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AGGIORNAMENTI   
 
Comunicato Stampa
 
05-02-2010:
Comunicato Stampa
 
19-11-2009:
(articoli Guido Chiesura su Darwin)
 

 

RELAZIONE CONCLUSIVA

 

RELAZIONE CONCLUSIVA DEL PROGETTO “ REVISIONE ED INTERPRETAZIONE DELLE INDAGINI GEOLOGICHE COMPIUTE

DA CHARLES DARWIN A SANTIAGO DI CAPO VERDE”

continua -->

 

DATE  IL  5  PER  MILLE

Carissimi Soci e Amici,

Anche quest’anno la Legge Finanziaria prevede la possibilità per il contribuente di destinare il 5 per mille delle tasse IRPEF agli enti della ricerca scientificia e dell’università.

Al riguardo si informa che l’Associazione Ardito Desio è iscritta nell’elenco dei beneficiari del 2010.

Basta indicare che il finanziamento va alla Ricerca Scientifica e il numero di Codice Fiscale dell’Associazione Ardito Desio :

97273660585

Contiamo sul vostro aiuto!

Maria Emanuela Desio

dal 13 al 28 Marzo - REDISCOVERING THE AMERICAS

 

 

 

 

Martedì  16 Marzo 2010

 

 

Martedì  09 Marzo 2010

 

COMUNICATO STAMPA

 

"Costa meridionale dell'isola di Santiago, a est del porto di Praja. Banco di biocalcarenite incluso tra colate sottomarine di lava basaltica, con pillows nella parte superiore. Queste sono a loro volta sovrastate in concordanza da lave subaeree con cenni di struttura colonnare."

 

 

Il 29 Febbraio u.s. è stato presentato all’Università di Pisa un lavoro contenente i principali risultati di un lavoro di ricerca geologica per il suo inserimento in un volume speciale della rivista Acta Vulcanologica, in occasione del primo anniversario della scomparsa del Prof. Fabrizio

 

 

Continua  ---->

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

"Costa meridionale dell'isola di Santiago, a est del porto di Praja. Banco di biocalcarenite incluso tra colate sottomarine di lava basaltica, con pillows nella parte superiore. Queste sono a loro volta sovrastate in concordanza da lave subaeree con cenni di struttura colonnare."Sabato 13 febbraio, alle ore 16,30, si terrà nella Sala Conferenze del Palazzo Corgna di Città della Pieve (PG) una conferenza del dott. geologo Guido Chiesura sul tema “Charles Darwin, geologo”. Ampio rilievo verrà dato alla spedizione a Santiago di Capoverde (prima tappa del viaggio del Beagle) che la nostra Associazione ha patrocinato e che si è conclusa l’8 dicembre dello scorso anno. La direzione scientifica della spedizione era affidata al Prof. Giorgio Pasquarè; vi hanno partecipato, oltre al dott. Chiesura, i geologi Ilaria Vinassa de Regny e Federico Pezzotta del Mueso di Storia Naturale di Milano e il dott. Aldo Battaglia della ditta Soil d.

 

DICEMBRE  2009   -   GENNAIO  2010

 

Carissimi Soci,

 

siamo arrivati all’ottavo anno del nostro sodalizio, creato per mantenere vivo il ricordo ed il lavoro svolto da Ardito Desio. Il 2009, economicamente sempre più magro degli altri anni, è stato comunque un anno  di belle ed interessanti iniziative che hanno portato a soddisfacenti risultati che vi riassumo qui di seguito.

 

ARCHIVIO

Utilizzando i residui fondi risparmiati negli anni precedenti, l’Associazione ha continuato la sistematica archiviazione informatica dei documenti, delle pubblicazioni, delle relazioni tecniche, delle fotografie (negativi e positive), delle diapositive, dei filmati appartenuti al prof. Desio. E’ vero, sono ripetitiva, ma è un lavoro lunghissimo. Inoltre la scarsità delle risorse non permette grande collaborazione esterna. Con qualche contributo volontario elargitoci da alcuni soci, abbiamo potuto continuare a lavorare, anche se limitatamente. Infine con il contributo della Soprintendenza Archivistica per il Lazio abbiamo potuto provvedere alla scansione delle lastre e a un data-base. Siamo giunti quasi al termine di questo progetto.

 

RICERCA SCIENTIFICA

 

Argentina

Purtroppo questo progetto si è fermato a causa di mancanza di fondi.

 

Ricerca su Darwin

La ricerca scientifica a Capoverde (precisamente nell’isola di Santiago prima tappa di Darwin e luogo della sua prima esperienza geologica) promossa e inizialmente finanziata in parte dalla nostra Associazione con la collaborazione e il patrocinio del Museo di Storia Naturale di Milano al fine di riesaminare in dettaglio i motivi geologici e vulcanologici osservati da Darwin nonché le relative interpretazioni da lui compiute prosegue con successo.  Alcuni risultati sono già stati pubblicati anche su quotidiani e riviste e diverse  conferenze sono state tenute dai soci Prof. Giorgio Pasquarè, responsabile del progetto, e dal Dott. Guido Chiesura, studioso di Darwin.

 

Il progetto è stato finanziato dal seguenti  sponsors: Soil S.p.A., San Pellegrino, INGV, Comune di Milano che ne ha dato anche il patrocinio.

 

 

Libia

Il Centro Studi Libici è divenuto nel corso del 2009 anche Archivio Nazionale Libico. Il suo Presidente Mohamed Jerary è venuto a Roma a visitare l’Archivio Ardito Desio e ha espresso grande interesse e richiesto di  avere copia di tutto l’archivio Desio relativo alla Libia. Sono in corso trattative per un eventuale accordo.

La sottoscritta, nel corso di una sua visita a Tripoli, ha preso contatti al fine di ripristinare il Museo di Storia Naturale libico fondato da Ardito Desio nel 1936 e chiuso negli anni ottanta per mancanza di fondi e personale.

 

Spedizione Scientifica “Rediscovering The Americas”  (2008-2009)

Partita nel gennaio 2008 la spedizione, dopo aver attraversato in camper  tutto il continente americano dalla Terra del Fuoco all’Alaska, è rientrata in Italia nel luglio 2009. Nel corso di questo anno e mezzo ci sono stati numerosi  incontri con le comunità degli emigranti emiliano-romagnole, liguri e friulane, soste in varie città con mostre itineranti dedicate ad  Ardito Desio, visita ai più significativi siti di interesse paleontologico (dinosauri) ed archeologico.

Sono state tenute diverse conferenze, mostre, video, pubblicazioni da parte del Dott. Giuseppe Rivalta

per comunicare i risultati della spedizione transamericana .

 

DIVULGAZIONE E COLLABORAZIONI SCIENTIFICHE

 

Calendario

Nel 2009 è stato realizzato un calendario da parte della nostra socia fondatrice Silvia Rossi con bellissime  vecchie fotografie di Ardito Desio scattate durante la spedizione al K2 del 1929 che è stato distribuito ai soci.

Nel 2010 uscirà un calendario con foto scattate in Afghanistan (tra cui i Budda di Bamian) nel corso di varie spedizioni di Ardito Desio, che verrà distribuito ai soci.

 

Mostre e Conferenze

·       Settembre 2009 – Rimini Fiera di Rimini – Mondo Natura: mostra antologica sulla spedizione “Rediscovering The Americas  (2008-2009)”. Nell’occasione è stata presentata anche una mostra sulla vita di Ardito Desio .

·       Novembre 2009 Milano – Istituto Lombardo di Scienze e Lettere – Conferenza del Prof. Giorgio Pasquarè dal titolo “Sulle orme di Darwin a Santiago di Capoverde”

·       Chieti, presso l’Auditorium del Rettorato Nuovo, conferenza del Dr. Geol. G. Chiesura, dal titolo "Darwin Geologo",

 

PROGRAMMI  FUTURI

·       prosecuzione della gestione e della digitalizzazione dell’Archivio Desio

·       sono in corso contatti con diversi Enti, pubblici e privati, per la realizzazione di nuove mostre sulla vita e l’operato di Ardito Desio.

·       Prosecuzione della ricerca scientifica storica e vulcanologia su Darwin nell’isola di Santiago di Capoverde.

·       Collaborazione con il Museo di Tripoli e altri enti libici per il ripristino del Museo di Storia Naturale fondato da Ardito Desio nel 1936 il cui materiale era stato raccolto in casse negli anni ’80 presso il Castello di Tripoli.

·       Documentario sulla vita di Ardito Desio in collaborazione con una società  friulana di Palmanova

 

Auspico che ognuno di Voi si senta coinvolto e dia un contributo al prosieguo di queste attività sia con il vostro contributo fisico e morale, sia ridandoci la fiducia con l’iscrizione per l’anno prossimo (l’importo è sempre di Euro 25,00 da versare sul c/c 36872737 intestato a: Associazione Ardito Desio – via dei  Foraggi, 86 – 00186 Roma).

 

Per chi desiderasse effettuare il versamento attraverso la propria banca il Codice IBAN è il seguente: IT12W0760103200000036872737

 

Spero di farvi cosa gradita inviandovi il calendario 2010 realizzato con fotografie tratte dall’Archivio Desio su spedizioni di Ardito Desio in Afghanistan.

 

Colgo l’occasione per inviare a tutti voi i miei più cordiali auguri di Buon Natale e Buon Anno 2010.

 

Maria Emanuela Desio

 

EVOLUZIONE GEOLOGICA DELL’AREA VISITATA DA CHARLES DARWIN A CAPOVERDE

 

(Prof. Giorgio Pasquare)

Milano, 12 Dicembre 2009

 

L’arcipelago di Capo Verde è situato nell’Oceano Atlantico ad una distanza tra 600 ed 800 Km dalla costa del Senegal e rappresenta i prodotti vulcanici emergenti di un hot-spot di età cenozoica e collocati al disopra del Capo Verde Rise, un vasto rialzo della crosta oceanica giurassico-cretacea.

