza e ci inoltriamo
lungo la valle omonima e in un centinaio di chilometri
ci troviamo ai piedi dell’Aconcagua che raggiunge i 7000
metri d’altezza. Noi ci fermiamo con i campers a 3000
metri e tra le nubi ammiriamo questo imponente rilievo
vulcanico.
Appena più in basso c’è Puente de
l’Inca, un ponte naturale concrezionato di giallo.
Anche la città di Mendoza subì
gravissimi danni per un forte terremoto che la rase al
suolo nel 1861. Della antica chiesa oggi restano le
fondamenta. Tutta la zona si caratterizza per vasti
vigneti che producono una serie di vini ottimi e
apprezzati anche in Europa.
Saliamo di nuovo verso Nord e ci
inoltriamo in mezzo ad una catena di montagne. Per le
piogge di questi giorni la strada è piena di frane .
Finalmente sbuchiamo nell’altro versante e procediamo
verso il Parco di Talampaya (con canyon dalle pareti
altissime) e poi fino alla Valle della Luna, un altro
Parco che presenta scorci incredibili, ma che
percorriamo solo in parte a causa delle piogge che lo
hanno reso impraticabile.
Risaliamo verso Tucuman e poi con
una strada a picco su un fiume impetuoso, circondati
prima da foreste tropicali e poi da vasti pascoli,
arriviamo ad un passo a 3000 metri per poi scendere a
Quilmes dove visitiamo una importante fortezza che diede
del filo da torcere prima agli Incas e poi ai
conquistadores spagnoli. La strada poi si inoltra in una
valle, lunga una settantina di chilometri, con fenomeni
di erosione degni di quelli più famosi statunitensi. Si
arriva così a Salta, nel Nord dell’Argentina, una città
che presenta ancora, nel centro, le vestigia lasciate
dagli spagnoli, con una piazza circondata da portici ed
una splendida cattedrale.
Ora inizieremo a scendere per portarci verso Est in
direzione delle cascate dell’Iguazù
  
  




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DA
USHUAIA ALLE TORRI DEL PAINE
Arrivati il 3 febbraio ad Ushuaia, siamo rimasti fermi
qui per cinque giorni.
E’ stata una piacevolissima sorpresa l’incontro con
questa che è la città più a sud del mondo. Il Museo
della “Tierra del Fuego” è un piccolo gioiello per la
sua moderna impostazione didattica. Il Direttore del
museo ci ha messo a disposizione il ricco materiale
riguardante il lavoro prodotto dagli italiani, in
particolare i lavoratori della SPEDIZIONE BORSARI che
nel 1948 costruirono vari quartieri per la Marina
argentina. Moltissimi provenivano da Bologna e
Persiceto, e dal Friuli, e ormai pochi di questi abitano
ancora quaggiù. Incontriamo la Signora Ancilla,
Presidente degli italiani di Ushuaia e la famiglia della
“Ferramenta italiana”. Una volta tornati a casa, con le
documentazioni che ci sono state fornite produrremo
mostre e conferenze per ricordare un’epoca pionieristica
in cui erano gli italiani ad essere migranti
(extracomunitari come si dice oggi).
Splendida è stata la crociera sul Canale di Beagle con
faune australi abbondanti. Il pensiero va a Charles
Darwin, geologo-naturalista che percorse questa zona nei
primi decenni del XIX° secolo. Lasciamo Ushuaia e
iniziamo la risalita verso il Nord del continente. L’11
febbraio siamo a Punta Arenas (CILE) dove visitiamo
l’interessantissimo Museo Salesiano che contiene reperti
e documenti dell’esploratore Padre De Agostani.
Arriviamo a Puerto Natales dopo una lunga strada che
passa vicino ad un imponente “batolite” che presenta dei
perfetti basalti colonnari. Da Puerto Natales si inizia
ad entrare in una valle caratterizzata da rilievi
costituiti da imponenti ammassi arenacei con ciottoli
conglomerati fluviali antichi. All’interno di una di
queste montagne si apre la “Cueva del Milodon”
un’impressionante caverna lunga 200 metri, alta 30 e
larga 70 in cui Eberarth scoprì i resti di un milodonte
(mammifero estinto del quaternario) con ancora tracce
di pelliccia. Chatwin ne fa cenno nel suo libro “In
Patagonia”. La strada sterrata sale per decine di
chilometri entrando in un ambiente montano mozzafiato:
siamo nel Parco Nazionale delle Torri del Paine.
Il tempo è nuvoloso, ma la mattina del 14 febbraio siamo
inondati da un sole accecante in un cielo azzurro che
illumina il massiccio del Paine.
Percorriamo quasi 80 km all’interno tra pareti a picco,
ghiacciai, laghi e pappagalli che nidificano nei cavi
degli alberi.
Le torri del Paine ci appaiono da dietro ad un alto
massiccio: queste restano un mito per gli alpinisti di
tutto il mondo.
Lasciamo questo gioiello della Natura per portarci verso
le vette del Fitz Roy e Cerro Torre in Argentina,…
  
