RELAZIONE CONCLUSIVA
RELAZIONE CONCLUSIVA DEL PROGETTO “
REVISIONE ED INTERPRETAZIONE DELLE INDAGINI GEOLOGICHE
COMPIUTE
DA CHARLES DARWIN A SANTIAGO DI CAPO
VERDE”
continua -->
DATE IL 5
PER MILLE
Carissimi Soci e Amici,
Anche quest’anno la Legge
Finanziaria prevede la possibilità per il contribuente
di destinare il 5 per mille delle tasse IRPEF agli enti
della ricerca scientificia e dell’università.
Al riguardo si informa che
l’Associazione Ardito Desio è iscritta
nell’elenco dei beneficiari del 2010.
Basta indicare che il
finanziamento va alla Ricerca Scientifica e il
numero di Codice Fiscale dell’Associazione Ardito
Desio :
97273660585
Contiamo sul vostro aiuto!
Maria Emanuela Desio
dal 13 al 28 Marzo -
REDISCOVERING THE AMERICAS

Martedì 16 Marzo
2010

Martedì 09 Marzo
2010

COMUNICATO STAMPA

Il 29 Febbraio u.s. è stato
presentato all’Università di Pisa un lavoro contenente i
principali risultati di un lavoro di ricerca geologica
per il suo inserimento in un volume speciale della
rivista Acta Vulcanologica, in occasione del primo
anniversario della scomparsa del Prof. Fabrizio
Continua ---->
COMUNICATO STAMPA
Sabato
13 febbraio, alle ore 16,30, si terrà nella Sala
Conferenze del Palazzo Corgna di Città della Pieve (PG)
una conferenza del dott. geologo Guido Chiesura sul tema
“Charles Darwin, geologo”. Ampio rilievo verrà dato alla
spedizione a Santiago di Capoverde (prima tappa del
viaggio del Beagle) che la nostra Associazione ha
patrocinato e che si è conclusa l’8 dicembre dello
scorso anno. La direzione scientifica della spedizione
era affidata al Prof. Giorgio Pasquarè; vi hanno
partecipato, oltre al dott. Chiesura, i geologi Ilaria
Vinassa de Regny e Federico Pezzotta del Mueso di Storia
Naturale di Milano e il dott. Aldo Battaglia della ditta
Soil d.
DICEMBRE 2009 - GENNAIO
2010
Carissimi Soci,
siamo arrivati all’ottavo anno del nostro sodalizio,
creato per mantenere vivo il ricordo ed il lavoro svolto
da Ardito Desio. Il 2009, economicamente sempre più
magro degli altri anni, è stato comunque un anno di
belle ed interessanti iniziative che hanno portato a
soddisfacenti risultati che vi riassumo qui di seguito.
ARCHIVIO
Utilizzando i residui fondi risparmiati negli anni
precedenti, l’Associazione ha continuato la sistematica
archiviazione informatica dei documenti, delle
pubblicazioni, delle relazioni tecniche, delle
fotografie (negativi e positive), delle diapositive, dei
filmati appartenuti al prof. Desio. E’ vero, sono
ripetitiva, ma è un lavoro lunghissimo. Inoltre la
scarsità delle risorse non permette grande
collaborazione esterna. Con qualche contributo
volontario elargitoci da alcuni soci, abbiamo potuto
continuare a lavorare, anche se limitatamente. Infine
con il contributo della Soprintendenza Archivistica per
il Lazio abbiamo potuto provvedere alla scansione delle
lastre e a un data-base. Siamo giunti quasi al termine
di questo progetto.
RICERCA SCIENTIFICA
Argentina
Purtroppo questo progetto si è fermato a causa di
mancanza di fondi.
Ricerca su Darwin
La ricerca scientifica a Capoverde
(precisamente nell’isola di Santiago prima tappa di
Darwin e luogo della sua prima esperienza geologica)
promossa e inizialmente finanziata in parte dalla nostra
Associazione con la collaborazione e il patrocinio del
Museo di Storia Naturale di Milano
al fine di riesaminare in dettaglio i motivi geologici e
vulcanologici osservati da Darwin nonché le relative
interpretazioni da lui compiute
prosegue con successo. Alcuni risultati sono già stati
pubblicati anche su quotidiani e riviste e diverse
conferenze sono state tenute dai soci Prof. Giorgio
Pasquarè, responsabile del progetto, e dal Dott. Guido
Chiesura, studioso di Darwin.
Il progetto è stato finanziato dal seguenti sponsors:
Soil S.p.A., San Pellegrino, INGV, Comune di Milano che
ne ha dato anche il patrocinio.
Libia
Il Centro Studi Libici è divenuto nel corso del 2009
anche Archivio Nazionale Libico. Il suo Presidente
Mohamed Jerary è venuto a Roma a visitare l’Archivio
Ardito Desio e ha espresso grande interesse e richiesto
di avere copia di tutto l’archivio Desio relativo alla
Libia. Sono in corso trattative per un eventuale
accordo.
La sottoscritta, nel corso di una sua visita a Tripoli,
ha preso contatti al fine di ripristinare il Museo di
Storia Naturale libico fondato da Ardito Desio nel 1936
e chiuso negli anni ottanta per mancanza di fondi e
personale.
Spedizione Scientifica “Rediscovering The Americas”
(2008-2009)
Partita nel gennaio 2008 la spedizione, dopo aver
attraversato in camper tutto il continente americano
dalla Terra del Fuoco all’Alaska, è rientrata in Italia
nel luglio 2009. Nel corso di questo anno e mezzo ci
sono stati numerosi incontri con le comunità degli
emigranti emiliano-romagnole, liguri e friulane, soste
in varie città con mostre itineranti dedicate ad Ardito
Desio, visita ai più significativi siti di interesse
paleontologico (dinosauri) ed archeologico.
Sono state tenute diverse conferenze, mostre, video,
pubblicazioni da parte del Dott. Giuseppe Rivalta
per comunicare i risultati della spedizione
transamericana .
DIVULGAZIONE E COLLABORAZIONI SCIENTIFICHE
Calendario
Nel 2009 è stato realizzato un calendario da parte della
nostra socia fondatrice Silvia Rossi con bellissime
vecchie fotografie di Ardito Desio scattate durante la
spedizione al K2 del 1929 che è stato distribuito ai
soci.
Nel 2010 uscirà un calendario con foto scattate in
Afghanistan (tra cui i Budda di Bamian) nel corso di
varie spedizioni di Ardito Desio, che verrà distribuito
ai soci.
Mostre e Conferenze
· Settembre
2009 – Rimini Fiera di Rimini – Mondo Natura:
mostra antologica sulla spedizione “Rediscovering The
Americas (2008-2009)”. Nell’occasione è stata
presentata anche una mostra sulla vita di Ardito Desio .
· Novembre
2009 – Milano – Istituto Lombardo di Scienze e
Lettere –
Conferenza del Prof. Giorgio Pasquarè dal titolo “Sulle
orme di Darwin a Santiago di Capoverde”
· Chieti,
presso l’Auditorium del Rettorato Nuovo, conferenza del
Dr. Geol. G. Chiesura, dal titolo "Darwin Geologo",
PROGRAMMI FUTURI
· prosecuzione
della gestione e della digitalizzazione dell’Archivio
Desio
· sono
in corso contatti con diversi Enti, pubblici e privati,
per la realizzazione di nuove mostre sulla vita e
l’operato di Ardito Desio.
· Prosecuzione
della ricerca scientifica storica e vulcanologia su
Darwin nell’isola di Santiago di Capoverde.
· Collaborazione
con il Museo di Tripoli e altri enti libici per il
ripristino del Museo di Storia Naturale fondato da
Ardito Desio nel 1936 il cui materiale era stato
raccolto in casse negli anni ’80 presso il Castello di
Tripoli.
· Documentario
sulla vita di Ardito Desio in collaborazione con una
società friulana di Palmanova
Auspico che ognuno di Voi si senta coinvolto e dia un
contributo al prosieguo di queste attività sia con il
vostro contributo fisico e morale, sia ridandoci la
fiducia con l’iscrizione per l’anno prossimo (l’importo
è sempre di Euro 25,00 da versare sul c/c 36872737
intestato a: Associazione Ardito Desio – via dei
Foraggi, 86 – 00186 Roma).
Per chi desiderasse effettuare il versamento attraverso
la propria banca il Codice IBAN è il seguente:
IT12W0760103200000036872737
Spero di farvi cosa gradita inviandovi il calendario
2010 realizzato con fotografie tratte dall’Archivio
Desio su spedizioni di Ardito Desio in Afghanistan.
Colgo l’occasione per inviare a tutti voi i miei più
cordiali auguri di Buon Natale e Buon Anno 2010.
Maria Emanuela Desio
EVOLUZIONE
GEOLOGICA DELL’AREA VISITATA DA CHARLES DARWIN A
CAPOVERDE
(Prof. Giorgio Pasquare)
Milano, 12 Dicembre 2009
L’arcipelago di Capo Verde è situato
nell’Oceano Atlantico ad una distanza tra 600 ed 800 Km
dalla costa del Senegal e rappresenta i prodotti
vulcanici emergenti di un hot-spot di età cenozoica e
collocati al disopra del Capo Verde Rise, un vasto
rialzo della crosta oceanica giurassico-cretacea.
L’isola di Santiago, visitata nel
1832 da Charles Darwin come prima tappa del viaggio del
“Beagle”, appartiene al settore meridionale
dell’arcipelago e presenta una superficie di circa 1.000
Km2.
Secondo Serralheiro e
collaboratori, in un lavoro pubblicato nel 1976, l’isola
possiede un substrato di età pre-Miocene medio composto
prevalentemente da basaniti, limburgiti e ankaratriti
messesi in posto in ambiente sottomarino e attraversate