 

L’isola di Santiago, visitata nel 1832 da Charles Darwin come prima tappa del viaggio del “Beagle”, appartiene al settore meridionale dell’arcipelago e presenta una superficie di circa 1.000 Km2.

            Secondo Serralheiro e collaboratori, in un lavoro pubblicato nel 1976, l’isola possiede un substrato di età pre-Miocene medio composto prevalentemente da basaniti, limburgiti e ankaratriti messesi in posto in ambiente sottomarino e attraversate da fitti sistemi di dicchi di composizione analoga nonché trachitici e fonolitici.  Su questo substrato, sempre secondo tali Autori,  poggiano lave di composizione analoga riuniti in differenti unità stratigrafiche di età compresa tra il Miocene medio ed il Pleistocene inferiore. Queste unità sarebbero costituite da colate laviche di ambiente subaereo con facies sottomarine in posizione periferica e la maggiore di esse, la Formazione del Pico de Antonia, coprirebbe la maggior parte del territorio di Santiago. In realtà sotto questa denominazione si nasconde un numero tuttora imprecisato di centri vulcanici di cui il Pico de Antonia rappresenta il maggiore di essi e lungo il suo fianco meridionale si sono per l’appunto svolte le indagini geologiche di Darwin.

 

Diciamo subito che Darwin operò prevalentemente nei dintorni della città di Praia ma, scorgendo da lungi le alte e frastagliate cime del Pico, le considerò come la zona di provenienza delle grandi

colate basaltiche che occupavano gran parte delle falesie costiere intorno alla città. Per poter vedere più da vicino questo scenario egli si spinse oltre il villaggio di Santo Domingo dove osservò l’enorme depressione che si estende al piede orientale del Pico assimilandola ad un cratere di sollevamento con relativa caldera secondo il modello allora in voga e teorizzato dal barone Von Buch, che egli ebbe l’ardire di modificare sostenendo che la caldera sarebbe in realtà la depressione centrale (mai sollevatasi) di un sollevamento di forma annulare.

 

Durante la nostra missione abbiamo potuto constatare che la depressione corrisponde in realtà al collasso di settore di un grande vulcano composito comprendente anche le cime più alte del Pico de Antonia. Questo vulcano ha prodotto in una fase iniziale un grande scudo lavico basaltico su cui è cresciuto uno strato-cono i cui resti presentano alternanze di colate laviche e di depositi piroclastici di caduta, composti da ceneri molto ricche di litici e povere di materiali juvenili, probabilmente dovute a potenti eruzioni vulcaniane. A queste ultime possiamo probabilmente associare il collasso di settore che ha sventrato lo strato-cono portando a valle un volume di almeno 5 Km3 di materiali vulcanici. Al piede della superficie semicircolare di distacco i prodotti del collasso formano oggi un insieme disordinato di rilievi collinari costituiti da accumuli fortemente ricompattati di blocchi spigolosi nel settore prossimale  e passanti a lahars molto eterogenei e colate fangose in posizione distale.

 

Ritornando alle zone meglio studiate da Darwin diciamo subito che le grandi superfici terrazzate da lui riconosciute al momento del primo contatto con l’isola corrispondono sia ad importanti fasi di erosione areale scolpite nel corpo del complesso basale durante il suo sollevamento dalle acque dell’oceano sia alla superficie piana di estesissime e fluide colate basaltiche discese dal Pico de Antonia durante la costruzione del suo scudo lavico.

 

Le superfici erosive mancano di qualsiasi tipo di deposito sedimentario ad eccezione di limitati cordoni alluvionali depositati localmente su di esse dopo che un meccanismo erosivo imprecisabile le aveva formate.

 

La più antica delle paleosuperfici erosive si è conservata ad una quota media di circa 150 metri grazie alla presenza di un sovrastante potente piastrone basaltico legato ad una fase eruttiva precoce dello scudo lavico del Pico de Antonia. La discesa in mare di queste grandi colate

basaltiche è responsabile del potente accumulo di brecce laviche a pillow mescolate a ialoclastiti che si eleva nei pressi della Città Vecchia di Praia fino ad una quota di 50 s.l.m. L’assetto tessiturale e morfologico di questo deposito permette di interpretarlo come un grande delta lavico, analogo a quelli più recenti e più estesi che descriveremo meglio di seguito.

 

Per giungere ad essi dobbiamo prima considerare che una grande fase erosiva smembrò il precedente piastrone lavico trasformandolo in un gruppo di colline tronco-coniche su cui si soffermò lungamente l’attenzione di Darwin. Il livello di questo nuovo spianamento erosivo possiede una quota di circa 50 metri inferiore a quella dello spianamento precedente e sulla sua superficie si estesero vastissimi campi lavici basaltici derivanti da una rinnovata attività dello scudo del Pico de Antonia, in parte alimentati da un grande allineamento di coni piroclastici scoriacei di direzione E-W nella porzione superiore dello scudo. Si costruì cosi un estesissimo piastrone lavico che iniziò leggermente inclinato con un gran numero di colate tabulari colonnari sovrapposte e giunse, ridotto in spessore e suborizzontale, fino all’attuale falesia costiera.  Quivi si nota che il contatto tra le colate subaeree e l’antica linea di costa, seguiva più o meno fedelmente il perimetro attuale dell’isola ma ad una quota maggiore. La discesa in mare di queste antiche colate si manifestò attraverso una successione di brecce laviche sottomarine con tasche ialoclastitiche a pillow sparsi che rappresentavano delta lavici sorprendentemente simili a delta-conoidi di “tipo Gilbert”. La progradazione di questi delta lavici si manifestò con la costruzione di terrazze di accumulo lavico sottomarino costituito da foreset inclinati verso il mare di 20-30° ed il cui topset era rappresentato da bancate laviche subaeree, raffreddatesi immediatamente al disopra del livello di marea.

 

Ad est della moderna città di Praia, al piede di questi delta lavici ed in posizione di bottomset, troviamo il banco fossilifero calcarenitico di Darwin ampiamente citato nel precedente intervento, appoggiato direttamente sul complesso basale.

 

Per quanto riguarda la mobilità verticale dell’isola, su cui maggiormente si appuntò l’interesse di Darwin, possiamo oggi affermare che le maggiori evidenze sono rappresentate da importanti cambiamenti eustatici con formazione dei delta lavici e dei depositi di spiaggia durante i

 periodi di stazionamento alto del mare e con più rari esempi di colate laviche messesi in posto in area costiera ma in ambiente subaereo durante periodi di stazionamento basso, colate oggi semisommerse dalle acque dell’oceano.

 

Ai periodi di stazionamento basso si accompagnò anche la sovraescavazione delle ampie e profonde vallate a fondo piatto  che, nei periodi di stazionamento alto divennero sovralluvionate e solcate da meandri mentre i loro tratti terminali si trasformarono in larghi estuari, oggi disseccati e separati dal mare da amplissime baie sabbiose.

Negli anni ‘2000 un rinnovato interesse verso l’hot spot di Capo Verde ha prodotto diversi lavori che in parte hanno colmato la limitata bibliografia geologica preesistente. Tra essi citiamo un lavoro di Holm et al. (2008) in cui vengono presentate numerose datazioni radiometriche sull’isola di Santiago che propongono un marcato ringiovanimento delle età proposte da Serralheiro nonchè sostanziali modifiche nel quadro geologico proposto dallo stesso Autore. Tale lavoro è stato peraltro eseguito in seguito ad un campionamento basato sulla carta geologica allegata al lavoro di Serralheiro, riportata con grande evidenza e senza alcuna modifica malgrado le pesanti critiche mosse anche alla validità della carta stessa.

 

Un altro lavoro di Barker et al. (2009), a cui hanno partecipato anche Autori del lavoro precedente, sostiene inoltre che le lave sottomarine della Formazione Flamengos, ascritte da Sarralheiro al Miocene medio, avrebbero un’età di 3-5 Ma e costituirebbero la formazione geologica più diffusa di Santiago, affermazione non comprovata da reali osservazioni di terreno.

 

La nuova evoluzione temporale proposta dai lavori suddetti prevede che l’attività vulcanica subaerea sia pressochè interamente confinata al Pliocene superiore ed al Pleistocene.

 

Tutto ciò comporta grosse difficoltà nella comprensione dei meccanismi geomorfici che, in tale limitato intervallo cronologico, hanno prodotto l’asportazione erosiva di parte preponderante dei grandi vulcani subaerei dell’isola facendo loro perdere qualsiasi traccia delle loro originarie forme e trasformando un paesaggio vulcanico in un paesaggio alpestre. Per certo invece possiamo arguire che tale ipotesi avrebbe alimentato le tendenze catastrofiste che il giovane Darwin  possedeva quando approdò a Santiago di Capoverde.

 

 

DARWIN GEOLOGO - Organizzata da Guido Chiesura e Johannes Pignatti

Venerdì 18 Dicembre 2009, ore 17,00

 

Conferenza Giorgio Pasquarè 19.11.09

 

Sulle orme di Darwin a Santiago di Capoverde

 Charles Darwin, al ritorno dal suo grande viaggio si considerava un geologo e così scriveva nel 1838 nel suo libro di note : “Io un geologo. Ho una vaga idea di terra coperta da oceani, di animali del passato, di una lenta forza che spezza la superficie” . E come tale egli rimase lungamente considerato nell’ambiente scientifico, perlomeno fino alla pubblicazione della sua opera sull’Origine delle Specie.

