Ardito Desio - Introduzione
Mettendo a volte a repentaglio la sua stessa vita,
Desio ha sempre affrontato con estrema disinvoltura
i disagi, spesso notevoli, legati ad ambienti estremi
ed ostili, dal caldo torrido del deserto sahariano al
gelo del Karakorum e dell'Antartide, spinto dalla sua
sete di conoscenza e sostenuto da un inguaribile ottimismo
nei confronti della vita.
Il nero non ø un colore che fa per me¸
scriveva in proposito nell'ottobre del 1927 mentre attendeva
fiducioso che si realizzasse, come poi avvenne due anni
dopo, una spedizione che aveva particolarmente a cuore.
E' evidente, infatti, nei suoi scritti e nelle sue
lettere, cosú come nelle interviste radiofoniche o televisive,
che le inevitabili difficoltà· e i problemi incontrati
nel lungo cammino della sua vita hanno rappresentato
più che degli ostacoli, degli elementi accessori in
grado di rendere ogni volta più entusiasmante la vittoria
finale.
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Un uomo felice
"Questa vita girovaga mezzo alpinistica e mezzo
marinara esercita su di me un'attrazione grandissima.
Mi pare che se per tutta la mia vita dovessi girare
il mondo studiando e lavorando anche a costo delle più
gravi privazioni e dei più aspri sacrifici sarei l'uomo
felice. Ho grande fede nell'avvenire e nelle mie forze
e l'entusiasmo per i nostri studi certo non mi manca:
vivere non est necesse, navigare est necesse!".
(da una lettera di Ardito Desio a Giotto Dainelli).-Simi,
4 XII 1922
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