  









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06 Febbraio 2008
Dalla Penisola di Valdes siamo scesi verso Punta Tombo che si
caratterizza per una grande “pinguinera” con migliaia di
Pinguini di Magellano che nidificano in questo periodo.
Si prosegue per una strada costiera sterrata splendida e
si arriva a Camarones dove a poche decine di
chilometri in un’altra area protetta incontriamo
un’altra colonia di pinguini e numerosi guanacos. La
zona presenta anche testimonianze preistoriche di epoca
probabilmente pre-tehuelche.
A Comodoro Rivadavia tutto ruota attono al petrolio che qui inizia ad
essere estratto dalle profondità dell’altopiano
patagonico.
Ancora più a sud deviamo
verso Ovest per un centinaio di chilometri per visitare
una interesante foresta pietrificata del Giurassico
Medio, con tronchi silicizzati lunghi oltre 12 metri e
colori del terreno degni delle Bad Lands del Dakota.
San Julian è un paese pieno di
ricordi storici. Sulla spiaggia ove abbiamo dormito si
fermò
Magellano che alzò
delle forche per punire alcuni ammutinati e Pigafetta
scese a terra ed incontro’ i Patagoni .
Drake anni dopo utilizzò le forche
lasciate da Magellano per punire alcuni suoi marinai
ribelli. Sempre in questi luoghi dalla Beagle si staccò
una scialuppa con il corpo dell’ufficiale Sholl sotto
lo sgardo attonito del giovane Charles Darwin.
Da San Julian una lunga e dissestata strada bianca ci ha condotti
all’”Estancia La Maria” dove grazie alla passione e
competenza della proprietà abbiamo avuto la
posibilita di visitare un canyon ricco di grotte
scavate nel tufo vulcanico e utilizzate tra 10000 e 3000
anni fa, da popoli preistorici che le hanno decorate
con centinaia di disegni di mani policrome.
Si entra in Cile e si attraversa lo stretto di Magellano sotto una
bufera di vento e mare agitato.
Poi eccoci di nuevo in Argentina e finalmente arriviamo alla baia di
Ushuaia dopo aver attraversato paesaggi incredibilmente
boscosi circondati dalle ultime propaggini delle Ande
giò innevate. La
discesa a Sud
è
finita: ora si andrà
inesorabilmente verso Nord!
  
  


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26 Gennaio 2008
Dopo due
giorni di lunghe pratiche doganali a Buenos Aires
finalmente abbiamo liberato i nostri campers (qui
chiamati casillas rodantes) e siamo finalmente partiti
verso il Sud dell’Argentina.
Dopo la sosta di La Plata,
il !6 finalmente arriviamo in Patagonia e alla sera
siamo a Carmen de Patagones, una bella cittadina antica
. Il clima è sempre ventoso e spesso torrido: qui è
estate piena. La Ruta 3 è un serpente di asfalto lungo,
diritto e monotono che ci porta sempre più a Sud e ben
circoscritto ai lati da centinaia di chilometri di
recinzioni con migliaia di capi di bestiame al pascolo
brado.
Il primo forte contatto con la natura argentina
lo abbiamo a Punta Vermeja che sprofonda con un alta
falesia sull’oceano, la cui base è popolata da ben 4000
“lobos marinos”, mammiferi del gruppo delle foche che
neanche un mese fa hanno partorito centinaia di piccoli
e che ora sono in allattamento. Il rumore della risacca
è integrato dai versi sgraziati dei maschi che
controllano i loro harem! Il 20 siamo a Puerto
Piramides, nel Parco della Penisola di Valdes: un luogo
dove è possibile incontrare tutte le faune costiere più
rappresentative di queste latitudini (lupi ed elefanti
marini, orche, pinguini di Magellano, squali, armadilli,
guanachi, volpi della Patagonia, numerose specie di
avifauna).
Ogni tanto piove, ma poi di giorno torna il
sole ed il vento che non ci abbandonerà credo più fino
ad Ushuaia. Il 24 siamo a Trelew dove visitiamo il
moderno museo di Paleontologia dedicato a E. Feruglio
che, dopo la laurea presa nel 1920, a Firenze, insieme
ad Ardito Desio, iniziò a lavorare come geologo quaggiù
e per primo ebbe il merito di capire la storia antica di
questa famosa Patagonia la cui costa, in molti punti, è
identica a quella sudafricana da cui si staccò circa
100 milioni di anni fa, proprio all’epoca dei Dinosauri.
E’ stata poi la volta delle pinguinere di Punta Tombo e
di Dos Bahias, a pochi chilometri da Camarones, due
ambienti costieri simili di grandissimo interesse
naturalistico.
Oggi, 26
gennaio, proseguiremo per Comodoro Rivadavia eancora
verso il Sud.
  