In omaggio a questa giornata di studio dedicata alle “Origini” vi racconterò quindi come le origini di una delle più grandi rivoluzioni del pensiero scientifico prese origine da un icontro pressochè fortuito di Darwin con la Geologia e come questo incontro si consolidò e cominciò a dare i suoi frutti durante la prima tappa del viaggio avvenuta nell’isola di Santiago, arcipelago di Capo Verde.    Continua ---> 

Bologna - Centenario del Diplodoco

 

CELEBRAZIONE DEL CENTENARIO DEL DIPLODOCUS,

Museo Geologico Giovanni Capellini, Bologna, 27 Settembre 2009 (saluto di G.B. Vai)

 

Benvenuti alla celebrazione del Centenario del Diplodocus carnegiei donato a Bologna dal magnate Andrew Carnegie e installato nel 1909.

 

E’ inevitabile rimarcare il fatto che, nello stesso anno 1909 in cui Marinetti lanciava il manifesto iconoclastico del Futurismo, la stessa Bologna coerentemente con la sua lunga tradizione, consolidava la sua visibilità internazionale fiera che uno dei suoi musei universitari fosse assurto alla dignità di ricevere come riconoscimento un dono così gigantesco e significativo. Di riflesso la città si segnala oggi con questa celebrazione anche come città darwiniana nell’anno bicentenario.

 

I visitatori avranno notato che il Museo presenta una galleria di gessi, tondi e bronzi di illustri geologi e naturalisti che hanno avuto rapporti con il Museo, con il suo moderno fondatore Capellini, e con i suoi direttori prima e dopo Capellini.

 

Ho ritenuto giusto prendere questa occasione per estendere la galleria aggiungendo due nuovi personaggi, Michele Gortani e Raimondo Selli, che hanno ben meritato del Museo per molti decenni del secolo scorso.

 

Gortani, eroe della Grande Guerra, è stato membro popolare del parlamento italiano prima e dopo il ventennio fascista. Era uno dei maggiori paleontologi degli invertebrati del Paleozoico del suo tempo, e è noto nel mondo come il primo ad aver fatto una carta geologica della Dankalia nella depressione dell’Afar e in altre aree del sistema di fosse est africane negli anni 1930. Ha diretto il Museo per trent’anni arricchendolo di collezioni fra cui quella preziosa  dello Zululand in Sudafrica.

 

Selli agli inizi degli anni 1960 è riuscito a costruire il secondo moderno istituto dell’Università di Bologna dopo la Seconda Guerra Mondiale. E’ stato il primo geologo dell’Europa continentale a fondare, non a caso a Bologna patria di Marsili, un’Istituto di Geologia Marina nel 1968, molto tempo prima della costituzione dei centri marini di Brest e Villefranche in Francia e di Kiel in Germania. Selli è unanimemente ritenuto il maggior geologo italiano del secondo Novecento e le sue opere sono comunemente citate anche oggi dalla letteratura internazionale. Ha arricchito il Museo di collezioni famose fra cui quella del Mar Rosso e si è occupato del primo riordino delle collezioni del Museo dopo i danni della Seconda Guerra Mondiale.

 

Sia Gortani che Selli hanno rinnovato l’eccellenza dell’antica scuola geologica di Bologna nel mondo e hanno ben meritato di essere associati alla schiera eletta dei grandi geologi ritratti nel Museo. Il bassorilievo di Gortani è stato fatto da da Sara Dalla Valle; il busto di  Selli è opera dello scultore Mauro Mazzali direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

 

Ora qualche cenno sul Diplodocus.

Per capire bene quali sono state le ragioni storiche e culturali per cui una delle famose otto repliche del Diplodocus carnegiei è stata fin dall’inizio destinata all’Italia e a Bologna in particolare, dovrei rimandare a libri e articoli recenti sulla storia della geologia che sono disponibili anche presso il Museo.

 

Per darne un’idea in poche parole cercherò di rispondere a due domande chiave.

 

Perché in Italia?

 

Sette delle otto repliche sono state donate alla Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia, Austria, Russia e Spagna. Sono le nazioni in cui la geologia e la paleontologia sono nate, con l’Italia che è riconosciuta come la vera culla della geologia con Leonardo e Aldrovandi.

 

Perché a Bologna?  (e non a Roma, Torino, Milano, Firenze, Napoli, Pisa, Padova, Pavia, Palermo o Catania, città che vantano tutte buoni titoli nella storia della geologia)

 

Sono molte le ragioni che hanno favorito Bologna:

(1)    Bologna aveva e reclamava con fondamento di avere la più antica università del mondo occidentale (la celebrazione dell’Ottavo Centenario della fondazione nel 1888  fu un’idea che Capellini ebbe e realizzò)

(2)    Per quasi tre secoli (Cinquecento, Seicento, Settecento) Bologna è stata il principale centro di sviluppo della scienza nel mondo (da Aldrovandi all’Istituto delle Scienze) e della geologia in particolare (Aldrovandi, Marsili, Beccari, Monti)

(3)    Bologna aveva ospitato il V Congresso Internazionale  di Archeologia  Preistorica diretto da Capellini nel 1871 (e la prima Esposizione fu tenuta proprio in questo edificio)

(4)    Bologna aveva ospitato con enorme successo il II Congresso Geologico Internazionale diretto sempre da Capellini nel 1881 (e la prima Esposizione fu tenuta ancora in questo stesso edificio)

(5)    Capellini era noto in tutto il mondo per avere espresso per primo l’idea di fondare un Congresso Geologico Internazionale

(6)    Capellini aveva raccolto in questo edificio una delle più grandi collezioni geologiche in Europa col fine di contribuire al progresso e al bene della società dell’Ottocento.

(7)    Capellini aveva anche salvaguardato e restaurato i resti geologici dei musei di Aldrovandi, Cospi, Marsili e Monti nella Tribuna Aldrovandi del suo Museo (Carnegie infatti donò la replica del Diplodoco al “Aldrovandi Museum”)

(8)    Il Museo costituito da Capellini era stato visitato da migliaia di geologi e scienziati di ogni parte del mondo, in particolare per gli eventi del 1871, 1881, e 1888, tutti guidati da Capellini

(9)    L’edificio che ospitava il Museo di Capellini, disponeva di una grande sala capace di esibire in modo conveniente uno scheletro lungo 26 metri e alto 4.

 

E così il Diplodocus carnegiei arrivò a Bologna.

 

Quale sarà oggi il significato pratico, scientifico, e sociale  della celebrazione?

 

Per il livello internazionale noi pensiamo (1)  di avere ripristinato la consapevolezza che l’Italia è stata la culla della geologia, come era nozione comune alla fine dell’Ottocento; (2) di fornire ai maggiori specialisti del mondo l’occasione di vedere riuniti per la prima volta nella nostra Mostra i pochi e ancora poco studiati dinosauri italiani e i vertebrati che li accompagnano; (3) di offrire con la Conferenza Internazionale la sede per discutere il ruolo cruciale che barriere fisiche e ponti continentali possono aver svolto in un’area come il Mediterraneo e i mari che l’hanno preceduto (Mesogea e Tetide) per impedire o favorire le migrazioni e la diffusione dei dinosauri, degli altri vertebrati terrestri e delle piante di cui si cibavano fra i vari continenti del passato e quelli di oggi.

 

  Per i livelli nazionale e locale noi abbiamo l’ambizione (1) di stimolare la consapevolezza del lungo primato dell’Italia in geologia e del suo immenso patrimonio al riguardo; (2) di far vedere e comprendere ai visitatori locali della Mostra che la penisola italiana è una terra assai giovane e instabile, prona ad ogni rischio geologico (terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni, instabilità costiera); e che questo richiede una educazione permanente delle popolazioni e un addestramento per prevenire, sfuggire, o ridurre al minimo i rischi. Come lo era ai tempi di Capellini, anche oggi il museo geologico è uno strumento potente di educazione non solo per sfruttare le risorse naturali, ma anche per rendere più consapevole la moderna società dell’importanza di proteggersi dai rischi naturali e di sfruttare le sue risorse culturali.

 

CIRO VIENE A BOLOGNA IN CARNE E OSSA

 

L’originale del primo dinosauro italiano alla Mostra del Museo Capellini

Il Corriere della Sera dell’8 Giugno a Napoli titolava “Il dinosauro Ciro non va a Bologna, rimane prigioniero della burocrazia”. Invece Ciro arriverà da Salerno (in realtà dovrebbe essere a Benevento), col favore di un Soprintendente illuminato e del Ministro per i Beni Culturali che nel clima includente dell’unità d’Italia hanno fatto il miracolo di dare scacco alla burocrazia.

I tremila visitatori che in una settimana dall’apertura hanno affollato la Mostra dei Dinosauri Italiani al Museo Capellini avranno così un buon motivo per tornare a vedere l’originale del più perfetto scheletro di una sorta di Velociraptor baby di cui oltre alle ossa si vedono ancora resti di tessuti molli dello stomaco, colore della carne, solo appena mineralizzati. Da un momento all’altro il mostriciattolo parrebbe pronto a riprendere i muscoli e gettarsi sulla preda. Il suo nome scientifico è Scipionyx samniticus.per essere stato ritrovato nell’antico Sannio vicino a Benevento.

Oltre mille nel fine settimana di apertura, da 100 a 200 al mattino dei giorni feriali (9-13) e più di 700 visitatori nel secondo fine settimana (10-18). Oltre la metà bambini e ragazzi che trascinano entusiasti nonni e genitori. Un successo mai riscontrato prima d’ora nei Musei Universitari di Bologna. Un successo che continuerà perché già ora le prenotazioni di scolaresche superano del doppio le visite consuete. Anche le visite al sito web del museo sono salite a 100-200 al giorno.