da fitti sistemi di dicchi di composizione analoga
nonché trachitici e fonolitici. Su questo substrato,
sempre secondo tali Autori, poggiano lave di
composizione analoga riuniti in differenti unità
stratigrafiche di età compresa tra il Miocene medio ed
il Pleistocene inferiore. Queste unità sarebbero
costituite da colate laviche di ambiente subaereo con
facies sottomarine in posizione periferica e la maggiore
di esse, la Formazione del Pico de Antonia, coprirebbe
la maggior parte del territorio di Santiago. In realtà
sotto questa denominazione si nasconde un numero tuttora
imprecisato di centri vulcanici di cui il Pico de
Antonia rappresenta il maggiore di essi e lungo il suo
fianco meridionale si sono per l’appunto svolte le
indagini geologiche di Darwin.
Diciamo subito che Darwin operò
prevalentemente nei dintorni della città di Praia ma,
scorgendo da lungi le alte e frastagliate cime del Pico,
le considerò come la zona di provenienza delle grandi
colate basaltiche che occupavano gran
parte delle falesie costiere intorno alla città. Per
poter vedere più da vicino questo scenario egli si
spinse oltre il villaggio di Santo Domingo dove osservò
l’enorme depressione che si estende al piede orientale
del Pico assimilandola ad un cratere di sollevamento con
relativa caldera secondo il modello allora in voga e
teorizzato dal barone Von Buch, che egli ebbe l’ardire
di modificare sostenendo che la caldera sarebbe in
realtà la depressione centrale (mai sollevatasi) di un
sollevamento di forma annulare.
Durante la nostra missione abbiamo
potuto constatare che la depressione corrisponde in
realtà al collasso di settore di un grande vulcano
composito comprendente anche le cime più alte del Pico
de Antonia. Questo vulcano ha prodotto in una fase
iniziale un grande scudo lavico basaltico su cui è
cresciuto uno strato-cono i cui resti presentano
alternanze di colate laviche e di depositi piroclastici
di caduta, composti da ceneri molto ricche di litici e
povere di materiali juvenili, probabilmente dovute a
potenti eruzioni vulcaniane. A queste ultime possiamo
probabilmente associare il collasso di settore che ha
sventrato lo strato-cono portando a valle un volume di
almeno 5 Km3 di materiali vulcanici. Al piede della
superficie semicircolare di distacco i prodotti del
collasso formano oggi un insieme disordinato di rilievi
collinari costituiti da accumuli fortemente ricompattati
di blocchi spigolosi nel settore prossimale e passanti
a lahars molto eterogenei e colate fangose in posizione
distale.
Ritornando alle zone meglio studiate
da Darwin diciamo subito che le grandi superfici
terrazzate da lui riconosciute al momento del primo
contatto con l’isola corrispondono sia ad importanti
fasi di erosione areale scolpite nel corpo del complesso
basale durante il suo sollevamento dalle acque
dell’oceano sia alla superficie piana di estesissime e
fluide colate basaltiche discese dal Pico de Antonia
durante la costruzione del suo scudo lavico.
Le superfici erosive mancano di
qualsiasi tipo di deposito sedimentario ad eccezione di
limitati cordoni alluvionali depositati localmente su di
esse dopo che un meccanismo erosivo imprecisabile le
aveva formate.
La più antica delle paleosuperfici
erosive si è conservata ad una quota media di circa 150
metri grazie alla presenza di un sovrastante potente
piastrone basaltico legato ad una fase eruttiva precoce
dello scudo lavico del Pico de Antonia. La discesa in
mare di queste grandi colate
basaltiche è responsabile del potente
accumulo di brecce laviche a pillow mescolate a
ialoclastiti che si eleva nei pressi della Città Vecchia
di Praia fino ad una quota di 50 s.l.m. L’assetto
tessiturale e morfologico di questo deposito permette di
interpretarlo come un grande delta lavico, analogo a
quelli più recenti e più estesi che descriveremo meglio
di seguito.
Per giungere ad essi dobbiamo prima
considerare che una grande fase erosiva smembrò il
precedente piastrone lavico trasformandolo in un gruppo
di colline tronco-coniche su cui si soffermò lungamente
l’attenzione di Darwin. Il livello di questo nuovo
spianamento erosivo possiede una quota di circa 50 metri
inferiore a quella dello spianamento precedente e sulla
sua superficie si estesero vastissimi campi lavici
basaltici derivanti da una rinnovata attività dello
scudo del Pico de Antonia, in parte alimentati da un
grande allineamento di coni piroclastici scoriacei di
direzione E-W nella porzione superiore dello scudo. Si
costruì cosi un estesissimo piastrone lavico che iniziò
leggermente inclinato con un gran numero di colate
tabulari colonnari sovrapposte e giunse, ridotto in
spessore e suborizzontale, fino all’attuale falesia
costiera. Quivi si nota che il contatto tra le colate
subaeree e l’antica linea di costa, seguiva più o meno
fedelmente il perimetro attuale dell’isola ma ad una
quota maggiore. La discesa in mare di queste antiche
colate si manifestò attraverso una successione di brecce
laviche sottomarine con tasche ialoclastitiche a pillow
sparsi che rappresentavano delta lavici
sorprendentemente simili a delta-conoidi di “tipo
Gilbert”. La progradazione di questi delta lavici si
manifestò con la costruzione di terrazze di accumulo
lavico sottomarino costituito da foreset inclinati verso
il mare di 20-30° ed il cui topset era rappresentato da
bancate laviche subaeree, raffreddatesi immediatamente
al disopra del livello di marea.
Ad est della moderna città di Praia,
al piede di questi delta lavici ed in posizione di
bottomset, troviamo il banco fossilifero calcarenitico
di Darwin ampiamente citato nel precedente intervento,
appoggiato direttamente sul complesso basale.
Per quanto riguarda la mobilità
verticale dell’isola, su cui maggiormente si appuntò
l’interesse di Darwin, possiamo oggi affermare che le
maggiori evidenze sono rappresentate da importanti
cambiamenti eustatici con formazione dei delta lavici e
dei depositi di spiaggia durante i
periodi di stazionamento alto del
mare e con più rari esempi di colate laviche messesi in
posto in area costiera ma in ambiente subaereo durante
periodi di stazionamento basso, colate oggi semisommerse
dalle acque dell’oceano.
Ai periodi di stazionamento basso si
accompagnò anche la sovraescavazione delle ampie e
profonde vallate a fondo piatto che, nei periodi di
stazionamento alto divennero sovralluvionate e solcate
da meandri mentre i loro tratti terminali si
trasformarono in larghi estuari, oggi disseccati e
separati dal mare da amplissime baie sabbiose.
Negli anni ‘2000 un rinnovato
interesse verso l’hot spot di Capo Verde ha prodotto
diversi lavori che in parte hanno colmato la limitata
bibliografia geologica preesistente. Tra essi citiamo un
lavoro di Holm et al. (2008) in cui vengono presentate
numerose datazioni radiometriche sull’isola di Santiago
che propongono un marcato ringiovanimento delle età
proposte da Serralheiro nonchè sostanziali modifiche nel
quadro geologico proposto dallo stesso Autore. Tale
lavoro è stato peraltro eseguito in seguito ad un
campionamento basato sulla carta geologica allegata al
lavoro di Serralheiro, riportata con grande evidenza e
senza alcuna modifica malgrado le pesanti critiche mosse
anche alla validità della carta stessa.
Un altro lavoro di Barker et al.
(2009), a cui hanno partecipato anche Autori del lavoro
precedente, sostiene inoltre che le lave sottomarine
della Formazione Flamengos, ascritte da Sarralheiro al
Miocene medio, avrebbero un’età di 3-5 Ma e
costituirebbero la formazione geologica più diffusa di
Santiago, affermazione non comprovata da reali
osservazioni di terreno.
La nuova evoluzione temporale
proposta dai lavori suddetti prevede che l’attività
vulcanica subaerea sia pressochè interamente confinata
al Pliocene superiore ed al Pleistocene.
Tutto
ciò comporta grosse difficoltà nella comprensione dei
meccanismi geomorfici che, in tale limitato intervallo
cronologico, hanno prodotto l’asportazione erosiva di
parte preponderante dei grandi vulcani subaerei
dell’isola facendo loro perdere qualsiasi traccia delle
loro originarie forme e trasformando un paesaggio
vulcanico in un paesaggio alpestre. Per certo invece
possiamo arguire che tale ipotesi avrebbe alimentato le
tendenze catastrofiste che il giovane Darwin possedeva
quando approdò a Santiago di Capoverde.
DARWIN
GEOLOGO - Organizzata da Guido Chiesura e Johannes
Pignatti
Venerdì 18 Dicembre 2009, ore 17,00