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13
Dicembre 2007
 
Partenza Camper
Savona - Liguri
Conferenza stampa 27 Dicembre 2007
PRESENTAZIONE DELLA
SPEDIZIONE
"REDISCOVERING THE
AMERICAS"
DALLA TERRA DEL FUOCO
ALL'ALASKA A BOLOGNA
Il 27 dicembre 2007
alle ore 17, presso la sala consigliare del Baraccano
(Quartiere Santo Stefano), verrà presentata la
spedizione "REDISCOVERING THE AMERICAS" DALLA TERRA DEL
FUOCO ALL'ALASKA, da Giuseppe Rivalta, uno degli
organizzatori dell'impresa, nata sotto l'egida dell'
ASSOCIAZIONE ARDITO DESIO.
I campers fuoristrada che
sono stati attrezzati per il lungo viaggio sono già in
navigazione sulla porta container della CCL,salpata
domenica 16 dicembre dal porto di Vado Ligure (Savona).
Gli equipaggi partiranno il prossimo 6 gennaio 2008 ed
inizieranno il viaggio da Buenos Aires accolti da una
delegazione di una importante comunità ligure, oltre a
quella emiliana.
SCOPI DELLA
SPEDIZIONE:
·
portare il nome di Ardito Desio (il grande geologo che
nel '54 organizzò la spedizione che portò alla conquista
del K2, ma che ha creato con il suo spirito avventuroso
la moderna geologia non solo italiana) in giro con una
mostra itinerante.
·
effettuare campionamenti sulle popolazioni autoctone
incontrate lungo il percorso dei 13 Stati che si
attraverseranno e anche sui gruppi di famiglie emigrate
e là stanziatesi da più di 60 anni. Al ritorno verrà
fatto uno studio genetico presso la sezione di
Antropologia del Prof. Giorgio Gruppioni, sede di
Ravenna dell'Univiversità di Bologna.
·
Incontri con le comunità emiliano-romagnole, liguri e
friulane da cui trarre materiale documentale.
·
Visita ai siti paleontologici (dinosauri compresi) più
significativi. Nel 2009 saranno i 100 anni del Diplodoco
americano del Museo Capellini dell'Università di
Bologna.
·
Visita a numerose aree protette per verificarne lo stato
di biodiversità e confrontare con le filosofie di
conservazione applicate nel nostro Paese.
·
Incontro con le comunità missionarie per comprendere
meglio il grande lavoro di accoglienza e cura che
svolgono specialmente in zone povere e impervie.
·
Raccogliere informazioni per documentare lo stato
dell'arte dei microfinanziamenti che
l'EMILBANCA da tempo sta effettuando tra
i campesinos dell'Ecuador.
·
Da ultimo si vorrebbero portare a casa i diversi tipi
di PANE per poi creare una mostra insieme ai
Panificatori bolognesi.
I mezzi sono IVECO e
RENAULT -SAVIEM a trazione integrale. I componenti
sono: per Bologna: G. Rivalta, Carla Ferraresi,
Gianni Zamboni, per Genova: Dario Brignole,
Luciana Sant, per Roma: Maria Emanuela Desio,
figlia di Ardito Desio.
Molti sono stati gli
Enti ed Associazioni che hanno
patrocinato il progetto e altrettanto numerose la Ditte
(tra cui la
BIOLCHIM di Medicina) che hanno
contribuito finanziariamente e con i loro materiali
specifici che verranno testati nelle condizioni spesso
difficili che si incontreranno.
"REDISCOVERING THE AMERICAS"
SPEDIZIONE SCIENTIFICA
ATTRAVERSO LE AMERICHE
Terra del Fuoco -
Alaska
(2008 – 2009)
for
English People