Le ragioni del successo sono molte. Il fascino dei dinosauri nell’immaginario collettivo non teme declino. I dinosauri  italiani sono ancora una novità (scoperti solo da vent’anni), poco sfruttata anche a livello pubblicistico e divulgativo. La stagione scelta per l’apertura era ideale. Il Museo Capellini da vari anni sta acquisendo consensi e popolarità consoni col suo inestimabile patrimonio e con la sua originalità. I pochi pezzi esposti sono di grande impatto visivo e emozionale  e praticamente sconosciuti per il grande pubblico e per la maggior parte degli addetti ai lavori.

Fatto questo non consolante, ma ancor troppo frequente in Italia, e non solo in campo geologico.

Non ultima ragione del successo è la saletta finale della Mostra. Qui sono esposte oltre 50 opere di “paleoartisti” emuli del più famoso Luis V. Rey, illustratori scientifici e mediatici della pubblicistica naturalistica sempre più diffusa. Manco a dirlo, il tema più trattato sono i dinosauri, il loro ambiente, e i loro comprimari. Una Cappella Sistina caleidoscopica in cui i bambini trovano immediata risonanza per far correre la loro fantasia … senza dimenticare nomi come Lukas Panzarini, Fabio Pastori, Davide Bonadonna, Marco Boetti, Troco, Renzo Zanetti, Loana Riboli, alcuni noti da tempo altri freschi sul mercato.

La Mostra rimane aperta fino all’11 Gennaio 2010 e anche nei giorni 27-30 Settembre 2009 in cui si celebra il Centenario del Diplodocus al Museo Capellini con una Conferenza Internazionale sui vertebrati e le loro migrazioni fra i continenti che circondano il Mediterraneo e i mari che l’hanno preceduto nel tempo geologico.

Info: www.museocapellini.org

MONDO NATURA "FIERA DI RIMINI" - dal 12 al 20 Settembre 2009

 

Il 12 Settembre alla Fiera di Rimini, si inaugura MONDO NATURA, la maggior manifestazione italiana dedicata al turismo all’aria aperta.

La manifestazione si chiuderà il 20 Settembre 2009.

 

In occasione di tale evento il Dr. Giuseppe Rivalta presenterà la mostra dedicata alla Spedizione “REDISCOVERING THE AMERICAS” effettuata sotto il nome dell’Associazione Ardito Desio.

Sarà la esposizione conclusiva di questo viaggio che ha visto due campers percorrere tutto il continente americano dall’inizio del 2008 alla fine di Luglio 2009.

Attraversati 15 Stati, percorsi 66.000 km, consumati 8.000 litri di gasolio in 330 giorni.

I 70 posters della Mostra racconteranno i vari momenti del viaggio.

Questo vuole essere ancora una volta un piccolo contributo alla Geografia, una materia che oggi purtroppo non desta grandi interessi e curiosità in questo mondo culturale che si definisce “globalizzato”.

 

Per ulteriori informazioni visitare il sito : www.mondonatura.it

 

MOSTRA "I DINOSAURI ITALIANI" - dal 5 settembre 2009 al 11 Gennaio 2010

 

Il Museo Giovanni Capellini (Dipartimento Scienze della Terra festeggia i 100 anni della copia del grande Dinosauro “Diplodocus carnegiei” che con i suoi 26  metri occupa una grande sala dell’antico edificio e che recentemente è stato riposizionato secondo le moderne teorie riguardanti la postura di questi giganti del Mesozoico.

Per tale occasione il Professore Gian Battista Vai, direttore del Museo, e il Dottore Federico Fanti, paleontologo e suo collaboratore, hanno organizzato i seguenti eventi:

 

 

Mostra”I Dinosauri Italiani” e altri vertebrati fossili.

Dal 5 Settembre 2009 al 11 gennaio 2010

 

Nota.questa mostra comprende,tra l’altro, una esposizione dal titolo “Cretaceus” Park  del Dr. Giuseppe Rivalta, riguardante la Storia dei Dinosauri dalla loro scoperta al grande sito del Deserto del Tenere’ (Niger) visitato dall’Autore.

 

Celebrazione del Centenario e Conferenza Internazionale su “Paleobiogeografia dei Vertebrati e ponti continentali attraverso Tetide,Mesogea e Mediterraneo.

Dal 27 al 30 Settembre 2009

 

Le manifestazioni si terranno presso il Dip.di Scienze della Terra e Geologiche – Ambientali (STGA) Università di Bologna

Via Zamboni 67

 

Per informazioni: http://www.museocapellini.org

e-mail :   giambattista.vai@unibo.it

 

GIUSEPPE RIVALTA and Company

 

ULTIMA TAPPA DAL MINNESOTA A NEW YORK

La Rediscovering The Americas è arrivata alla fine del percorso che, solo nell’ultima parte del Nord America, ha toccato i 19.000 chilometri.

Il 12 Luglio siamo ancora in Minnesota e questa volta …sottoterra. Infatti questo Stato è ricchissimo di grotte, non ostante le sue pianure ondulate. La Mistery Cave si apre in mezzo ad una grande foresta che nasconde piccole doline e dove scorre un discreto torrente di origine carsica.

La cavità è sub orizzontale e lunga ben 13 miglia! Si tratta di tante gallerie che si intersecano tra loro con erosioni e concrezionamenti . Nel vicino campeggio un Racoon (piccolo orsetto) ci viene a visitare in cerca di cibo. Il giorno dopo attraversiamo zone dove vivono gli Amisch, gente che rifiuta le moderne tecnologie e si spostano su nere carrozzelle. Altra visita alla Niagara Cave, nome derivato da una alta cascata che si incontra in un rombante ramo laterale di questa cavità ancora una volta sub orizzontale scavata in calcari antichissimi dell’Era Primaria, mai sconvolti da movimenti tettonici. La regione offre anche importanti testimonianze preistoriche che si trovano a picco sul Mississippi River. Si tratta di “Mounds”, ovvero di tombe a cupola appena rilevate sul terreno con forme circolari e a forma di orso, create da popolazioni antiche che vivevano lungo questa fascia che arriva in Ohio. La foresta e il letto del “Main River” rendono l’ambiente altamente suggestivo, non ostante la lunga camminata.

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La Mistery Cave e le sue concrezioniNella terra degli AmishNei meandri della Niagara Cave.jpg

 

 

 

 

 


 

DALL’ALASKA  AL MINNESOTA!

L’entrata in Alaska è stata un’emozione! Poi, pochi chilometri dopo il mitico confine, subito un incontro in un paese disabitato, con un cercatore d’oro che ci ha mostrato una piccola manciata del prezioso metallo. Lungo un torrentello vicino alla strada abbiamo tentato la sorte…con scarso successo, ma ci siamo resi conto della fatica e del tempo necessario per arrivare a risultati soddisfacenti. Dopo alcune centinaia di chilometri di monti coperti da grandi foreste, il 20 Luglio ci siamo incontrati a FAIRBANKS, con Michelle Roberts, organizzatrice della grande festa , per i 100 anni della città ed i 50 anni dello Stato dell’Alaska. La nostra conferenza sul viaggio di Felix Pedro, che scoprì qui l’oro, e su Ardito Desio, purtroppo salta perché nei giorni in cui eravamo in città c’erano molte manifestazioni dedicate al Solstizio ( qui il Sole non tramonta praticamente mai in questo mese!).Bisognava restare fermi per una settimana e ciò non era possibile.  Siamo poi passati al Parco Denali e da lì ad Anchorage, bella città che venne colpita da un forte terremoto negli anni ’60.

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Il battello a ruote di Fairbancks.jpgCANADA- il piu grande dinosauro del mondo a Drumheller-canada.jpgSui ghiacciai del Jasper National Park- Canada

 

 

 

 

 


 

II° REPORT QUARTO VIAGGIO

DA SAN FRANCISCO  ALLE TERRE DELL’ORO  DEL  CANADA E ALASKA

Dal Lago Salato, che è molto grande e solo in parte, in questa stagione, è secco, saliamo per la strada che sale al Passo Donner, nome che evoca una tragedia dell’800 quando un gruppo di pionieri qui rimase bloccato dall’inverno e che per sopravvivere alcuni di essi si dovettero cibare dei loro compagni morti di stenti! Il 28 Maggio siamo a Palo Alto in California e lì andiamo a trovare Rocco un ragazzo di Porretta Terme(Bo) che lavora qui da alcuni anni come ristoratore nel suo locale: ilTootsie’s. E’ un ottimo esempio della fantasia e capacità dei giovani italiani di lavorare all’estero.

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Mariela Desio e Ferraresi Carla sulla Dempster HighwaySi entra in ALASKA.jpgALASKAAAA!!!.jpg

 

 

 

 

 

DATE  IL  5  PER  MILLE

Carissimi Soci e Amici,

Anche quest’anno la Legge Finanziaria prevede la possibilità per il contribuente di destinare il 5 per mille delle tasse IRPEF agli enti della ricerca scientifica e dell’università.

Al riguardo si informa che l’Associazione Ardito Desio è iscritta nell’elenco dei beneficiari del 2009.

Basta indicare che il finanziamento va alla Ricerca Scientifica e il numero di Codice Fiscale dell’Associazione Ardito Desio :

97273660585

Contiamo sul vostro aiuto!

GIUSEPPE RIVALTA - DARIO BRIGNOLE

REDISCOVERING THE AMERICAS:

DA MEXICO A STATI UNITI

Il 3 Marzo 2009 entriamo in Mexico senza grandi problemi di frontiera e iniziamo a risalire il Chiapas, regione che fino ad alcuni anni fa ha creato seri problemi al governo per i problemi di autonomie delle etnie Maya della zona.