Conferenza Giorgio Pasquarè 19.11.09

Sulle orme di Darwin a Santiago di Capoverde
Charles Darwin, al ritorno dal suo grande viaggio
si considerava un geologo e così scriveva nel 1838 nel
suo libro di note : “Io un geologo. Ho una vaga idea
di terra coperta da oceani, di animali del passato, di
una lenta forza che spezza la superficie” . E come
tale egli rimase lungamente considerato nell’ambiente
scientifico, perlomeno fino alla pubblicazione della sua
opera sull’Origine delle Specie.
In omaggio a
questa giornata di studio dedicata alle “Origini” vi
racconterò quindi come le origini di una delle più
grandi rivoluzioni del pensiero scientifico prese
origine da un icontro pressochè fortuito di Darwin con
la Geologia e come questo incontro si consolidò e
cominciò a dare i suoi frutti durante la prima tappa del
viaggio avvenuta nell’isola di Santiago, arcipelago di
Capo Verde.
Continua --->
Bologna - Centenario
del Diplodoco

CELEBRAZIONE DEL CENTENARIO DEL DIPLODOCUS,
Museo Geologico Giovanni Capellini, Bologna, 27
Settembre 2009 (saluto di G.B. Vai)
Benvenuti alla celebrazione del Centenario del
Diplodocus carnegiei donato a Bologna dal magnate
Andrew Carnegie e installato nel 1909.
E’ inevitabile rimarcare il fatto che, nello stesso anno
1909 in cui Marinetti lanciava il manifesto
iconoclastico del Futurismo, la stessa Bologna
coerentemente con la sua lunga tradizione, consolidava
la sua visibilità internazionale fiera che uno dei suoi
musei universitari fosse assurto alla dignità di
ricevere come riconoscimento un dono così gigantesco e
significativo. Di riflesso la città si segnala oggi con
questa celebrazione anche come città darwiniana
nell’anno bicentenario.
I visitatori avranno notato che il Museo presenta una
galleria di gessi, tondi e bronzi di illustri geologi e
naturalisti che hanno avuto rapporti con il Museo, con
il suo moderno fondatore Capellini, e con i suoi
direttori prima e dopo Capellini.
Ho ritenuto giusto prendere questa occasione per
estendere la galleria aggiungendo due nuovi personaggi,
Michele Gortani e Raimondo Selli, che hanno
ben meritato del Museo per molti decenni del secolo
scorso.
Gortani, eroe della Grande Guerra, è stato membro
popolare del parlamento italiano prima e dopo il
ventennio fascista. Era uno dei maggiori paleontologi
degli invertebrati del Paleozoico del suo tempo, e è
noto nel mondo come il primo ad aver fatto una carta
geologica della Dankalia nella depressione dell’Afar e
in altre aree del sistema di fosse est africane negli
anni 1930. Ha diretto il Museo per trent’anni
arricchendolo di collezioni fra cui quella preziosa
dello Zululand in Sudafrica.
Selli agli inizi degli anni 1960 è riuscito a costruire
il secondo moderno istituto dell’Università di Bologna
dopo la Seconda Guerra Mondiale. E’ stato il primo
geologo dell’Europa continentale a fondare, non a caso a
Bologna patria di Marsili, un’Istituto di Geologia
Marina nel 1968, molto tempo prima della costituzione
dei centri marini di Brest e Villefranche in Francia e
di Kiel in Germania. Selli è unanimemente ritenuto il
maggior geologo italiano del secondo Novecento e le sue
opere sono comunemente citate anche oggi dalla
letteratura internazionale. Ha arricchito il Museo di
collezioni famose fra cui quella del Mar Rosso e si è
occupato del primo riordino delle collezioni del Museo
dopo i danni della Seconda Guerra Mondiale.
Sia Gortani che Selli hanno rinnovato l’eccellenza
dell’antica scuola geologica di Bologna nel mondo e
hanno ben meritato di essere associati alla schiera
eletta dei grandi geologi ritratti nel Museo. Il
bassorilievo di Gortani è stato fatto da da Sara Dalla
Valle; il busto di Selli è opera dello scultore Mauro
Mazzali direttore dell’Accademia di Belle Arti di
Bologna.
Ora qualche cenno sul Diplodocus.
Per capire bene quali sono state le ragioni storiche e
culturali per cui una delle famose otto repliche del
Diplodocus carnegiei è stata fin dall’inizio
destinata all’Italia e a Bologna in particolare, dovrei
rimandare a libri e articoli recenti sulla storia della
geologia che sono disponibili anche presso il Museo.
Per darne un’idea in poche parole cercherò di rispondere
a due domande chiave.
Perché in Italia?
Sette delle otto repliche sono state donate alla Gran
Bretagna, Germania, Francia, Italia, Austria, Russia e
Spagna. Sono le nazioni in cui la geologia e la
paleontologia sono nate, con l’Italia che è riconosciuta
come la vera culla della geologia con Leonardo e
Aldrovandi.
Perché a Bologna?
(e non a Roma, Torino, Milano, Firenze, Napoli,
Pisa, Padova, Pavia, Palermo o Catania, città che
vantano tutte buoni titoli nella storia della geologia)
Sono molte le ragioni che hanno favorito Bologna:
(1)
Bologna aveva e reclamava con fondamento di avere
la più antica università del mondo occidentale (la
celebrazione dell’Ottavo Centenario della fondazione nel
1888 fu un’idea che Capellini ebbe e realizzò)
(2)
Per quasi tre secoli (Cinquecento, Seicento,
Settecento) Bologna è stata il principale centro di
sviluppo della scienza nel mondo (da Aldrovandi
all’Istituto delle Scienze) e della geologia in
particolare (Aldrovandi, Marsili, Beccari, Monti)
(3)
Bologna aveva ospitato il V Congresso
Internazionale di Archeologia Preistorica diretto da
Capellini nel 1871 (e la prima Esposizione fu tenuta
proprio in questo edificio)
(4)
Bologna aveva ospitato con enorme successo il II
Congresso Geologico Internazionale diretto sempre da
Capellini nel 1881 (e la prima Esposizione fu tenuta
ancora in questo stesso edificio)
(5)
Capellini era noto in tutto il mondo per avere
espresso per primo l’idea di fondare un Congresso
Geologico Internazionale
(6)
Capellini aveva raccolto in questo edificio una
delle più grandi collezioni geologiche in Europa col
fine di contribuire al progresso e al bene della società
dell’Ottocento.
(7)
Capellini aveva anche salvaguardato e restaurato
i resti geologici dei musei di Aldrovandi, Cospi,
Marsili e Monti nella Tribuna Aldrovandi del suo Museo
(Carnegie infatti donò la replica del Diplodoco al
“Aldrovandi Museum”)
(8)
Il Museo costituito da Capellini era stato
visitato da migliaia di geologi e scienziati di ogni
parte del mondo, in particolare per gli eventi del 1871,
1881, e 1888, tutti guidati da Capellini
(9)
L’edificio che ospitava il Museo di
Capellini, disponeva di una grande sala capace di
esibire in modo conveniente uno scheletro lungo 26 metri
e alto 4.
E così il Diplodocus carnegiei arrivò a Bologna.
Quale sarà oggi il significato pratico, scientifico,
e sociale della celebrazione?
Per il livello internazionale noi pensiamo (1)
di avere ripristinato la consapevolezza che l’Italia è
stata la culla della geologia, come era nozione comune
alla fine dell’Ottocento; (2) di fornire ai maggiori
specialisti del mondo l’occasione di vedere riuniti per
la prima volta nella nostra Mostra i pochi e ancora poco
studiati dinosauri italiani e i vertebrati che li
accompagnano; (3) di offrire con la Conferenza
Internazionale la sede per discutere il ruolo cruciale
che barriere fisiche e ponti continentali possono aver
svolto in un’area come il Mediterraneo e i mari che
l’hanno preceduto (Mesogea e Tetide) per impedire o
favorire le migrazioni e la diffusione dei dinosauri,
degli altri vertebrati terrestri e delle piante di cui
si cibavano fra i vari continenti del passato e quelli
di oggi.
Per i livelli
nazionale e locale noi abbiamo l’ambizione (1) di
stimolare la consapevolezza del lungo primato
dell’Italia in geologia e del suo immenso patrimonio al
riguardo; (2) di far vedere e comprendere ai visitatori
locali della Mostra che la penisola italiana è una terra
assai giovane e instabile, prona ad ogni rischio
geologico (terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni,
instabilità costiera); e che questo richiede una
educazione permanente delle popolazioni e un
addestramento per prevenire, sfuggire, o ridurre al
minimo i rischi. Come lo era ai tempi di Capellini,
anche oggi il museo geologico è uno strumento potente di
educazione non solo per sfruttare le risorse naturali,
ma anche per rendere più consapevole la moderna società
dell’importanza di proteggersi dai rischi naturali e di
sfruttare le sue risorse culturali.