L’idea di poter visitare il continente americano
dall’estremo Sud a quello Nord è nata l’anno scorso a
Mondo Natura . Nei mesi successivi l’affascinante
ipotesi ha iniziato a prendere corpo e sono stati presi
i primi contatti con le Aziende del settore caravanning.
Contemporaneamente è stata la volta della ricerca di
Patrocini per cointeressare Istituzioni ed Enti
Pubblici.
Poi è stato il momento di “ringiovanire” i nostri campers,
dei veri e propri veterani ben abituati a percorsi
impegnativi in Africa, Asia e Australia e renderli
adatti ad un percorso così lungo e impegnativo.
Tutto ciò si è reso credibile e possibile grazie al
diretto coinvolgimento, in questo progetto, della Sig.ra
Maria Emanuela Desio, figlia del grande scienziato
friulano (colui che organizzò la Spedizione al K2 nel
1954, ma che effettuò numerose ricerche ed esplorazioni
in Africa ed Asia).
Dal 2002 si è istituita
l’Associazione “Ardito Desio” che ha organizzato
mostre e spedizioni scientifiche in Argentina (nella
Pajunia è stata scoperta la colata lavica lineare più
lunga del pianeta con oltre 180 km di scorrimento) ed
in Libia (Desio nel 1932 esplorò tutto il Sud della
Cirenaica e nel 1937 scoprì il primo petrolio)
Sarà sotto l’egida dell’Associazione “Ardito Desio”
che si effettuerà la nostra spedizione a cui
parteciperanno Giuseppe Rivalta, Dario Brignole, Maria
Emanuela Desio, Carla Ferraresi, Luciana Sant, Gianni
Zamboni ed altri.
GLI SCOPI
DELLA SPEDIZIONE
sono molteplici ed interessanti anche per le ricadute
scientifiche e sociali e tra questi segnaliamo:
-
Documentare ed
incontrare le comunità dei
Migranti italiani (in particolare
quelli emiliano-romagnoli, liguri e friulani) che, a
partire dal XIX° sec. e particolarmente nel secolo
scorso, hanno lasciato importanti tracce nella
società americana. Nella Terra del Fuoco
gruppi di bolognesi e di Persicetani costruirono la
Nuova Bologna e a Fairbanks in Alaska un
cercatore di Fanano, Felice Pedroni,
scoprì la vena aurifera più cospicua, mentre genti
liguri e friulane hanno colonizzato molte aree del
Nuovo Mondo.
-
Documentazione antropologica ed etnografica
sui gruppi umani incontrati e relativi report
fotografici.
-
Eseguire
rilevazioni di antropologia
fisica e raccogliere campioni biologici umani dai
gruppi umani locali per lo svolgimento di
indagini di
genetica di popolazione, utili per contribuire alla
comprensione della storia e delle dinamiche, non
ancora del tutto chiarite, che hanno caratterizzato
il popolamento umano dell’America.
-
L’opportunità di
attraversare le innumerevoli
aree naturali del
continente
americano, soggette a protezione, permetterà di
raccogliere moltissimi dati riguardanti la
biodiversità di questo
continente per poi confrontarli con le nostre realtà.
-
Riscoprire
e documentare gli innumerevoli siti di interesse
paleontologico, archeologico, speleologico ecc.
diffusi largamente nel continente. Saremo cioè
accompagnati nei siti più significativi di
Dinosauri, e tra le rovine misteriose di
antiche civiltà e nelle viscere di mondi sconosciuti
ai più.
A Mondo Natura 2007 (Fiera di Rimini) è stata
presentata una mostra antologica sulle Americhe con
esposizione dei tre campers 4x4 che verranno
imbarcati a Savona in Dicembre per essere poi sbarcati
a Buenos Aires nei primi giorni di Gennaio 2008 da dove
inizierà la spedizione.
IL PERCORSO
Il nostro viaggio sarà suddiviso in vari periodi, negli
intervalli dei quali faremo ritorno in Italia per