Si arriva a San Cristobal de Las Casa. La cittadina coloniale e’ molto ben conservata e con mercati tipici coloratissimi. Ci siamo poi diretti verso Palenque utilizzando una strada  che attraversa una zona montuosa con piccoli pueblos. Visitiamo le rovine della citta’ maya di Tonina’, poco battuta dal turismo e saliamo sulla grande piramide. Verso il pomeriggio siamo ad Agua Azul dove ci troviamo davanti ad una serie di cascate,non alte, ma distribuite a semicerchio per altro molto fotogeniche. La strada attraversa uno dei territori che ha visto la sanguinosa guerriglia dei zapatisti e che ora sembra aver avuto una certa autonomia.Il 6 marzo incrociamo una Range Rover di Fabio e Paola targata Venezia: incredibile l’avevamo gia’ incontrata l’anno scorso a Valdes!!Il mondo e’ davvero piccolo. Arriviamo a Palenque e visitiamo il sito che resta sempre un capolavoro di architettura Maya. Dalla foresta echeggiano i versi potenti delle scimmie urlatrici che incontriamo in un giro tra le rovine ancora da sradicare dalla selva. Due giorni dopo siamo a Bonampak altra citta’ maya famosa per un tempio ancora affrescato che fu dedicato ad un re che condusse una guerra contro una vicina tribu’. Il 9 visitiamo il sito olmeco di La Venta famoso per le grandi teste scolpite nel basalto dai caratteri negroidi. Incontriamo una coppia di italiani (famiglia Parietti) che hanno impiantato una grande azienda agricola a Emiliano Zapata. Bellissima poi la antica Puebla e poi puntiamo su Teotihuacan in pieno altopiano del Mexico. La citta’ con le Piramidi del Sole e della Luna resta sempre una testimonianza impressionante di una cultura affascinante che governo’ per alcuni secoli l’altopiano. Il giorno dopo, con un autobus, scendiamo a Città del Mexico dove nel Museo di Storia Naturale incontriamo una delle copie del Diplodocus carnegiei analogo a quello del Museo Capellini di Bologna e a quello visto a La Plata (Argentina).

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Ambiente deserticoBalena a ProraGolfi della Baja California

 

 

 

 

 

Confine Americano con gli Usa

Pitture RupestriTipico stile coloniale a S. Ignacio

 

 

 

 

 

SPEDIZIONE SANTIAGO (CAPOVERDE) - Sulle orme di Darwin

 

LETTERA DI CAPODANNO - DICEMBRE 2008 / GENNAIO 2009

Carissimi Soci,

siamo arrivati al settimo anno del nostro sodalizio, creato per mantenere vivo il ricordo ed il lavoro svolto da Ardito Desio. Ritengo che il 2008, anche se  più magro degli altri anni poiché il MIUR ci ha tagliato completamente il piccolo contributo che ci erogava ogni anno, è stato comunque un anno  di belle ed interessanti iniziative che hanno portato a soddisfacenti risultati che vi riassumo qui di seguito.

In sintesi il viaggio  e’ talmente ricco di spunti e di sensazioni  che ne rendono difficile in poche righe la descrizione.  CONTINUA -->

DAL NOTIZIARIO DELL'ASSOCIAZIONE GIOVANE MONTAGNA

 

6 Maggio 2008 – ore 20,30

 

L’Associazione Giovane Montagna propone la conferenza di Maria Emanuela Desio

 

MIO PADRE ARDITO DESIO

 

che si svolgerà a Roma presso la sede dell’Associazione

(c/o Casa Mater Mundi – via Lorenzo Rocci 64)

 

Si potrebbe dire che il suo destino era già tutto scritto in quel nome: il coraggioso. L’Ufficiale degli Alpini, professore e fondatore dell’Istituto di Geologia. Autore di oltre 400 pubblicazioni, testi che illustrano le ricerche svolte in Italia, in Asia, in Africa, affiancò a quella accademica, la carriera di esploratore, alpinista, cartografo ed organizzatore di spedizioni. La più conosciuta rimane quella del 1954, che portò alla conquista del K2. Nel 1987 progettò una spedizione con lo scopo di ottenere misure più precise dell’altitudine della vetta dell’Everest.

Di questa vita così ricca e avventurosa, e di questa forte personalità ci parlerà la figlia, Maria Emanuela Desio, attingendo dalla vasta documentazione originale lasciata dal padre e conservata oggi nell’Archivio Desio, in corso di inventariazione.

 

31 Ottobre 2008  -  GRANDI COLATE BASALTICHE

CONFERENZA DEL SOCIO ONORARIO PROF. GIORGIO PASQUARÈ, AL IV CONGRESSO ICES

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Malargue (Argentina) 30 ottobre 2008

 

PROBLEMI APERTI IN RELAZIONE AL MOVIMENTO ED ALLA STRUTTURA DELLE GRANDI COLATE BASALTICHE

Payunia 2004         Il magma basaltico ha dato origine alle rocce più diffuse nella crosta terrestre. Si ritiene che esso sia originato essenzialmente da processi di fusione parziale (dal 2 al 9%) delle peridotiti costituenti la parte superiore del mantello.

I materiali solidi sopravvissuti alla fusione parziale  mantengono ancora la stessa composizione mineralogica delle peridotiti mentre i magmi basaltici derivanti mostrano composizioni diverse e variabili.

Si ritiene che la produzione di differenti magmi basaltici da una stessa peridotite sia possibile solo se i componenti dei minerali silicatici della peridotite entrano nella frazione liquida in differenti proporzioni a seconda della pressione e temperatura vigenti durante il processo di fusione. 

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13 Settembre 2008 - MONDO NATURA - Fiera Rimini

REDISCOVERING THE AMERICAS

Dalla terra del Fuoco all’ Alaska

Il 13 Settembre si apre a MONDO NATURA, alla Fiera di Rimini, una mostra dedicata alla prima parte della spedizione nelle Americhe realizzata dal socio Giuseppe Rivalta. La mostra verrà chiusa il 21 Settembre.

Le aree trattate,nei sessanta posters, riguardano l’Argentina ed il Cile visitate da Gennaio a Marzo 2008 con due camper fuoristrada.

Vi saranno inoltre in visione foto e film che raccontano i 19.000 chilometri percorsi lungo le strade e piste dell’America Australe e

gli incontri e le interviste effettuate con alcune comunità italiane che vivono ad Ushuaia oltre ad una conferenza su Ardito Desio realizzata  a Buenos Aires (alla SEGEMAR) con relativa mostra.

Nel mese di Agosto, presso i locali del Quartiere Baraccano del Comune di Bologna, oltre alla presentazione di un documentario dedicato alla prima parte del viaggio, è stato presentato in anteprima un filmato del 1948 dedicato alla Spedizione Borsari che costruì un quartiere di Ushuaia grazie al lavoro di oltre 1000 persone reclutate in gran parte in  Emilia-Romagna e Friuli. Il figlio Franco Borsari ha commentato con passione quell’evento che quest’anno compie 60 anni. La Signora Marta Murotti della FILEF,associazione che si dedica ai problemi dell’emigrazione,ha anticipato la manifestazione che si terrà a Bologna in novembre  per commemorare l’evento del ’48. 

Il 23 Settembre i componenti della Spedizione Rediscovering The Americas ripartiranno per Buenos Aires dove, risaliti sui campers, si dirigeranno in cittadine dove incontreranno altri emigranti italiani e poi in Cile a Santiago da cui  inizierà la salita verso Nord, deserto di Atacama, Bolivia con il Salar de Ujuni e via via sempre in alta quota (4 – 5000 metri) fino in Ecuador a Quito dove si lasceranno i mezzi per rientrare il 20 Dicembre in Italia. Si prevedono circa 11.000 chilometri di percorrenza.

21 Agosto 2008 - IL RESTO DEL CARLINO

17 Agosto 2008 - LA REPUBBLICA

25 Giugno 2008 - LE RICERCHE SCIENTIFICHE DI ARDITO DESIO IN LIBIA

7 luglio 2008

La conferenza tenuta il 25 giugno 2008 da Maria Emanuela Desio presso il Centro Studi Libici a Tripoli si è svolta con successo, tanto che il Direttore Generale dell’Accademia di Polizia, presente, ha chiesto di ripetere la conferenza presso la sua Accademia, cosa che è stata effettuata il giorno 2 luglio, con scambio di presenti. La signora Desio ha ricevuto una bella medaglia dell’Accademia di Polizia.

In particolare l’argomento riguardante il petrolio scoperto dagli italiani negli anni ’30 ha colpito l’interesse degli ascoltatori. Anche il breve filmato girato da Ardito Desio nel 1931 ha suscitato molto interesse. Nel corso della conferenza sono state presentate una ottantina di diapositive che illustravano il testo.

La traduzione consecutiva dall’italiano all’arabo effettuata dall’amico Khaled è stata ottima e ben sincronizzata.

Qui sotto un breve riassunto della conferenza.

Dopo i ringraziamenti d’obbligo è stato brevemente  presentato il personaggio di Ardito Desio e quindi il testo ha ripercorso la storia delle ricerche scientifiche che Ardito Desio aveva eseguito in Libia a partire dal 1926, anno in cui fece il suo primo incontro con il Sahara Libico.

Nel corso delle sue ricerche egli si occupò in particolare di acqua, sali potassici (carnallite), fosfati e idrocarburi.

La prima vera scoperta del petrolio nel Sahara libico data 1938, quando nel corso delle sue ricerche di acque profonde Desio trovò nel pozzo di Mellaha n. 8 (concessione Cini) goccioline di petrolio che fecero pensare ad effettuare ricerche più mirate al petrolio.

Le ricerche di petrolio proseguirono quindi congiuntamente con le ricerche di acqua, ossia mentre venivano scavati i pozzi per la ricerca di acqua artesiane (molto abbondanti), venivano estratti campioni per lo studio del terreno mirati al ritrovamento di petrolio.