CIRO VIENE A BOLOGNA IN
CARNE E OSSA
L’originale del
primo dinosauro italiano alla Mostra del Museo Capellini
Il Corriere
della Sera dell’8 Giugno a Napoli titolava “Il
dinosauro Ciro non va a Bologna, rimane prigioniero
della burocrazia”. Invece Ciro arriverà da Salerno (in
realtà dovrebbe essere a Benevento), col favore di un
Soprintendente illuminato e del Ministro per i Beni
Culturali che nel clima includente dell’unità d’Italia
hanno fatto il miracolo di dare scacco alla burocrazia.
I tremila
visitatori che in una settimana dall’apertura hanno
affollato la Mostra dei Dinosauri Italiani al Museo
Capellini avranno così un buon motivo per tornare a
vedere l’originale del più perfetto scheletro di una
sorta di Velociraptor baby di cui oltre alle ossa
si vedono ancora resti di tessuti molli dello stomaco,
colore della carne, solo appena mineralizzati. Da un
momento all’altro il mostriciattolo parrebbe pronto a
riprendere i muscoli e gettarsi sulla preda. Il suo nome
scientifico è Scipionyx samniticus.per essere
stato ritrovato nell’antico Sannio vicino a Benevento.
Oltre mille nel
fine settimana di apertura, da 100 a 200 al mattino dei
giorni feriali (9-13) e più di 700 visitatori nel
secondo fine settimana (10-18). Oltre la metà bambini e
ragazzi che trascinano entusiasti nonni e genitori. Un
successo mai riscontrato prima d’ora nei Musei
Universitari di Bologna. Un successo che continuerà
perché già ora le prenotazioni di scolaresche superano
del doppio le visite consuete. Anche le visite al sito
web del museo sono salite a 100-200 al giorno.
Le ragioni del
successo sono molte. Il fascino dei dinosauri
nell’immaginario collettivo non teme declino. I
dinosauri italiani sono ancora una novità (scoperti
solo da vent’anni), poco sfruttata anche a livello
pubblicistico e divulgativo. La stagione scelta per
l’apertura era ideale. Il Museo Capellini da vari anni
sta acquisendo consensi e popolarità consoni col suo
inestimabile patrimonio e con la sua originalità. I
pochi pezzi esposti sono di grande impatto visivo e
emozionale e praticamente sconosciuti per il grande
pubblico e per la maggior parte degli addetti ai lavori.
Fatto questo non
consolante, ma ancor troppo frequente in Italia, e non
solo in campo geologico.
Non ultima ragione
del successo è la saletta finale della Mostra. Qui sono
esposte oltre 50 opere di “paleoartisti” emuli del più
famoso Luis V. Rey, illustratori scientifici e mediatici
della pubblicistica naturalistica sempre più diffusa.
Manco a dirlo, il tema più trattato sono i dinosauri, il
loro ambiente, e i loro comprimari. Una Cappella Sistina
caleidoscopica in cui i bambini trovano immediata
risonanza per far correre la loro fantasia … senza
dimenticare nomi come Lukas Panzarini, Fabio Pastori,
Davide Bonadonna, Marco Boetti, Troco, Renzo Zanetti,
Loana Riboli, alcuni noti da tempo altri freschi sul
mercato.
La Mostra rimane
aperta fino all’11 Gennaio 2010 e anche nei giorni 27-30
Settembre 2009 in cui si celebra il Centenario del
Diplodocus al Museo Capellini con una Conferenza
Internazionale sui vertebrati e le loro migrazioni fra i
continenti che circondano il Mediterraneo e i mari che
l’hanno preceduto nel tempo geologico.
Info:
www.museocapellini.org
MONDO NATURA "FIERA DI
RIMINI" - dal 12 al 20 Settembre 2009

Il 12
Settembre alla Fiera di Rimini, si inaugura MONDO
NATURA, la maggior manifestazione italiana dedicata al
turismo all’aria aperta.
La
manifestazione si chiuderà il 20 Settembre 2009.
In
occasione di tale evento il Dr. Giuseppe Rivalta
presenterà la mostra dedicata alla Spedizione
“REDISCOVERING THE AMERICAS” effettuata sotto il nome
dell’Associazione Ardito Desio.
Sarà la
esposizione conclusiva di questo viaggio che ha visto
due campers percorrere tutto il continente americano
dall’inizio del 2008 alla fine di Luglio 2009.
Attraversati 15 Stati, percorsi 66.000 km, consumati
8.000 litri di gasolio in 330 giorni.
I 70
posters della Mostra racconteranno i vari momenti del
viaggio.
Questo
vuole essere ancora una volta un piccolo contributo alla
Geografia, una materia che oggi purtroppo non desta
grandi interessi e curiosità in questo mondo culturale
che si definisce “globalizzato”.
Per
ulteriori informazioni visitare il sito :
www.mondonatura.it
MOSTRA "I DINOSAURI
ITALIANI" - dal 5 settembre 2009 al 11 Gennaio 2010

Il Museo Giovanni
Capellini (Dipartimento Scienze della Terra festeggia i
100 anni della copia del grande Dinosauro “Diplodocus
carnegiei” che con i suoi 26 metri occupa una grande
sala dell’antico edificio e che recentemente è stato
riposizionato secondo le moderne teorie riguardanti la
postura di questi giganti del Mesozoico.
Per tale occasione il
Professore Gian Battista Vai, direttore del
Museo, e il Dottore Federico Fanti, paleontologo
e suo collaboratore, hanno organizzato i seguenti
eventi:
Mostra”I Dinosauri
Italiani” e altri vertebrati fossili.
Dal 5 Settembre 2009
al 11 gennaio 2010
Nota.questa mostra
comprende,tra l’altro, una esposizione dal titolo
“Cretaceus” Park del Dr. Giuseppe Rivalta,
riguardante la Storia dei Dinosauri dalla loro scoperta
al grande sito del Deserto del Tenere’ (Niger) visitato
dall’Autore.
Celebrazione del
Centenario e Conferenza Internazionale su
“Paleobiogeografia dei Vertebrati e ponti continentali
attraverso Tetide,Mesogea e Mediterraneo.
Dal 27 al 30
Settembre 2009
Le manifestazioni si
terranno presso il Dip.di Scienze della Terra e
Geologiche – Ambientali (STGA) Università di Bologna
Via Zamboni 67
Per informazioni:
http://www.museocapellini.org
e-mail :
giambattista.vai@unibo.it
GIUSEPPE RIVALTA and
Company
ULTIMA
TAPPA DAL MINNESOTA A NEW YORK
La
Rediscovering The Americas è arrivata alla fine del
percorso che, solo nell’ultima parte del Nord America,
ha toccato i 19.000 chilometri.
Il
12 Luglio siamo ancora in Minnesota e questa volta
…sottoterra. Infatti questo Stato è ricchissimo di
grotte, non ostante le sue pianure ondulate. La Mistery
Cave si apre in mezzo ad una grande foresta che nasconde
piccole doline e dove scorre un discreto torrente di
origine carsica.
La
cavità è sub orizzontale e lunga ben 13 miglia! Si
tratta di tante gallerie che si intersecano tra loro con
erosioni e concrezionamenti . Nel vicino campeggio un
Racoon (piccolo orsetto) ci viene a visitare in cerca di
cibo. Il giorno dopo attraversiamo zone dove vivono gli
Amisch, gente che rifiuta le moderne tecnologie e si
spostano su nere carrozzelle. Altra visita alla Niagara
Cave, nome derivato da una alta cascata che si incontra
in un rombante ramo laterale di questa cavità ancora una
volta sub orizzontale scavata in calcari antichissimi
dell’Era Primaria, mai sconvolti da movimenti tettonici.
La regione offre anche importanti testimonianze
preistoriche che si trovano a picco sul Mississippi
River. Si tratta di “Mounds”, ovvero di tombe a cupola
appena rilevate sul terreno con forme circolari e a
forma di orso, create da popolazioni antiche che
vivevano lungo questa fascia che arriva in Ohio. La
foresta e il letto del “Main River” rendono l’ambiente
altamente suggestivo, non ostante la lunga camminata.
Continua --->
  
