Il discorso di Fine anno ai Soci - Roma, dicembre
2006
Il Presidente Maria Emanuela Desio
Roma, Dicembre 2006
Carissimi soci,
il quinto anno del nostro sodalizio, creato per mantenere vivo il ricordo ed il lavoro svolto da mio padre, è terminato. Ritengo che anche il 2006 sia stato un anno pieno di belle ed interessanti iniziative che hanno portato a più che soddisfacenti risultati che vi riassumo qui di seguito.
ARCHIVIO
Per tutto il 2006, abbiamo continuato il lavoro di organizzazione, digitalizzazione e conservazione delle innumerevoli fotografie (circa 25.000 immagini!), anche se necessariamente spesso rallentato per la ricerca e le scansioni legate alle mostre e per far fronte alle continue richieste di fotografie e documenti dell’archivio. Abbiamo acquistato, dopo approfondite ricerche, quasi tutto il materiale di conservazione delle immagini e dei documenti purtroppo in stato abbastanza precario. Ma ci stiamo affrettando, utilizzando i mezzi finora a disposizione, a digitalizzare almeno le immagini e a riporle, in contenitori adeguati, seguendo le indicazioni dei Beni Culturali. L’organizzazione è quasi terminata e siamo ora in grado di trovare con i nostri programmi tutte le immagini e i documenti presenti nell’archivio stesso. Purtroppo questo non basta: vorremmo arrivare presto a mettere le miniature delle immagini su internet per permetterne la visione agli interessati. E’ un lavoro lungo soprattutto se si vuole procedere secondo le norme internazionali.
Anche per quanto riguarda le pubblicazione scientifiche di Desio (oltre 400!), è stato terminato l’elenco che verrà poi pubblicato su internet e potranno in seguito essere richieste le fotocopie di quelle non editoriali.
Sono stati inoltre catalogati quasi tutti i documenti, films, cimeli, onorificenze, lastre, pubblicazioni di vario tipo, diari, agende, quadri e quanto altro si trovi nell’archivio, in modo da renderli visibili in un futuro a chi voglia consultarli.
RICERCA SCIENTIFICA
Spedizione scientifica nelle Ande argentine
Nella zona di Malargue si incontra il più vasto ed il meno studiato tra i complessi vulcanici recenti andini, meglio conosciuto come Payunia, dal nome del vulcano Payun Matru, il più grande delle centinaia di centri eruttivi che qui si possono ammirare. Il vulcano Payun Matru presenta inoltre la singolare ed unica caratteristica di riunire in un solo complesso un grande cono vulcanico di tipo andino (il Payun Liso), una grande caldera del tutto analoga a quelle che caratterizzano le cordigliere nordamericane ed una fessura eruttiva lunga 60 Km che ha emesso enormi colate basaltiche paragonabili a quelle delle isole Hawaii e del rift africano ma molto più lunghe di esse. In altre parole il Payun Matru costituisce un concentrato delle tipologie vulcaniche della Terra.
Nell'anno 2004 Francesco Santon dell'Associazione Ardito Desio organizzò una spedizione alpinistica e scientifica in tale area e al Prof. Giorgio Pasquarè fu afidata l'esplorazione geologica dell'area vulcanica della Payunia. In tale occasione egli individuò una colata lavica discesa dai fianchi del Payun Matru ed addentratasi per una distanza di oltre 180 Km nella pianura della Provincia de La Pampa . Considerando che sulla Terra non era finora conosciuta alcuna colata lavica individuale di lunghezza superiore agli 80 Km, ad eccezione di una colata australiana lunga 120 Km, questo ritrovamento costituisce un fatto di eccezionale interesse vulcanologico, fisico e naturalistico, che trova omologhi solo sulla superficie del Pianeta Marte. Ricordiamo per inciso che la NASA ha investito grosse risorse finanziarie alla ricerca di omologhi terrestri della crosta marziana, senza trovare, in campo vulcanologico, un esempio pari a quello sopra illustrato. Il ritrovamento apre anche numerosi e inattesi aspetti circa le modalità di comportamento dei fluidi caldi naturali nei campi della fluidodinamica, della termodinamica e dell'autoisolamento termico.
Tutta l'area a Sud di Malargue rappresenta pertanto un eccezionale laboratorio di vulcanologia a cielo aperto, di grandissimo interesse culturale, scientifico, didattico e turistico.
Considerata la grande rilevanza dei tematismi affrontati nel corso dell'anno 2004, anche negli anni 2005 e 2006 l'Associazione Ardito Desio ha proseguito le ricerche intraprese nell'area del Vulcano Payun Matru, sia con la prosecuzione dei rilevamenti di campagna in situ sia mediante analisi ed approfondimenti di laboratorio e modellazioni teoriche. Nell'occasione ha stabilito importanti e promettenti collaborazioni scientifiche con numerose istituzioni scientifiche italiane, svizzere e argentine allo scopo di creare un gruppo di ricerca multidisciplinare. Durante l'espletamento di queste fasi del progetto l'Associazione si è appoggiata ad autofinanziamenti propri nonché all'appoggio volontaristico dei diversi ricercatori interessati.