La guerra interruppe il lavoro che fu ripreso negli anni cinquanta dalle compagnie petrolifere straniere sulla base delle carte geologiche e degli studi di Desio.

Per quanto riguarda i sali potassici (carnallite) furono trovati grandi risorse, ma anche in questo caso tutto si interruppe allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Risultato negativo invece vi fu per i fosfati.

Alla fine è stata presentata l’associazione Ardito Desio con le sue attività relative all’archivio e alle ricerche scientifiche.

La conferenza è stata corredata da una mostra di fotografie d’epoca e da pannelli illustrativi della vita di Ardito Desio e della Associazione, il tutto realizzato da Silvia Rossi.

 

Poster di pubblicità della conferenzaTripoli,Centro Studi Libici, 25 giugno 2008Tripoli,Centro Studi Libici, 25 giugno 2008, pannelli dell’esposizione

 

 

 

 

 

Tripoli,Centro Studi Libici, 25 giugno 2008, foto su pannelli

Ricerche petrolifere nella Gefara Tripolina-1938

 

 

 

 

 

Rotary in trivellazione-1938

Tripoli, accademia di Polizia, 2 luglio 2008Tripoli, accademia di Polizia, 2 luglio 2008

 

 

 

 

 

Medaglia della Accademia di Polizia  consegnata alla signora Desio

Medaglia della Accademia di Polizia  consegnata alla signora Desio

 

 

 

 

 

 

DAL NOTIZIARIO DELL'ASSOCIAZIONE GIOVANE MONTAGNA

 

6 Maggio 2008 – ore 20,30

 

L’Associazione Giovane Montagna propone la conferenza di Maria Emanuela Desio

 

MIO PADRE ARDITO DESIO

 

che si svolgerà a Roma presso la sede dell’Associazione

(c/o Casa Mater Mundi – via Lorenzo Rocci 64)

 

Si potrebbe dire che il suo destino era già tutto scritto in quel nome: il coraggioso. L’Ufficiale degli Alpini, professore e fondatore dell’Istituto di Geologia. Autore di oltre 400 pubblicazioni, testi che illustrano le ricerche svolte in Italia, in Asia, in Africa, affiancò a quella accademica, la carriera di esploratore, alpinista, cartografo ed organizzatore di spedizioni. La più conosciuta rimane quella del 1954, che portò alla conquista del K2. Nel 1987 progettò una spedizione con lo scopo di ottenere misure più precise dell’altitudine della vetta dell’Everest.

Di questa vita così ricca e avventurosa, e di questa forte personalità ci parlerà la figlia, Maria Emanuela Desio, attingendo dalla vasta documentazione originale lasciata dal padre e conservata oggi nell’Archivio Desio, in corso di inventariazione.

 

"MISSIONE DI RICERCA SCIENTIFICA E STORICA"

 

alle isole Santiago (Capoverde) e a Terçeira (Azzorre)

per la celebrazione del bicentenario della nascita di

Charles Darwin (2009)

 

DAL  28 febbraio  AL  10 marzo 2008

 

L’approssimarsi di un evento che sarà celebrato in tutto il mondo scientifico, e cioè il bicentenario nel 2009 della nascita di Charles Darwin (1809), che coincide con il centocinquantesimo anniversario della pubblicazione dell’Origine delle Specie (1859), ha indotto diverse Istituzioni scientifiche nazionali ed estere a preparare spedizioni scientifiche, ricerche storiche, esposizioni ed eventi degni della ricorrenza.

Per quanto riguarda l’Italia, le Università di Milano Bicocca, Bologna, Padova, Ferrara, Roma Tor Vergata, Siena e Firenze, con il Museo di Storia Naturale di Milano, hanno già effettuando un viaggio con l’imbarcazione “Adriatica” (di Patrizio Roversi ) lungo le tappe di Darwin sulle coste del Sudamerica, oltre alle Galapagos. L’Università di Pisa ha già promosso spedizioni scientifiche alle Galapagos, a Sant’Elena e Ascension. In tutti i casi gli organizzatori e i partecipanti sono prevalentemente storici della scienza, biologi ed evoluzionisti in generale.

Alla luce del fatto che Darwin è stato prima di tutto un geologo, e che sulla geologia è basata la sua formazione naturalistica, la Associazione Ardito Desio ha promosso una spedizione scientifica a Capoverde (precisamente nell’isola di Santiago prima tappa di Darwin e luogo della sua prima esperienza geologica) e all’isola di Terçeira nelle Azzorre, ultima tappa del suo viaggio.

I risultati della ricerca verranno pubblicati in riviste scientifiche e saranno oggetto di conferenze.

 

Scopi e obiettivi della missione.

 

A) Ricerca di carattere puramente scientifico:

  1. Effettuare ricerche geologiche sul campo :

a) Chimismo dei prodotti vulcanici,

b) Rapporti tra vulcanesimo ed evoluzione geologica delle isole,

c) Le isole di Santiago e di Terçeira nel contesto degli hot spot atlantici.

d) Rapporti tra evoluzione geologica delle isole e sedimentazione.

 

B) Ricerca in ambito di storia della geologia.

  1. Ricostruire gli itinerari di Darwin sulle isole interpretandone gli intendimenti ed i presupposti nell'ambito del pensiero scientifico del suo tempo e riproponendone il significato in un contesto moderno

  2. Verificare sul campo l'evoluzione del pensiero darwiniano sull'evoluzione ed il ruolo geologico dei vulcani confrontando il suo approccio a tale problematica all'inizio ed alla fine del suo viaggio attorno al mondo.

  3. Confrontare la perizia geologica di Darwin all’inizio del viaggio e alla fine, dopo 4 anni di esperienze.

 

Composizione  della missione.

 

    • Dott. Geologo Prof. Giorgio Pasquarè, Università Statale di Milano, socio onorario dell’Associazione Ardito Desio

    • Dott. Geologo Guido Chiesura,

    • Maria Emanuela Desio, Presidente dell’Associazione Ardito Desio

                                  

Dott. Geologo Guido Chiesura (Bergamo, 1935)

·       Laurea in Scienze Geologiche a Milano nel 1958 con il Prof. Ardito Desio.

·       Si occupa da anni della diffusione delle opere geologiche di Charles Darwin.

·       Ha scritto un libro intitolato “Charles Darwin, Geologo” e ha tradotto per la prima volta in italiano le tre opere geologiche del naturalista inglese: Barriere coralline, Osservazioni geologiche sulle isole vulcaniche e Osservazioni geologiche sul Sud America (entrambi pubblicati da Hevelius, nel 2002 e nel 2004).

·       Ha già effettuato una missione a Santiago di Capoverde, dove ha stabilito contatti con geologi locali.

 

Dott. Geologo Prof. Giorgio Pasquarè, Università Statale di Milano  (Porto Recanati (Macerata) 1935)

 

-  Laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi di Milano nel 1958

Libera Docenza in Geologia nel 1968

Professore di ruolo ordinario di Geologia dal 1972 al 2005 presso l'Università degli Studi di Milano

 Autore e coordinatore di progetti di ricerca in Geologia stratigrafica, Geologia strutturale, Geologia Ambientale e Vulcanologia.

- Nel suo principale campo di ricerca, la Geologia dei Vulcani, ha svolto e organizzato numerosissimi progetti di ricerca in Italia, Grecia, Turchia, Iran, Estremo Oriente, Africa Orientale, Marocco, America Centrale, America Meridionale.

- Autore di 134 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali sulle tematiche indicate nei punti precedenti.

- Autore della Guida allo studio geotermico dei vulcani per  conto di OLADE (Organizzazione latino-americana per l'energia).

Per 12 anni presidente della Commissione di Cartografia Geologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Per 6 anni vice-presidente del "Settore Rischio Vulcanico" del Dipartimento della Protezione Civile.

Membro del Comitato Scientifico della IAEA per la sorveglianza del rischio vulcanico delle centrali nucleari e coredattore della normativa internazionale per la costruzione e gestione di centrali nucleari in aree vulcaniche.

- Organizzatore e curatore del primo atlante geologico d'Italia, dal titolo "Mapping Geology in Italy" pubblicato per conto del Servizio Geologico d'Italia (Ministero dell'Ambiente) con la partecipazione di circa 200 docenti e ricercatori di numerose università italiane.

 

Attualmente dedicato a ricerche vulcanologiche di base nonché associate a rischi sanitari.

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18 Marzo 2008

Da poco si è conclusa la missione scientifica e storica alle Isole Santiago (Capoverde) e a Terçeira (Azzorre)organizzata in vista della celebrazione del bicentenario della nascita di C. Darwin (2009), avente lo scopo di ripercorrere gli itinerari geologici della prima e dell’ultima tappa del viaggio intorno al mondo compiuto da Darwin tra il 1832 e il 1836.

Nell’isola di Santiago di Capoverde la missione ha riesaminato in dettaglio i motivi geologici e vulcanologici osservati da Darwin nonché le relative interpretazioni da lui compiute.

Nell’isola di Terçeira nell’Arcipelago delle Azzorre, oltre a ripercorrere l’itinerario darwiniano sono stati approfonditi alcuni aspetti controversi relativi alla eruzione avvenuta nell’isola nell’anno 1761 riguardanti la possibile prosecuzione in terraferma delle strutture tettoniche che hanno guidato l’eruzione sottomarina del 1998-2000 avvenuta al largo dell’estremità occidentale dell’isola.

Sono stati prelevati diversi campioni che verranno analizzati dal punto di vista chimico e radiometrico a conforto delle osservazioni fatte.

I risultati definitivi verranno poi pubblicati in apposite sedi scientifiche in occasione del bicentenario della nascita di Darwin nel 2009.