DALL’ALASKA
AL MINNESOTA!
L’entrata in Alaska è
stata un’emozione! Poi, pochi chilometri dopo il mitico
confine, subito un incontro in un paese disabitato, con
un cercatore d’oro che ci ha mostrato una piccola
manciata del prezioso metallo. Lungo un torrentello
vicino alla strada abbiamo tentato la sorte…con scarso
successo, ma ci siamo resi conto della fatica e del
tempo necessario per arrivare a risultati soddisfacenti.
Dopo alcune centinaia di chilometri di monti coperti da
grandi foreste, il 20 Luglio ci siamo incontrati a
FAIRBANKS, con Michelle Roberts, organizzatrice della
grande festa , per i 100 anni della città ed i 50 anni
dello Stato dell’Alaska. La nostra conferenza sul
viaggio di Felix Pedro, che scoprì qui l’oro, e su
Ardito Desio, purtroppo salta perché nei giorni in cui
eravamo in città c’erano molte manifestazioni dedicate
al Solstizio ( qui il Sole non tramonta praticamente mai
in questo mese!).Bisognava restare fermi per una
settimana e ciò non era possibile. Siamo poi passati al
Parco Denali e da lì ad Anchorage, bella città che venne
colpita da un forte terremoto negli anni ’60.
Continua --->
  
II° REPORT QUARTO
VIAGGIO
DA SAN FRANCISCO ALLE
TERRE DELL’ORO DEL CANADA E ALASKA
Dal Lago Salato,
che è molto grande e solo in parte, in questa stagione,
è secco, saliamo per la strada che sale al Passo Donner,
nome che evoca una tragedia dell’800 quando un gruppo di
pionieri qui rimase bloccato dall’inverno e che per
sopravvivere alcuni di essi si dovettero cibare dei loro
compagni morti di stenti! Il 28 Maggio siamo a Palo Alto
in California e lì andiamo a trovare Rocco un ragazzo di
Porretta Terme(Bo) che lavora qui da alcuni anni come
ristoratore nel suo locale: ilTootsie’s. E’ un ottimo
esempio della fantasia e capacità dei giovani italiani
di lavorare all’estero.
Continua --->
  
DATE IL 5
PER MILLE
Carissimi Soci e Amici,
Anche quest’anno la Legge Finanziaria prevede la
possibilità per il contribuente di destinare il 5 per
mille delle tasse IRPEF agli enti della ricerca
scientifica e dell’università.
Al riguardo si informa che l’Associazione Ardito
Desio è iscritta nell’elenco dei beneficiari del
2009.
Basta indicare che il finanziamento va alla
Ricerca Scientifica e il numero di Codice Fiscale
dell’Associazione Ardito Desio :
97273660585
Contiamo sul vostro aiuto!
GIUSEPPE RIVALTA -
DARIO BRIGNOLE

REDISCOVERING THE AMERICAS:
DA
MEXICO A STATI UNITI
Il 3 Marzo 2009 entriamo in Mexico senza grandi problemi
di frontiera e iniziamo a risalire il Chiapas, regione
che fino ad alcuni anni fa ha creato seri problemi al
governo per i problemi di autonomie delle etnie Maya
della zona.
Si arriva a San Cristobal de Las Casa. La cittadina
coloniale e’ molto ben conservata e con mercati tipici
coloratissimi. Ci siamo poi diretti verso Palenque
utilizzando una strada che attraversa una zona montuosa
con piccoli pueblos. Visitiamo le rovine della citta’
maya di Tonina’, poco battuta dal turismo e saliamo
sulla grande piramide. Verso il pomeriggio siamo ad Agua
Azul dove ci troviamo davanti ad una serie di
cascate,non alte, ma distribuite a semicerchio per altro
molto fotogeniche. La strada attraversa uno dei
territori che ha visto la sanguinosa guerriglia dei
zapatisti e che ora sembra aver avuto una certa
autonomia.Il 6 marzo incrociamo una Range Rover di Fabio
e Paola targata Venezia: incredibile l’avevamo gia’
incontrata l’anno scorso a Valdes!!Il mondo e’ davvero
piccolo. Arriviamo a Palenque e visitiamo il sito che
resta sempre un capolavoro di architettura Maya. Dalla
foresta echeggiano i versi potenti delle scimmie
urlatrici che incontriamo in un giro tra le rovine
ancora da sradicare dalla selva. Due giorni dopo siamo a
Bonampak altra citta’ maya famosa per un tempio ancora
affrescato che fu dedicato ad un re che condusse una
guerra contro una vicina tribu’. Il 9 visitiamo il sito
olmeco di La Venta famoso per le grandi teste scolpite
nel basalto dai caratteri negroidi. Incontriamo una
coppia di italiani (famiglia Parietti) che hanno
impiantato una grande azienda agricola a Emiliano Zapata.
Bellissima poi la antica Puebla e poi puntiamo su
Teotihuacan in pieno altopiano del Mexico. La citta’ con
le Piramidi del Sole e della Luna resta sempre una
testimonianza impressionante di una cultura affascinante
che governo’ per alcuni secoli l’altopiano. Il giorno
dopo, con un autobus, scendiamo a Città del Mexico dove
nel Museo di Storia Naturale incontriamo una delle copie
del Diplodocus carnegiei analogo a quello del Museo
Capellini di Bologna e a quello visto a La Plata
(Argentina).
Continua --->
  