ragioni famigliari e per riproporre nuove mostre a Mondo
Natura nel 2008 e 2009 come da accordi intercorsi con
la Direzione della Fiera stessa.
Attraverseremo almeno 13 Stati per un
chilometraggio di oltre 80.000 chilometri .
Vedi
Pianta --->
I MEZZI
3 camper fuoristrada (2 IVECO, 1
SAVIEM-RENAULT) perfettamente attrezzati per superare i
difficoltosi percorsi che incontreremo (di cui molti
costituiti da piste rocciose e sabbiose, anche con
passi a 4500 metri di quota).
Saranno proprio questi tratti montuosi e la grande
diversità di ambienti (glaciali, desertici caldi e
freddi, tropicali, equatoriali e temperati) che
serviranno per testare i materiali e le attrezzature
dei nostri campers. La rarefazione dell’aria, il caldo e
il freddo saranno ulteriori momenti di verifica.
I risultati saranno trasmessi alle rispettive ditte che
ci hanno fornito prodotti che saranno poi dalle
stesse, ottimizzati.
SPONSORIZZAZIONI
BIOLCHIM SPA(industria chimica-Medicina –BO),
C C L (Costa Container Lines),
NDS,
GIO-CARAVAN,
VIGIA-VIESA,
CTE INTERNATIONAL,
MIDLAND,
WEBASTO,
AL-KO,
ED. POLARIS,
CARAVAN E CAMPER,
TURIT,
ECOSAN,
ROPA CENTER,
KATADYN,
TRECENTOSESSANTA,
U- FLEX-ULTRAFLEX,
FM carrozz.,
DEWICAR,
NEW FLORENCE CAMPER,
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MIRCO e ALEX MAGNANI,
FOTOFOLLIA,
FOTORISI,
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PONS GENOVA,
ESSEA,
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AGORA’ SISTEMI
PAGLIARINO-RENAULT.IND.,
JADER e ALDO PNEUMATICI,RISICAR,
OFF. GAETANI GAGGIO MONTANO,
GOLDONI RACING CAR,
TONINELLI ASSICURAZIONE
ed altre in trattativa.
PATROCINI:
-
Autorita’ Portuale di Genova (Sig.Oddone-Direttore
Pubbliche Relazioni)
- Assessorato alla Cultura, Sport e Spettacolo-Genova
(Ass.Fabio Morchio)
- Regione Emilia Romagna (Consulta Migranti
emiliano romagnoli nel mondo –
Pres.S.Bartolini)
- Assessorato Ambiente Reg.E/R (Ass.L.Zanichelli)
(in corso di trattativa)
- Presidenza della Provincia di Bologna ( Pres.
B. Draghetti)
- Dip. di Storie e Metodi per la Conservazione dei
Beni Culturali, (sez.di Direttore
Antropologia), Università di Bologna-Sede di
Ravenna (Prof.G.Gruppioni)
- Dipartimento Scienze della Terra Univ. di Bologna,
Museo Giovanni Capellini
(Direttore Prof.G.B.Vai)
- Comune di Bologna, Quartiere Santo Stefano (Pres.
A. Forlani)
- Comune di San Lazzaro di Savena-Bo, Museo di
Preistoria L. Donini (Direttore
Prof.G.Nenzioni)
- Comune di San Giovanni in Persiceto-BO (Ass.W.Horn)
- Comune di Fanano-MO (paese natale di Felice
Pedroni )-(Sindaco A.Corsini)
- Comune di Palmanova (Sindaco F. Cressati)
- Comune di Gaggio Montano- BO (migranti)
- Dip Agraria dell’Università Santiago –Cile
- Comune di Mendoza –Argentina
- Comune di Malargue –Argentina
- Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi
della Abbadessa (Pres.E.Burgin-
Dir.L.Montagni)
- Club Alpino Italiano- Sez.Mario Fantin, Bologna
(Pres. G.Colombari)
- Club Alpino Italiano –sez di Roma (in corso di
trattativa)
- Società Speleologica Italiana, (
Pres.G.P.Marchesi)
- Federazione Speleologica Emilia-Romagna (Pres.
M.Ercolani)
- Gruppo Speleologico Bolognese/Unione Speleologica
Bolognes
(Pres.F.Facchinetti)
- Assoc. Friulani nel mondo (Fogolar Furlan)
- Assoc.Gente di Gaggio-(migranti)
- Assoc. Liguri nel mondo
- Assoc.Panificatori Bolognesi
- Centro Inter universitario-Museo Naz. dell’Antartide-Sez.
di Genova (in attesa di
conferma)
- Istituto Geografico Polare
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