Hanno partecipato alla spedizione i geologici Prof. Giorgio Pasquarè, il dott. Guido Chiesura nonché la Signora Maria Emanuela Desio, Presidente dell’Associazione Ardito Desio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Rediscovering the Americas" 

 

SPEDIZIONE SCIENTIFICA ATTRAVERSO LE AMERICHE

Terra del Fuoco - Alaska

(2008 – 2009)

 

L’idea di poter visitare il continente americano dall’estremo Sud a quello Nord è nata l’anno scorso  a Mondo Natura . Nei mesi successivi l’affascinante ipotesi ha iniziato a prendere corpo e sono stati presi i primi contatti con le Aziende del settore caravanning.

Contemporaneamente è stata la volta della ricerca  di Patrocini per cointeressare  Istituzioni ed Enti Pubblici.

Poi è stato il momento di “ringiovanire” i nostri  campers, dei veri e propri veterani ben abituati a percorsi impegnativi in Africa, Asia e Australia e renderli adatti ad un percorso così lungo e impegnativo.

Tutto ciò si è reso credibile e possibile grazie al diretto coinvolgimento, in questo progetto, della Sig.ra Maria Emanuela Desio, figlia del grande scienziato friulano (colui che organizzò la Spedizione al K2 nel 1954, ma che effettuò numerose  ricerche ed esplorazioni in Africa ed Asia).

Continua -->

 

 

 

Dicembre 2007 - Gennaio 2008

 

Carissimi Soci,

 

siamo arrivati al sesto anno del nostro sodalizio, creato per mantenere vivo il ricordo ed il lavoro svolto da mio padre. Ritengo che anche il 2007 sia stato un anno pieno di belle ed interessanti iniziative che hanno portato a più che soddisfacenti risultati che vi riassumo qui di seguito.

 

ARCHIVIO

Anche quest’anno l’Associazione ha continuato la sistematica archiviazione informatica dei documenti, delle pubblicazioni, delle relazioni tecniche, delle fotografie (negativi e positive), delle diapositive, dei filmati appartenuti al prof. Desio. E’ un lavoro molto lungo che si protrarrà ancora per molto tempo. Direte che sono ripetitiva ma con poche risorse economiche il lavoro si protrae nel tempo. D’altra parte  l’archivio Desio è ricchissimo e la sua inventariazione è molto laboriosa data la varietà di materiale.

 

RICERCA SCIENTIFICA

 

Spedizione scientifica nelle Ande argentine

Purtroppo quest’anno ci siamo dovuti fermare su queste ricerche per mancanza di fondi. Tuttavia le ricerche intraprese fino ad ora nell'area del Vulcano Payun Matru, verranno pubblicate prossimamente su un importante rivista scientifica argentina.

 

Ricerca su Darwin

L’approssimarsi di un evento che sarà celebrato in tutto il mondo scientifico, e cioè il bicentenario nel 2009 della nascita di Charles Darwin (1809), che coincide con il centocinquantesimo anniversario della pubblicazione dell’Origine delle Specie (1859), ha indotto diverse Istituzioni scientifiche nazionali ed estere a preparare spedizioni scientifiche, ricerche storiche, esposizioni ed eventi degni della ricorrenza.

Alla luce del fatto che Darwin è stato prima di tutto un geologo, e che sulla geologia è basata la sua formazione naturalistica, l’Associazione Ardito Desio si propone di promuovere una spedizione scientifica a Capoverde (precisamente nell’isola di Santiago prima tappa di Darwin e luogo della sua prima esperienza geologica) e all’isola di Terçeira nelle Azzorre, ultima tappa del suo viaggio, effettuando ricerche geologiche sul campo. I risultati della ricerca verranno pubblicati su riviste scientifiche e saranno oggetto di conferenze.

 

Libia

Siamo tornati in Libia anche quest’anno e abbiamo preso contatti con le autorità libiche e offerto la nostra collaborazione per il ripristino del Museo di Storia Naturale creato da Ardito Desio a Tripoli nel 1936. Tutto il materiale si trova ora nel Castello di Tripoli dove stanno restaurando dei locali all’ultimo piano per metterlo in esposizione. Il Centro Studi Libici mi ha invitato per il 2008 a tenere una conferenza sulle ricerche scientifiche di mio padre in Libia. E’ richiesta anche una esposizione con cimeli.

 

Spedizione Scientifica “Rediscovering The Americas”  (2008-2009)

La spedizione che parte a Dicembre 2007 sotto l’egida dell’ Associazione Ardito Desio e attraverserà tutto il continente americano dalla Terra del Fuoco all’Alaska per la durata di un anno e mezzo ha molteplici scopi:

 

·          innumerevoli incontri con le comunità degli emigranti emiliano-romagnole, liguri e friulane,

 

·          soste in varie città con una mostra itinerante dedicata ad  Ardito Desio,

 

·          contatti con le etnie più rappresentative  per effettuare uno studio genetico,

 

·          visita alle aree naturali protette per verificarne lo stato di conservazione della biodiversità,

 

·          visita ai più significativi siti di interesse paleontologico (dinosauri) ed archeologico.

 

Al  ritorno verranno realizzate conferenze, mostre (Mondo Natura ecc.), pubblicazioni e video per comunicare i risultati della spedizione transamericana .

 

DIVULGAZIONE E COLLABORAZIONI SCIENTIFICHE

 

Museo di Storia Naturale della Comunità Montana Peligna – zona F (CMP)

Prosecuzione della gestione del Museo di Storia Naturale della Comunità Montana Peligna – zona F (CMP) e della gestione del Programma di educazione ambientale alle scuole (elementari, medie e superiori) presso le strutture del Museo stesso.

Pubblicazione libri

Il libro “La Conquista del K2” di Ardito Desio verrà ripubblicato dalla Casa Editrice Corbaccio e la nuova edizione uscirà il 10 gennaio 2008. Fino a quella data si trova in commercio l’edizione della Garzanti.

 

 

Mostre e Conferenze

·          Gennaio 2007 - Rastignano, frazione del Comune di Pianoro (Bologna) - Loggia della Fornace: mostra dal titolo “HIC SUNT LEONES” dedicata alla Libia e ad Ardito Desio. Il Dott. Giuseppe Rivalta, curatore dell’ esposizione, ha tenuto una conferenzacon diapositive, dal titolo “Sulle tracce di Ardito Desio in Cirenaica” riguardante il viaggio effettuato con Maria Emanuela Desio nei luoghi esplorati dall’illustre geologo nel 1931, fino al confine con il Sudan.

·          Marzo 2007- Roma - in occasione dei festeggiamenti per l'indipendenza del Pakistan, nelle sale dell'Ambasciata di Roma alla Cammilluccia, il rappresentante del Pakistan in Italia S.E. Minza Qamr Beg ha consegnato un'onorificenza a Maria Emanuela Desio come omaggio e ricordo di quanto suo padre fece in campo scientifico per quella nazione.

·          Aprile 2007 – Bologna - Sala Incontri del Baraccano (Quartiere Santo Stefano): conferenza dedicata ad Ardito Desio, dal titolo "A VOLTE MI DIMENTICO DI INVECCHIARE", tenuta dal Dr. Giuseppe Rivalta, socio dell'Associazione Ardito Desio.

·          Maggio 2007- Torino-Saint Vincent: presentazione dell’Archivio Ardito Desio da parte di Maria Emanuela Desio al Convegno Internazionale “Sport invernali e montagna. Una memoria a rischio”, organizzato dall’Associazione Nazionale Archivistica Italiana.

 

·         Settembre 2007 – Rimini Fiera di Rimini – Mondo Natura: mostra antologica sulle Americhe con esposizione dei tre  campers 4x4 che effettueranno la spedizione “Rediscovering The Americas  (2008-2009)”. Nell’occasione è stata presentata anche una mostra sulla vita di Ardito Desio .

 

PROGRAMMI  FUTURI

·          prosecuzione della gestione e della digitalizzazione dell’Archivio Desio

·         prosecuzione della gestione del Museo di Storia Naturale della Comunità Montana Peligna – zona F (CMP) e della gestione del Programma di educazione ambientale alle scuole (elementari, medie e superiori) presso le strutture del Museo stesso.

·         sono in corso contatti con diversi Enti, pubblici e privati, per la realizzazione di nuove mostre sulla vita e l’operato di Ardito Desio.

·         Prosecuzione della ricerca scientifica in Argentina

·         Ricerca scientifica storica e vulcanologia su Darwin nelle Isole Azzorre e Canarie (prime e ultime isole toccate da Darwin).

·         Collaborazione con il Museo di Tripoli per il ripristino del Museo di Storia Naturale fondato da Ardito Desio nel 1936 il cui materiale era stato raccolto in casse negli anni ’60.

·          Documentario sulla vita di Ardito Desio in collaborazione con una società  friulana di Palmanova

·          Conferenza a Tripoli sulle ricerche scientifiche di Ardito Desio in Libia

 

Auspico che ognuno di Voi si senta coinvolto e dia un contributo al prosieguo di queste attività sia con il vostro contributo fisico e morale, sia ridandoci la fiducia con l’iscrizione per l’anno prossimo (l’importo è sempre di Euro 25,00 da versare sul c/c 36872737 intestato a: Associazione Ardito Desio – via dei  Foraggi, 86 – 00186 Roma).

Per chi desiderasse effettuare il versamento attraverso la propria banca il Codice IBAN è il seguente:IT12W0760103200000036872737

 

Spero di farvi cosa gradita inviandovi un calendario 2008 realizzato con fotografie tratte dall’Archivio Desio.

 

Colgo l’occasione per inviare a tutti voi i miei più cordiali auguri di Buon Natale e Buon Anno 2008.