Scopi del progetto
In questo mondo in via di continua urbanizzazione, accompagnata da sovrapopolamento, rumori ed inquinamento, le montagne oggi rappresentano un rifugio di calma e di distensione per oltre 50 milioni di turisti all'anno. Ciò spiega perché oggi il turismo montano è uno dei settori socio- economici in più rapida crescita nel mondo, ed in particolare quello dedicato al turismo di avventura e di scoperta naturalistica e scientifica. Quest'ultimo settore abbisogna di particolare requisiti dipendenti dalla costituzione fisica, geologica e biologica dell'area in questione, requisiti che la Natura ha abbondantemente elargito alla Payunia ed al territorio circostante.
Il turismo naturalistico montano deve essere peraltro dotato di accorgimenti atti a difendere la vulnerabilità dell'ambiente in forma ecologicamente sostenibile e ciò viene facilitato nell'area di Malargue dalla presenza delle estese aree naturali protette dal Ministero dell'Ambiente della Provincia di Mendoza.
Lo scopo del presente lavoro è pertanto quello di fornire le conoscenze necessarie a valorizzare e potenziare le risorse naturali dell'area a scopo turistico nonchè a fornire le indicazioni pratiche di base per disegnare un progetto di fattibilità relativo agli scopi suddetti.
Azioni previste
1) Completamento del rilevamento geologico di terreno della grande colata del Payun Matru.
2) Esecuzione di una prospezione aerea con laser-scanner per il rilevamento geo-morfologico e topografico di grande precisione della colata.
3) Esecuzione di una rete di sondaggi geoelettrici per la ricostruzione della struttura interna e dello spessore della colata.
4) Campionamenti e datazioni radiometriche della colata.
5) Individuazione e descrizione dei siti di rilevante interesse ai fini della predisposizione di itinerari turistici di interesse naturalistico. Progettazione di appositi poster e pannelli illustrativi in appoggio agli itinerari stessi. Gli itinerari raggiungeranno anche i settori andini adiacenti l'area vulcanica di Payunia nonché quelli che, ad Est della stessa, rappresentano resti dell'antico continente sudamericano, preesistenti il sollevamento della catena andina.
6) Predisposizione di materiali illustrativi per l'allestimento di sale di esposizione permanente e multimediale del patrimonio naturale e vulcanologico della Payunia. In essa, tra l'altro, sarà allestita una mostra fotografica delle analogie tra la grande colata lavica del Payun Matru ed alcune colate marziane.
7) Individuazione di luoghi o "puestos" atti a creare capisaldi di appoggio turistico all'interno del territorio, eventualmente dotati di strutture ricettive per il soggiorno dei visitatori.
8) Attività educative in campo vulcanologico e geologico a favore dei guardiani delle aree naturali protette ivi esistenti.
9) Indagine socio-economica per un adeguato disegno del progetto in consonanza con l' esigenza di un concreto ritorno di benefici ambientalmente sostenibili . Tale ambito comprenderà le azioni rivolte al coinvolgimento delle Autorità e della Comunità ai fini della migliore integrazione del progetto stesso nella realtà locale.
Spedizione in Libia
Sempre nel 2006 l’Associazione ha realizzato una spedizione in Libia, promossa e organizzata dal biologo Dr.Giuseppe Rivalta dell’Associazione Desio, con lo scopo di rivisitare il deserto esplorato da Ardito Desio nel 1931.
Tra i suoi più avventurosi viaggi nel Sahara, quello effettuato da Ardito Desio nel 1931 è stato senz’altro il più complesso e difficile, per la lunghezza del percorso (circa 3000 km), per la durata : 104 giorni tra Luglio ed Ottobre, e per la estrema scarsità di punti d’acqua . Più di tre mesi trascorsi a dorso di dromedario e a piedi (alla media di 40-50 km al giorno) hanno permesso al Prof. Desio di raccogliere una grande mole di dati geologici, naturalistici ed etnologici che sarebbero poi confluiti nelle sale del suo primo museo creato a Tripoli e raccolti in numerosi libretti di campagna ancora oggi una fonte inesauribile di informazioni scientifiche.
Le condizioni climatiche di questa regione della Cirenaica furono, come del resto oggi, molto dure per le elevate temperature e per le violente tempeste di sabbia sollevate da venti fortissimi.