 
SPEDIZIONE SANTIAGO (CAPOVERDE)
- Sulle orme di Darwin

LETTERA DI CAPODANNO -
DICEMBRE 2008 / GENNAIO 2009
Carissimi Soci,
siamo
arrivati al settimo anno del nostro sodalizio, creato
per mantenere vivo il ricordo ed il lavoro svolto da
Ardito Desio. Ritengo che il 2008, anche se più magro
degli altri anni poiché il MIUR ci ha tagliato
completamente il piccolo contributo che ci erogava ogni
anno, è stato comunque un anno di belle ed interessanti
iniziative che hanno portato a soddisfacenti risultati
che vi riassumo qui di seguito.
In sintesi il
viaggio e’ talmente ricco di spunti e di sensazioni
che ne rendono difficile in poche righe la descrizione.
CONTINUA -->
DAL NOTIZIARIO
DELL'ASSOCIAZIONE GIOVANE MONTAGNA
6 Maggio 2008 – ore 20,30
L’Associazione Giovane Montagna propone la conferenza di
Maria Emanuela Desio
MIO PADRE ARDITO DESIO
che si svolgerà a Roma presso la sede dell’Associazione
(c/o Casa Mater Mundi – via Lorenzo Rocci 64)
Si potrebbe dire che il suo destino era già tutto
scritto in quel nome: il coraggioso. L’Ufficiale degli
Alpini, professore e fondatore dell’Istituto di
Geologia. Autore di oltre 400 pubblicazioni, testi che
illustrano le ricerche svolte in Italia, in Asia, in
Africa, affiancò a quella accademica, la carriera di
esploratore, alpinista, cartografo ed organizzatore di
spedizioni. La più conosciuta rimane quella del 1954,
che portò alla conquista del K2. Nel 1987 progettò una
spedizione con lo scopo di ottenere misure più precise
dell’altitudine della vetta dell’Everest.
Di questa vita così ricca e avventurosa, e di questa
forte personalità ci parlerà la figlia, Maria Emanuela
Desio, attingendo dalla vasta documentazione originale
lasciata dal padre e conservata oggi nell’Archivio
Desio, in corso di inventariazione.
31 Ottobre 2008 -
GRANDI COLATE BASALTICHE
CONFERENZA DEL
SOCIO ONORARIO PROF. GIORGIO PASQUARÈ, AL IV
CONGRESSO ICES
----------------
Malargue
(Argentina) 30 ottobre 2008
PROBLEMI APERTI
IN RELAZIONE AL MOVIMENTO ED ALLA STRUTTURA DELLE GRANDI
COLATE BASALTICHE
Il magma basaltico ha dato origine alle rocce più
diffuse nella crosta terrestre. Si ritiene che esso sia
originato essenzialmente da processi di fusione parziale
(dal 2 al 9%) delle peridotiti costituenti la parte
superiore del mantello.
I materiali solidi
sopravvissuti alla fusione parziale mantengono ancora
la stessa composizione mineralogica delle peridotiti
mentre i magmi basaltici derivanti mostrano composizioni
diverse e variabili.
Si ritiene che la
produzione di differenti magmi basaltici da una stessa
peridotite sia possibile solo se i componenti dei
minerali silicatici della peridotite entrano nella
frazione liquida in differenti proporzioni a seconda
della pressione e temperatura vigenti durante il
processo di fusione.
Continua -->
13 Settembre 2008 - MONDO
NATURA - Fiera Rimini
REDISCOVERING THE AMERICAS
Dalla
terra del Fuoco all’ Alaska
Il 13 Settembre si apre a
MONDO NATURA, alla Fiera di Rimini, una mostra
dedicata alla prima parte della spedizione nelle
Americhe realizzata dal socio Giuseppe Rivalta. La
mostra verrà chiusa il 21 Settembre.
Le aree trattate,nei
sessanta posters, riguardano l’Argentina ed il Cile
visitate da Gennaio a Marzo 2008 con due camper
fuoristrada.
Vi saranno inoltre in
visione foto e film che raccontano i 19.000 chilometri
percorsi lungo le strade e piste dell’America Australe e
gli incontri e le
interviste effettuate con alcune comunità italiane che
vivono ad Ushuaia oltre ad una conferenza su Ardito
Desio realizzata a Buenos Aires (alla SEGEMAR) con
relativa mostra.
Nel mese di Agosto, presso
i locali del Quartiere Baraccano del Comune di Bologna,
oltre alla presentazione di un documentario dedicato
alla prima parte del viaggio, è stato presentato in
anteprima un filmato del 1948 dedicato alla
Spedizione Borsari che costruì un quartiere di
Ushuaia grazie al lavoro di oltre 1000 persone reclutate
in gran parte in Emilia-Romagna e Friuli. Il
figlio
Franco Borsari ha commentato con passione
quell’evento che quest’anno compie 60 anni. La Signora
Marta Murotti della FILEF,associazione che
si dedica ai problemi dell’emigrazione,ha anticipato la
manifestazione che si terrà a Bologna in novembre per
commemorare l’evento del ’48.
Il 23 Settembre i
componenti della Spedizione Rediscovering The Americas
ripartiranno per Buenos Aires dove, risaliti sui campers,
si dirigeranno in cittadine dove incontreranno altri
emigranti italiani e poi in Cile a Santiago da cui
inizierà la salita verso Nord, deserto di Atacama,
Bolivia con il Salar de Ujuni e via via sempre in alta
quota (4 – 5000 metri) fino in Ecuador a Quito dove si
lasceranno i mezzi per rientrare il 20 Dicembre in
Italia. Si prevedono circa 11.000 chilometri di
percorrenza.
21 Agosto 2008 - IL RESTO DEL
CARLINO

17 Agosto 2008 - LA REPUBBLICA

25 Giugno 2008 - LE RICERCHE
SCIENTIFICHE DI ARDITO DESIO IN LIBIA
7
luglio 2008
La
conferenza tenuta il 25 giugno 2008 da Maria Emanuela
Desio presso il Centro Studi Libici a Tripoli si è
svolta con successo, tanto che il Direttore Generale
dell’Accademia di Polizia, presente, ha chiesto di
ripetere la conferenza presso la sua Accademia, cosa che
è stata effettuata il giorno 2 luglio, con scambio di
presenti. La signora Desio ha ricevuto una bella
medaglia dell’Accademia di Polizia.
In
particolare l’argomento riguardante il petrolio scoperto
dagli italiani negli anni ’30 ha colpito l’interesse
degli ascoltatori. Anche il breve filmato girato da
Ardito Desio nel 1931 ha suscitato molto interesse. Nel
corso della conferenza sono state presentate una
ottantina di diapositive che illustravano il testo.
La
traduzione consecutiva dall’italiano all’arabo
effettuata dall’amico Khaled è stata ottima e ben
sincronizzata.
Qui
sotto un breve riassunto della conferenza.
Dopo i
ringraziamenti d’obbligo è stato brevemente presentato
il personaggio di Ardito Desio e quindi il testo ha
ripercorso la storia delle ricerche scientifiche che
Ardito Desio aveva eseguito in Libia a partire dal 1926,
anno in cui fece il suo primo incontro con il Sahara
Libico.
Nel
corso delle sue ricerche egli si occupò in particolare
di acqua, sali potassici (carnallite), fosfati e
idrocarburi.
La prima
vera scoperta del petrolio nel Sahara libico data
1938, quando nel corso delle sue ricerche di acque
profonde Desio trovò nel pozzo di Mellaha n. 8
(concessione Cini) goccioline di petrolio che fecero
pensare ad effettuare ricerche più mirate al petrolio.
Le
ricerche di petrolio proseguirono quindi congiuntamente
con le ricerche di acqua, ossia mentre venivano scavati
i pozzi per la ricerca di acqua artesiane (molto
abbondanti), venivano estratti campioni per lo studio
del terreno mirati al ritrovamento di petrolio.
La
guerra interruppe il lavoro che fu ripreso negli anni
cinquanta dalle compagnie petrolifere straniere sulla
base delle carte geologiche e degli studi di Desio.
Per
quanto riguarda i sali potassici (carnallite)
furono trovati grandi risorse, ma anche in questo caso
tutto si interruppe allo scoppio della seconda guerra
mondiale.
Risultato negativo invece vi fu per i fosfati.
Alla
fine è stata presentata l’associazione Ardito Desio con
le sue attività relative all’archivio e alle ricerche
scientifiche.
La conferenza è stata corredata da una mostra di
fotografie d’epoca e da pannelli illustrativi della vita
di Ardito Desio e della Associazione, il tutto
realizzato da Silvia Rossi.
  



 