 

Maria Emanuela Desio

 

 

Una spedizione in nome di Desio

Seminario Internazionale

“Sport invernali e montagna. Una memoria a rischio”
Torino, Saint Vincent (AO) 16 - 19 Maggio 2007

L'Archivio privato Ardito Desio: storia, composizione e conservazione.

L’Archivio privato Ardito Desio risulta essere un archivio “sportivo” ma anche un archivio “scientifico” in quanto testimonia l’attività svolta da Ardito Desio, come scienziato, alpinista, geologo, geografo, topografo, attraverso studi, ricerche, esplorazioni e spedizioni (più di 15) in molti continenti e in particolare in Asia e in Africa. L’archivio, che va dai primi del ‘900 al 2000, è caratterizzato da un ricco patrimonio storico, molto eterogeneo, che comprende materiale cartaceo, fotografico e oggettistico. Rappresenta una testimonianza di un’epoca e pertanto uno strumento di grande interesse ed utilità per studiosi, ricercatori e studenti di varie discipline scientifiche e sportive

Tutto il documento

Onorificenza a Mariela Desio

Il 23 marzo 2007, in occasione dei festeggiamenti per l'indipendenza del Pakistan, nelle sale dell'Ambasciata di Roma alla Cammilluccia, il rappresentante del Pakistan in Italia S.S. Minza Qamr Beg ha consegnato un'onorificenza a Mariela Desio come omaggio e ricordo di quanto suo padre fece in campo scientifico per quella nazione.

Si intende ricordare che la vittoriosa spedizione al K2, la seconda montagna più alta del nostro pianeta, venne autorizzata dal primo ministro pakistano proprio per i meriti acquisiti dal Prof.Desio nell'ambito degli studi di glaciologia e geologia che stava conducendo nelle valli himalayane di Stak e Baltoro.

A volte mi dimentico di invecchiare

Nella sala Incontri del Baraccano (Quartiere Santo Stefano-Comune di Bologna), è stata presentata il 3 aprile, una conferenza dedicata ad Ardito Desio, dal titolo "A volte mi dimentico di invecchiare", tenuta dal Dr. Giuseppe Rivalta socio dell'Associazione Ardito Desio.

Ancora una volta il numeroso pubblico ha mostrato molto interesse riguardo a questo scienziato friulano che è nostra intenzione farconoscere e ricordare non solo per la famosa ed importante spedizione al K2, ma anche per le sue ricerche ed i suoi viaggi esplorativi in Africa ed Asia.

In tempi in cui si parla sempre più di risorse energetiche, Desio si pone come un punto di riferimento storico, avendo lui scoperto il primo petrolio in Libia insieme a numerose falde acquifere oggi divenute ancora più importanti a causa dell' oscillazione climatica in corso anche nel Nord Africa.

 

Maria Emanuela Desio - Il discorso di fine anno ai soci
Il discorso di fine anno del Presidente dell'Associazione Ardito Desio Sig.ra Maria Emanuela Desio

Dicembre 2006

Carissimi soci,
il quinto anno del nostro sodalizio, creato per mantenere vivo il ricordo ed il lavoro svolto da mio padre, è terminato. Ritengo che anche il 2006 sia stato un anno pieno di belle ed interessanti iniziative che hanno portato a più che soddisfacenti risultati che vi riassumo qui di seguito.

HIC SUNT LEONES
Il 13 gennaio 2007 si è inaugurata la mostra dal titolo “HIC SUNT LEONES” dedicata alla Libia e ad Ardito Desio che tante missioni ha condotto in quella splendida, ma soffocante parte del deserto del Sahara. La manifestazione  è stata realizzata alla Loggia della Fornace, a Rastignano, frazione del Comune di Pianoro a pochi chilometri da Bologna.

L’esposizione che il socio Dr. Giuseppe Rivalta ha ideato e prodotto, vuole far conoscere il territorio libico sotto molteplici aspetti: da quelli geologico-naturalistici a quelli preistorici con posters che parlano sinteticamente delle splendide raffigurazioni dell’Arte Rupestre dell’Acacus, del Messak e dell’Aweynat. Seguono poi  argomenti etnici dedicati ai popoli nomadi tipici di quelle plaghe desertiche, come Tuareg e Tebu, spesso associati a foto del Prof.Desio, che come i vecchi esploratori disegnò sul posto durante le sue peregrinazioni a piedi e a cammello. Altra parte della mostra (composta complessivamente da oltre quaranta pannelli) parla della Storia libica dall’800, con i suoi primi esploratori europei, fino ai tempi odierni. La scoperta del petrolio e i rapporti con il Governatore Italo Balbo mostrano un Prof.Desio per molti sconosciuto. Vi sono inoltre fotoconfronti  dei  territori visitati durante il nostro viaggio del 2006 che ha voluto ripercorrere un itinerario che Desio fece nel 1931. Infine vengono mostrati disegni realizzati dal geologo friulano riguardanti i siti libici insieme  ad altri prodotti dal  Prof. Scortecci, noto zoologo degli anni ’40.

Il tutto è arricchito da alcune vetrine con libri ed oggetti  vari dedicati a questa parte del Nord Africa.

Mercoledì 17 gennaio alle ore 21, nella sede della mostra in Via Antonio Ligabue 3, il curatore della esposizione terrà una conferenza con diapositive, dal titolo “ Sulle tracce di Ardito Desio in Cirenaica riguardante il viaggio effettuato insieme alla figlia Maria Emanuela Desio nei luoghi esplorati dall’illustre geologo nel 1931, fino al confine con il Sudan.

La mostra resterà aperta fino al 28 gennaio 2007 con i seguenti orari : Venerdì ore 16-19 ; Sabato e Domenica 10-12 e 16-19.

 

MOSTRA FOTOGRAFICA FOTOAMATORI INSOSPETTABILI

Una straordinaria mostra fotografica dedicata agli scatti realizzati da personaggi noti del mondo della televisione, della cultura e dello sport.

L'evento si svolge a
BIBBIENA (AR) presso l'elegante cornice espositiva offerta dal

CENTRO ITALIANO DELLA FOTOGRAFIA D'AUTORE

Il comunicato stampa

Spedizione scientifica 2006 in Argentina
E' rientrata in Italia in questi giorni La spedizione scientifica organizzata dalla Associazione Ardito Desio

La spedizione scientifica organizzata dalla Associazione Ardito Desio presso la regione vulcanica della Payunia, Provincia di Mendoza, Argentina, condotta dal Prof. Giorgio Pasquarè, dell’Università degli Studi di Milano, con l’apporto di ricercatori afferenti alle Università di Padova, Insubria e Milano Bicocca, è rientrata in Italia in questi giorni.

Il comunicato stampa e le foto

BIBLIOGRAFIA

LIBRI DI ARDITO DESIO ATTUALMENTE  IN COMMERCIO

I libri scritti da Ardito Desio, contengono numerose immagini fotografiche, riproduzioni di disegni appartenenti all’Archivio Storico dell’Associazione “Ardito Desio”, non sono solo una sorta di diario di bordo dello scienziato- esploratore, ma raccontano alcune vicende della società italiana del XX secolo.

Tutta la bibliografia

INTITOLATA UNA VIA AD ARDITO DESIO

Mirandola 2 novembre 2004

A uno dei più grandi esploratori italiani, Ardito Desìo (I897-2001) il Comune di Mirandola ha intitolato una nuova via, la laterale sinistra di viale Gramsci, prima dell' incrocio con via dei Fabbri.

Nella sua vita Desio ha unito la sete di conoscenza a un’inguaribile ottimismo nei confronti della vita, che lo ha portato ad affrontare con estrema disinvoltura i disagi, spesso notevoli, legati ad ambienti estremi ed ostili, dal caldo torrido del deserto sahariano al gelo del Karakorum e dell'Antartide.
Geologo e geografo di fama mondiale, Desio nacque a Palmanova, in provincia di Udine, il 18 aprile 1897. Partecipò alla prima guerra mondiale e si laureò in Scienze Naturali all'Università di Firenze nel. 1920. Prestò servizio come assistente presso le Università di Firenze, Pavia e Milano dove fondò e diresse (dal 1927 al 1972) l'Istituto di Geologia. La sua attività scientifica è documentata da oltre 400 pubblicazioni che illustrano i risultati delle ricerche svolte in Italia ed in vari Paesi dell'Asia, dell'Africa e in Antartide. Organizzò e diresse una quindicina di spedizioni scientifiche, fra le quali quella che scalò per prima il K2, la seconda cima del mondo per altezza. Progettò e realizzò un laboratorio scientifico in una piramide di acciaio, alluminio e vetro, in grado di funzionare come laboratorio di ricerca ad alta quota, che nel 1990 fu installata a 5050 metri d'altezza. sotto la cima dell!Everest.
Ma i maggiori risultati delle sue ricerche li ottenne in Libia fra il 1926 e il 1940. Oltre al rilevamento e alla pubblicazione della carta geologica di questo vasto territorio ed al rinvenimento di acquedolci sotterranee nel sottosuolo in numerose località, nel 1932 scopri un giacimento di sali potassici nell'Oasi di Marada e soprattutto l'esistenza del petrolio nel sottosuolo di quel Paese. Fu Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Repubblica Italiana. Ardito Desio si è spento serenamente il 12 dicembre 2001 a Roma all’età di 104 anni.

Filmati d'epoca di Desio

Una nuova sezione dedicata ai contenuti multimediali

E' stata innaugurata, su queste pagine, una nuova sezione che tratta dei contenuti multimediali. In questo spazio sono presenti 3 filmati realizzati da Ardito Desio durante le sue esplorazioni nel Sahara, nel Karakorum e in Afghanistan. Grazie all'opera di digitalizzazione condotta, per conto dell'Associazione Ardito Desio, da Francesco Meliciani., la sezione é destinata ad arricchirsi di nuovi contenuti.

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