Noi, per ragioni tecnico-organizzative, abbiamo effettuato il percorso della “Grande Carovana” in senso contrario e via via abbiamo potuto ritrovare buona parte dei luoghi (non nominati sulle carte attuali) da lui citati . A 75 anni di distanza nelle zone desertiche quasi nulla è cambiato, mentre nei villaggi, oggi spesso divenute cittadine (Tazerbu, Cufra, Ajdabiya ecc.), si notano i segni di un mondo che sta rapidamente cambiando. Difficile è stato in questi luoghi ritrovare le vestigia di un passato anche antico, e solo grazie alla caparbietà delle nostre guide (Kaled Elharari, Saleh Abuaisha .) siamo riusciti a documentare ancora le vecchie case Tebu, le sepolture con mummie, le antiche moschee o gli stagni sulfurei ecc. Un ringraziamento va anche all’autista dell’Agenzia Tanhotours Saleh Mohammed e a Omar Fathi poliziotto; una squadra unica tra noi e loro che ha attraversato il profondo Sud libico percorrendo oltre 7000 km di cui 3000 km di piste. La visita del Massiccio dell’Aweynat al confine col Sudan è stato emozionante.
Abbiamo contattato la Direzione del Museo di Tripoli, l’Ufficio Cultura dell’Ambasciata d’Italia con promettenti risultati per il futuro, con lo scopo anche di ricostituire il Museo di Storia Naturale creato da Ardito Desio a Tripoli nel 1936.
La riedizione del libro “Le vie della sete” scritto da A. Desio ( Ed. Polaris) e la realizzazione di una nuova mostra dedicata alle esplorazioni del Sahara di Ardito Desio dovrebbe servire a farlo conoscere ancora meglio e andare oltre il K2.
Alla spedizione hanno partecipato, oltre a Mariela Desio, anche biologi e geologi di Bologna e Ancona.
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DIVULGAZIONE E COLLABORAZIONI SCIENTIFICHE
Museo di Storia Naturale della Comunità Montana Peligna – zona F (CMP)
Prosecuzione della gestione del Museo di Storia Naturale della Comunità Montana Peligna – zona F (CMP) e della gestione del Programma di educazione ambientale alle scuole (elementari, medie e superiori) presso le strutture del Museo stesso.
Pubblicazione libri
Il 9 novembre, presso il Palazzo Fontana di Trevi, con la collaborazione dell’Istituto Nazionale per la Grafica, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è stata realizzata la presentazione di tre volumi di Ardito Desio, Sulle vie delle Sete, dei Ghiacci e dell’Oro edizioni Mursia, Le vie della sete edizioni Polaris, Il Sahara Italiano il Tibesti Nord Orientale casa editrice Università La Sapienza. I proventi ricavati dalla vendita dei suddetti libri andranno all’Associazione.
All’iniziativa, introdotta da Francesco Pisenti e da Serenita Papaldo(Direttore dell’Istituto Nazionale per la Grafica), sono intervenuti i professori Maria Bianca Cita Sironi e Giorgio Pasquarè del Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio”dell’Università degli Studi di Milano, i professori Alberto Prestininzi del Centro di Ricerca CERI dell’Università di Roma La Sapienza, Matteo Pizzigallo del Dipartimento di Scienze dello Stato dell’Università di Napoli “Federico II” e Piero Manetti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’ Università di Firenze.
Il 14 dicembre, presso la Biblioteca Civica di Monza, con la collaborazione del CAI, Sezione di Monza, sono stati presentati nuovamente gli ultimi tre volumi di Ardito Desio, Sulle vie delle Sete, dei Ghiacci e dell’Oro edizioni Mursia, Le vie della sete edizioni Polaris, Il Sahara Italiano il Tibesti Nord Orientale casa editrice Università La Sapienza. Sono intervenuti i professori Maria Bianca Cita Sironi e il Prof. Claudio Smiraglia, del Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio” dell’Università degli Studi di Milano, il Prof. Giorgio Vassena dell’Università degli Studi di Brescia, Presidente del Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano. La serata è stata introdotta dal Dott. Piero Carlesi.
PROGRAMMI FUTURI
• prosecuzione della gestione e della digitalizzazione dell’Archivio Desio
• prosecuzione della ricerca scientifica in Argentina
• prosecuzione della gestione del Museo di Storia Naturale della Comunità Montana Peligna – zona F (CMP) e della gestione del Programma di educazione ambientale alle scuole (elementari, medie e superiori) presso le strutture del Museo stesso
• sono in corso contatti con amministrazioni comunali ed Enti per creare nuovi Desio-Lab dedicati alla Geografia ed alla tutela dell’ambiente con un indirizzo didattico particolarmente rivolto alle scuole.
• sono in corso contatti con diversi Enti, pubblici e privati, per la realizzazione di nuove mostre sulla vita e l’operato di Ardito Desio.
Auspico che ognuno di Voi si senta coinvolto e dia un contributo al prosieguo di queste attività sia con il vostro contributo fisico e morale, sia ridandoci la fiducia con l’iscrizione per l’anno prossimo (l’importo è di Euro 25,00 da versare sul c/c 36872737 intestato a: Associazione Ardito Desio – via dei Foraggi, 86 – 00186 Roma).
Colgo l’occasione per inviare a tutti voi i miei più cordiali auguri di Buon Natale e Buon Anno 2007.
Maria Emanuela Desio
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