DAL NOTIZIARIO
DELL'ASSOCIAZIONE GIOVANE MONTAGNA
6 Maggio 2008 – ore 20,30
L’Associazione Giovane Montagna propone la conferenza di
Maria Emanuela Desio
MIO PADRE ARDITO DESIO
che si svolgerà a Roma presso la sede dell’Associazione
(c/o Casa Mater Mundi – via Lorenzo Rocci 64)
Si potrebbe dire che il suo destino era già tutto
scritto in quel nome: il coraggioso. L’Ufficiale degli
Alpini, professore e fondatore dell’Istituto di
Geologia. Autore di oltre 400 pubblicazioni, testi che
illustrano le ricerche svolte in Italia, in Asia, in
Africa, affiancò a quella accademica, la carriera di
esploratore, alpinista, cartografo ed organizzatore di
spedizioni. La più conosciuta rimane quella del 1954,
che portò alla conquista del K2. Nel 1987 progettò una
spedizione con lo scopo di ottenere misure più precise
dell’altitudine della vetta dell’Everest.
Di questa vita così ricca e avventurosa, e di questa
forte personalità ci parlerà la figlia, Maria Emanuela
Desio, attingendo dalla vasta documentazione originale
lasciata dal padre e conservata oggi nell’Archivio
Desio, in corso di inventariazione.
"MISSIONE DI RICERCA
SCIENTIFICA E STORICA"
alle isole
Santiago (Capoverde) e a Terçeira (Azzorre)
per la
celebrazione del bicentenario della nascita di
Charles
Darwin (2009)
DAL
28 febbraio AL
10 marzo 2008
L’approssimarsi di un evento che sarà celebrato in tutto
il mondo scientifico, e cioè il bicentenario nel 2009
della nascita di Charles Darwin (1809), che coincide con
il centocinquantesimo anniversario della pubblicazione
dell’Origine delle Specie (1859), ha indotto
diverse Istituzioni scientifiche nazionali ed
estere a preparare spedizioni scientifiche, ricerche
storiche, esposizioni ed eventi degni della ricorrenza.
Per quanto riguarda l’Italia, le
Università di Milano Bicocca, Bologna, Padova, Ferrara,
Roma Tor Vergata, Siena e Firenze, con il Museo di
Storia Naturale di Milano, hanno già effettuando un
viaggio con l’imbarcazione “Adriatica” (di Patrizio
Roversi ) lungo le tappe di Darwin sulle coste del
Sudamerica, oltre alle Galapagos. L’Università di Pisa
ha già promosso spedizioni scientifiche alle Galapagos,
a Sant’Elena e Ascension. In tutti i casi gli
organizzatori e i partecipanti sono prevalentemente
storici della scienza, biologi ed evoluzionisti in
generale.
Alla luce del fatto che Darwin è
stato prima di tutto un geologo, e che sulla geologia è
basata la sua formazione naturalistica, la
Associazione Ardito Desio ha promosso una
spedizione scientifica a Capoverde (precisamente
nell’isola di Santiago prima tappa di Darwin e luogo
della sua prima esperienza geologica) e all’isola di
Terçeira nelle Azzorre, ultima tappa del suo viaggio.
I risultati della ricerca verranno
pubblicati in riviste
scientifiche e saranno oggetto di
conferenze.
Scopi e obiettivi della missione.
A) Ricerca di carattere puramente
scientifico:
-
Effettuare ricerche geologiche
sul campo :
a) Chimismo dei prodotti vulcanici,
b) Rapporti tra vulcanesimo ed
evoluzione geologica delle isole,
c) Le isole di Santiago e di Terçeira
nel contesto degli hot spot
atlantici.
d) Rapporti tra evoluzione geologica
delle isole e sedimentazione.
B) Ricerca in ambito di storia
della geologia.
-
Ricostruire gli itinerari di
Darwin sulle isole interpretandone gli intendimenti
ed i presupposti nell'ambito del pensiero
scientifico del suo tempo e riproponendone il
significato in un contesto moderno
-
Verificare sul campo
l'evoluzione del pensiero darwiniano
sull'evoluzione ed il ruolo geologico dei vulcani
confrontando il suo approccio a tale problematica
all'inizio ed alla fine del suo viaggio attorno al
mondo.
-
Confrontare la perizia geologica
di Darwin all’inizio del viaggio e alla fine, dopo 4
anni di esperienze.
Composizione della missione.
-
Dott. Geologo Prof. Giorgio
Pasquarè, Università Statale di Milano, socio
onorario dell’Associazione Ardito Desio
-
Dott. Geologo Guido Chiesura,
-
Maria Emanuela Desio,
Presidente dell’Associazione Ardito Desio
Dott. Geologo Guido Chiesura
(Bergamo, 1935)
· Laurea
in Scienze Geologiche a Milano nel 1958 con il Prof.
Ardito Desio.
· Si
occupa da anni della diffusione delle opere geologiche
di Charles Darwin.
· Ha
scritto un libro intitolato “Charles Darwin, Geologo”
e ha tradotto per la prima volta in italiano le tre
opere geologiche del naturalista inglese: Barriere
coralline, Osservazioni geologiche sulle isole
vulcaniche e Osservazioni geologiche sul Sud
America (entrambi pubblicati da Hevelius, nel 2002 e
nel 2004).
· Ha
già effettuato una missione a Santiago di Capoverde,
dove ha stabilito contatti con geologi locali.
Dott. Geologo Prof. Giorgio
Pasquarè, Università Statale di Milano
(Porto Recanati (Macerata) 1935)
-
Laurea in Scienze Geologiche
presso l'Università degli Studi di Milano nel 1958
- Libera Docenza in Geologia
nel 1968
- Professore di ruolo
ordinario di Geologia dal 1972 al 2005 presso
l'Università degli Studi di Milano
- Autore e coordinatore di
progetti di ricerca in Geologia stratigrafica, Geologia
strutturale, Geologia Ambientale e Vulcanologia.
- Nel suo principale campo di
ricerca, la Geologia dei Vulcani, ha svolto e
organizzato numerosissimi progetti di ricerca in Italia,
Grecia, Turchia, Iran, Estremo Oriente, Africa
Orientale, Marocco, America Centrale, America
Meridionale.
-
Autore di 134 pubblicazioni
scientifiche su riviste nazionali ed internazionali
sulle tematiche indicate nei punti precedenti.
- Autore della Guida allo
studio geotermico dei vulcani per conto di OLADE
(Organizzazione latino-americana per l'energia).
- Per 12 anni presidente
della Commissione di Cartografia Geologica del Consiglio
Nazionale delle Ricerche.
- Per 6 anni vice-presidente
del "Settore Rischio Vulcanico" del Dipartimento della
Protezione Civile.
- Membro del Comitato
Scientifico della IAEA per la sorveglianza del rischio
vulcanico delle centrali nucleari e coredattore della
normativa internazionale per la costruzione e gestione
di centrali nucleari in aree vulcaniche.
- Organizzatore e curatore del
primo atlante geologico d'Italia, dal titolo "Mapping
Geology in Italy" pubblicato per conto del Servizio
Geologico d'Italia (Ministero dell'Ambiente) con la
partecipazione di circa 200 docenti e ricercatori di
numerose università italiane.
Attualmente dedicato a ricerche vulcanologiche di base
nonché associate a rischi sanitari.
________________________________________________
18
Marzo 2008
Da poco si è conclusa la
missione scientifica e storica alle Isole Santiago (Capoverde)
e a Terçeira (Azzorre)organizzata in vista della
celebrazione del bicentenario della nascita di C. Darwin
(2009), avente lo scopo di ripercorrere gli itinerari
geologici della prima e dell’ultima tappa del viaggio
intorno al mondo compiuto da Darwin tra il 1832 e il
1836.
Nell’isola di Santiago di
Capoverde la missione ha riesaminato in dettaglio i
motivi geologici e vulcanologici osservati da Darwin
nonché le relative interpretazioni da lui compiute.
Nell’isola di Terçeira
nell’Arcipelago delle Azzorre, oltre a ripercorrere
l’itinerario darwiniano sono stati approfonditi alcuni
aspetti controversi relativi alla eruzione avvenuta
nell’isola nell’anno 1761 riguardanti la possibile
prosecuzione in terraferma delle strutture tettoniche
che hanno guidato l’eruzione sottomarina del 1998-2000
avvenuta al largo dell’estremità occidentale dell’isola.
Sono stati prelevati
diversi campioni che verranno analizzati dal punto di
vista chimico e radiometrico a conforto delle
osservazioni fatte.
I risultati definitivi
verranno poi pubblicati in apposite sedi scientifiche in
occasione del bicentenario della nascita di Darwin nel
2009.
Hanno partecipato alla
spedizione i geologici Prof. Giorgio Pasquarè, il dott.
Guido Chiesura nonché la Signora Maria Emanuela Desio,
Presidente dell’Associazione Ardito Desio.
  

"Rediscovering the Americas"
SPEDIZIONE SCIENTIFICA
ATTRAVERSO LE AMERICHE
Terra del Fuoco -
Alaska
(2008 – 2009)
L’idea
di poter visitare il continente americano dall’estremo
Sud a quello Nord è nata l’anno scorso a Mondo Natura .
Nei mesi successivi l’affascinante ipotesi ha iniziato a
prendere corpo e sono stati presi i primi contatti con
le Aziende del settore caravanning.
Contemporaneamente è stata la volta della ricerca di
Patrocini per cointeressare Istituzioni ed Enti
Pubblici.
Poi è stato il momento di “ringiovanire” i nostri campers,
dei veri e propri veterani ben abituati a percorsi
impegnativi in Africa, Asia e Australia e renderli
adatti ad un percorso così lungo e impegnativo.
Tutto ciò si è reso credibile e possibile grazie al
diretto coinvolgimento, in questo progetto, della Sig.ra
Maria Emanuela Desio, figlia del grande scienziato
friulano (colui che organizzò la Spedizione al K2 nel
1954, ma che effettuò numerose ricerche ed esplorazioni
in Africa ed Asia).
Continua -->
Dicembre 2007 - Gennaio 2008
Carissimi
Soci,
siamo arrivati al sesto anno del nostro sodalizio,
creato per mantenere vivo il ricordo ed il lavoro svolto
da mio padre. Ritengo che anche il 2007 sia stato un
anno pieno di belle ed interessanti iniziative che hanno
portato a più che soddisfacenti risultati che vi
riassumo qui di seguito.
ARCHIVIO
Anche quest’anno l’Associazione ha continuato la
sistematica archiviazione informatica dei documenti,
delle pubblicazioni, delle relazioni tecniche, delle
fotografie (negativi e positive), delle diapositive, dei
filmati appartenuti al prof. Desio. E’ un lavoro molto
lungo che si protrarrà ancora per molto tempo. Direte
che sono ripetitiva ma con poche risorse economiche il
lavoro si protrae nel tempo. D’altra parte l’archivio
Desio è ricchissimo e la sua inventariazione è molto
laboriosa data la varietà di materiale.
RICERCA SCIENTIFICA
Spedizione scientifica nelle Ande argentine
Purtroppo quest’anno ci siamo dovuti fermare su queste
ricerche per mancanza di fondi. Tuttavia
le
ricerche intraprese fino ad ora nell'area del Vulcano
Payun Matru, verranno pubblicate prossimamente su un
importante rivista scientifica argentina.
Ricerca su Darwin
L’approssimarsi di un evento che sarà celebrato in
tutto il mondo scientifico, e cioè il bicentenario nel
2009 della nascita di Charles Darwin (1809), che
coincide con il centocinquantesimo anniversario della
pubblicazione dell’Origine delle Specie (1859), ha
indotto
diverse Istituzioni scientifiche nazionali ed estere a
preparare spedizioni scientifiche, ricerche storiche,
esposizioni ed eventi degni della ricorrenza.
Alla luce del fatto che Darwin è stato prima di tutto un
geologo, e che sulla geologia è basata la sua formazione
naturalistica, l’Associazione Ardito Desio si propone di
promuovere una spedizione scientifica a Capoverde
(precisamente nell’isola di Santiago prima tappa di
Darwin e luogo della sua prima esperienza geologica) e
all’isola di Terçeira nelle Azzorre, ultima tappa del
suo viaggio, effettuando ricerche geologiche sul campo.
I risultati della ricerca verranno pubblicati su riviste
scientifiche e saranno oggetto di conferenze.
Libia
Siamo tornati in Libia anche quest’anno e abbiamo preso
contatti con le autorità libiche e offerto la nostra
collaborazione per il ripristino del Museo di Storia
Naturale creato da Ardito Desio a Tripoli nel 1936.
Tutto il materiale si trova ora nel Castello di Tripoli
dove stanno restaurando dei locali all’ultimo piano per
metterlo in esposizione. Il Centro Studi Libici mi ha
invitato per il 2008 a tenere una conferenza sulle
ricerche scientifiche di mio padre in Libia. E’
richiesta anche una esposizione con cimeli.
Spedizione Scientifica “Rediscovering The Americas”
(2008-2009)
La spedizione che parte a Dicembre 2007 sotto l’egida
dell’ Associazione Ardito Desio e attraverserà tutto il
continente americano dalla Terra del Fuoco all’Alaska
per la durata di un anno e mezzo ha molteplici scopi:
·
innumerevoli incontri con le comunità degli emigranti
emiliano-romagnole, liguri e friulane,
·
soste in varie città con una mostra itinerante dedicata
ad Ardito Desio,
·
contatti con le etnie più rappresentative per
effettuare uno studio genetico,
·
visita alle aree naturali protette per verificarne lo
stato di conservazione della biodiversità,
·
visita ai più significativi siti di interesse
paleontologico (dinosauri) ed archeologico.
Al ritorno verranno realizzate conferenze, mostre
(Mondo Natura ecc.), pubblicazioni e video per
comunicare i risultati della spedizione transamericana .
DIVULGAZIONE E COLLABORAZIONI SCIENTIFICHE
Museo di Storia Naturale della Comunità Montana Peligna –
zona F (CMP)
Prosecuzione della gestione del Museo di Storia Naturale
della Comunità Montana Peligna – zona F (CMP) e della
gestione del Programma di educazione ambientale alle
scuole (elementari, medie e superiori) presso le
strutture del Museo stesso.
Pubblicazione libri
Il libro “La Conquista del K2” di Ardito Desio verrà
ripubblicato dalla Casa Editrice Corbaccio e la nuova
edizione uscirà il 10 gennaio 2008. Fino a quella data
si trova in commercio l’edizione della Garzanti.
Mostre e Conferenze
·
Gennaio 2007 - Rastignano, frazione del Comune di
Pianoro (Bologna) - Loggia della Fornace: mostra dal
titolo “HIC SUNT LEONES” dedicata alla Libia e ad Ardito
Desio. Il Dott. Giuseppe Rivalta, curatore dell’
esposizione, ha tenuto una conferenzacon diapositive,
dal titolo “Sulle tracce di Ardito Desio in Cirenaica”
riguardante il viaggio effettuato con Maria Emanuela
Desio nei luoghi esplorati dall’illustre geologo nel
1931, fino al confine con il Sudan.
·
Marzo
2007-
Roma - in occasione dei festeggiamenti per
l'indipendenza del Pakistan, nelle sale dell'Ambasciata
di Roma alla Cammilluccia, il rappresentante del
Pakistan in Italia S.E. Minza Qamr Beg ha consegnato
un'onorificenza a Maria Emanuela Desio come omaggio e
ricordo di quanto suo padre fece in campo scientifico
per quella nazione.
·
Aprile
2007 – Bologna - Sala Incontri del Baraccano (Quartiere
Santo Stefano):
conferenza dedicata ad Ardito Desio, dal titolo "A
VOLTE MI DIMENTICO DI INVECCHIARE",
tenuta dal Dr. Giuseppe Rivalta, socio dell'Associazione
Ardito Desio.
·
Maggio 2007- Torino-Saint Vincent:
presentazione dell’Archivio Ardito Desio da parte di
Maria Emanuela Desio al Convegno Internazionale “Sport
invernali e montagna. Una memoria a rischio”,
organizzato dall’Associazione Nazionale Archivistica
Italiana.
· Settembre
2007 – Rimini Fiera di Rimini – Mondo Natura:
mostra antologica sulle Americhe con esposizione dei
tre campers 4x4 che effettueranno la spedizione
“Rediscovering The Americas (2008-2009)”.
Nell’occasione è stata presentata anche una mostra
sulla vita di Ardito Desio .
PROGRAMMI FUTURI
·
prosecuzione della gestione e della digitalizzazione
dell’Archivio Desio
· prosecuzione
della gestione del Museo di Storia Naturale della
Comunità Montana Peligna – zona F (CMP) e della
gestione del Programma di educazione ambientale alle
scuole (elementari, medie e superiori) presso le
strutture del Museo stesso.
· sono
in corso contatti con diversi Enti, pubblici e privati,
per la realizzazione di nuove mostre sulla vita e
l’operato di Ardito Desio.
·
Prosecuzione della ricerca scientifica in Argentina
· Ricerca
scientifica storica e vulcanologia su Darwin nelle Isole
Azzorre e Canarie (prime e ultime isole toccate da
Darwin).
· Collaborazione
con il Museo di Tripoli per il ripristino del Museo di
Storia Naturale fondato da Ardito Desio nel 1936 il cui
materiale era stato raccolto in casse negli anni ’60.
·
Documentario sulla vita di Ardito Desio in
collaborazione con una società friulana di Palmanova
·
Conferenza a Tripoli sulle ricerche scientifiche di
Ardito Desio in Libia
Auspico che ognuno di Voi si senta coinvolto e dia un
contributo al prosieguo di queste attività sia con il
vostro contributo fisico e morale, sia ridandoci la
fiducia con l’iscrizione per l’anno prossimo (l’importo
è sempre di Euro 25,00 da versare sul c/c 36872737
intestato a: Associazione Ardito Desio – via dei
Foraggi, 86 – 00186 Roma).
Per chi desiderasse effettuare il versamento attraverso
la propria banca il Codice IBAN è il seguente:IT12W0760103200000036872737
Spero di farvi cosa gradita inviandovi un calendario
2008 realizzato con fotografie tratte dall’Archivio
Desio.
Colgo l’occasione per inviare a tutti voi i miei più
cordiali auguri di Buon Natale e Buon Anno 2008.
Maria Emanuela Desio
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